Mano cadente dopo aver dormito sul braccio: è il nervo radiale?

Il verdetto: Spesso sì. Una mano cadente al risveglio, dopo aver dormito con il braccio appoggiato o schiacciato, è tipica di una compressione del nervo radiale. Ma una debolezza improvvisa va sempre distinta da un ictus.

In breve. Se ti svegli e non riesci ad alzare il polso e a stendere le dita, mentre il resto del braccio funziona, la causa più probabile è una compressione del nervo radiale contro l'osso del braccio: è la cosiddetta paralisi del sabato sera. Di solito è una lesione da pressione che guarisce da sola in settimane o mesi; nel frattempo un tutore che tiene il polso in posizione aiuta a usare la mano. Se però la debolezza riguarda anche il viso, la parola o la gamba, chiama subito il 112: può essere un ictus.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.

Il nervo radiale è il nervo che comanda i muscoli che stendono il gomito, il polso e le dita e porta la sensibilità del dorso della mano, dal lato del pollice. Nel braccio passa molto vicino all'omero, in un solco sul retro dell'osso, coperto solo dai muscoli. È proprio lì che è più facile schiacciarlo.

Quando il nervo radiale smette di funzionare, il polso «cade»: la mano pende in avanti e non si riesce a sollevarla. In inglese si chiama wrist drop , in italiano mano cadente. Spaventa molto, ma nella forma da compressione ha in genere una prognosi buona.

Cos'è la paralisi del sabato sera?

È il nome popolare della compressione del nervo radiale nel braccio durante il sonno. Le linee di indirizzo dell'NHS scozzese indicano come causa più comune il dormire o stare seduti a lungo con il braccio appoggiato sullo schienale di una sedia, o comunque premuto contro un bordo, spesso dopo aver bevuto molto alcol. L'alcol rende il sonno profondo e impedisce di cambiare posizione quando il braccio formicola.

Succede anche senza alcol: dormire con la testa del partner sul braccio, addormentarsi in poltrona, un sonno molto profondo per farmaci o stanchezza. Altre cause del nervo radiale lesionato sono le fratture dell'omero, i lacci emostatici, le stampelle usate male e, più raramente, le compressioni al gomito.

Quali sono i sintomi del nervo radiale compresso?

  • Polso che cade: non riesci ad alzare la mano all'indietro.
  • Dita che non si stendono alla base, soprattutto con il polso piegato.
  • Pollice debole nell'allontanarsi dalle altre dita.
  • Intorpidimento o formicolio sul dorso della mano, dal lato del pollice.
  • Stringere il pugno sembra debole, ma è perché il polso non si stabilizza: se lo sostieni, la presa migliora.

Se il nervo è schiacciato più in alto, vicino all'ascella, può essere debole anche l'estensione del gomito. Se invece cadono solo le dita ma il polso si alza, il problema può riguardare un ramo del nervo nell'avambraccio, il nervo interosseo posteriore. Le altre sofferenze dei nervi del gomito sono in Epicondilite, nervo ulnare o tunnel radiale: come distinguerli?

Mano cadente: quali sono le altre cause possibili?

La compressione notturna del nervo radiale è la più frequente, ma non l'unica. Il medico la distingue da:

  • ictus: la debolezza compare all'improvviso e spesso coinvolge anche viso, parola, gamba o tutto il braccio. È un'emergenza;
  • problemi del collo: una radice nervosa schiacciata da un'ernia cervicale può indebolire l'estensione del polso, di solito con dolore al collo e al braccio. Vedi Formicolio a braccia e mani: può dipendere dal collo?;
  • frattura dell'omero, dopo un trauma: vedi Frattura dell'omero: il recupero;
  • più raramente, malattie dei nervi che colpiscono più nervi insieme.

Secondo le stesse indicazioni NHS, quando la mano cadente compare al risveglio dopo aver dormito in una posizione tipica e senza trauma, di solito non servono esami. Dopo un trauma al braccio, invece, si fa una radiografia.

Quanto tempo ci vuole per recuperare il nervo radiale?

Nella forma da compressione senza trauma la prognosi è buona: il recupero richiede di solito da alcune settimane ad alcuni mesi. Nelle forme più lievi, in cui il nervo ha solo smesso di condurre senza danni alla sua struttura (la neuroaprassia), il miglioramento può arrivare in giorni o poche settimane.

Il nervo di solito recupera in un ordine prevedibile: prima i muscoli più vicini al punto di compressione, poi polso e dita. Se dopo alcune settimane non c'è alcun segno di ripresa, il medico può chiedere un' elettromiografia, l'esame che misura come conduce il nervo, per capire quanto è danneggiato e seguire il recupero. Gli interventi, come la riparazione del nervo o i trasferimenti di tendini, riguardano solo i casi che non recuperano o le lesioni da trauma, e li valuta il chirurgo.

Cosa fare mentre il nervo recupera?

  • Tutore per il polso: tiene la mano leggermente sollevata e permette di afferrare gli oggetti. Le indicazioni NHS lo citano come aiuto per mantenere la mano in una posizione utile.
  • Mantieni mobili polso e dita: muovili con l'altra mano più volte al giorno, per evitare che si irrigidiscano mentre i muscoli non lavorano.
  • Proteggi la pelle della zona intorpidita da calore e tagli: non senti bene il caldo dei fornelli o dell'acqua.
  • Evita di schiacciare di nuovo il braccio: attenzione a come dormi, niente braccio sullo schienale.
  • Riduci l'alcol, soprattutto se è stato il fattore scatenante.
  • Quando i muscoli cominciano a rispondere, il fisioterapista imposta esercizi graduali per recuperare forza e coordinazione.

Lo stesso meccanismo può colpire la gamba: il nervo peroneo schiacciato al ginocchio fa «cadere» il piede. Ne parliamo in Piede cadente: è il nervo peroneo?

Quando farsi vedere subito

  • Debolezza improvvisa con viso storto, difficoltà a parlare, debolezza della gamba o di tutto un lato: chiama il 112.
  • Mano cadente dopo un trauma o una frattura del braccio.
  • Debolezza che peggiora o si estende ad altri muscoli.
  • Dolore forte al collo che scende nel braccio, con debolezza.
  • Nessun segno di miglioramento dopo alcune settimane.

Il parere del team Fisiosalaria

Nella nostra esperienza chi ha una paralisi del radiale da compressione si spaventa molto e spesso smette di usare la mano. L'errore più comune è lasciare polso e dita fermi per settimane: quando il nervo recupera, si trovano articolazioni rigide che rallentano tutto. Tutore, mobilità quotidiana e pazienza sono i tre pilastri.

L'ortopedico e il medico escludono traumi e cause diverse dal nervo; il fisioterapista guida mobilità e recupero della forza; l'osteopata lavora sulla mobilità di spalla, gomito e polso. Una valutazione all'inizio aiuta a impostare bene il tutore e gli esercizi e a capire da dove ripartire.

Domande frequenti

La paralisi del nervo radiale è permanente?

Nella forma da compressione durante il sonno raramente: nella maggior parte dei casi il nervo recupera in settimane o mesi.

Serve subito l'elettromiografia?

Di solito no. Nei primi giorni l'esame dice poco; si chiede se il recupero non parte dopo alcune settimane o se c'è stato un trauma.

Posso usare la mano?

Sì, con il tutore puoi afferrare e fare molte attività leggere. Evita solo di caricare il polso che cade senza sostegno.

Il formicolio sul dorso della mano passerà?

Di solito migliora insieme alla forza, a volte un po' dopo. Se resta a lungo, va rivalutato.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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