Necrosi della testa del femore: quali sintomi e cosa fare?

In breve. La necrosi della testa del femore, detta anche necrosi avascolare o osteonecrosi, è la morte di una parte dell'osso dell'anca per mancanza di sangue. Il primo sintomo è di solito un dolore sordo all'inguine o al gluteo, che col tempo rende difficile camminare e caricare la gamba. Tra i fattori di rischio più noti ci sono l'uso prolungato di cortisone, l'abuso di alcol e i traumi dell'anca. Riconoscerla presto, con la risonanza magnetica, è importante perché le cure che cercano di salvare l'anca funzionano meglio prima che la testa del femore si deformi.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.

La testa del femore è la sfera in cima all'osso della coscia che entra nel bacino e forma l'anca. Riceve sangue da pochi vasi sottili: se questo afflusso si interrompe, l'osso sotto la cartilagine muore lentamente, si indebolisce e, con il carico, può cedere e appiattirsi. È questa la necrosi avascolare, chiamata anche osteonecrosi o necrosi asettica.

Può colpire a tutte le età, ma è più frequente tra i 40 e i 65 anni e negli uomini. Spesso interessa entrambe le anche, anche se all'inizio fa male solo una.

Quali sono i sintomi della necrosi della testa del femore?

Il primo sintomo è di solito un dolore sordo o pulsante all'inguine o al gluteo. Secondo l'Accademia americana dei chirurghi ortopedici (AAOS), con il progredire della malattia:

  • diventa più difficile stare in piedi e caricare il peso sulla gamba;
  • i movimenti dell'anca diventano dolorosi;
  • col tempo compaiono rigidità e perdita di movimento, quando l'articolazione diventa artrosica.

Un dettaglio utile: nelle fasi iniziali il dolore può essere forte mentre il movimento dell'anca è ancora abbastanza buono. È diverso dall'artrosi comune, in cui spesso rigidità e dolore crescono insieme. L'evoluzione può richiedere da alcuni mesi a oltre un anno.

Quali sono le cause della necrosi del femore?

In molti casi la causa precisa non si trova. I principali fattori di rischio sono:

  • traumi: fratture del collo del femore e lussazioni dell'anca possono danneggiare i vasi;
  • cortisone per bocca o in vena per lunghi periodi, ad esempio per asma grave, artrite reumatoide o lupus;
  • abuso di alcol protratto nel tempo;
  • alcune malattie: anemia falciforme, malattie del sangue, lupus, malattia di Crohn, trombosi e vasculiti, malattia da decompressione dei subacquei.

Il cortisone necessario per una malattia va gestito con il medico che lo prescrive: non va mai sospeso da soli. Se lo assumi da tempo e hai dolore all'inguine, segnalalo.

Come si fa la diagnosi?

Si parte dalla visita e dalla radiografia, che mostra se la testa del femore ha già ceduto. Nelle fasi iniziali però la radiografia può essere normale.

La risonanza magnetica è l'esame che vede la necrosi prima che sia visibile ai raggi X, misura quanto osso è coinvolto e può scoprire una necrosi iniziale nell'altra anca, prima che dia sintomi. Per questo, davanti a un dolore inguinale persistente in una persona con fattori di rischio, il medico può chiederla anche con radiografia normale.

La malattia si descrive in stadi: dalle fasi iniziali, in cui la forma della testa è conservata, fino al collasso della testa del femore con artrosi grave. Lo stadio guida la scelta delle cure.

Con la necrosi del femore si può camminare?

Nella maggior parte dei casi sì, ma il medico può chiedere di ridurre il carico sulla gamba per un periodo. Le stampelle e la modifica delle attività alleviano il dolore e, secondo l'AAOS, possono rallentare la progressione, anche se da sole raramente fermano la malattia.

Il motivo è semplice: un osso indebolito che riceve meno peso ha meno probabilità di cedere. Quanto carico concedere, e per quanto tempo, dipende dallo stadio e dalla zona colpita: è una decisione dell'ortopedico. Nel frattempo sono utili attività che muovono l'anca senza impatti, come bici leggera e acqua, se il medico le consente.

Quali sono le cure possibili?

Le cure dipendono soprattutto dallo stadio, dall'età e da quanto è estesa la zona necrotica. Secondo l'AAOS, le opzioni chirurgiche sono quelle con i risultati migliori.

  • Cure non chirurgiche: antinfiammatori su indicazione del medico, stampelle, modifica delle attività. Servono soprattutto a controllare il dolore.
  • Decompressione del nucleo(core decompression): si praticano uno o più fori nella testa del femore per ridurre la pressione nell'osso e favorire nuovi vasi. Funziona meglio nelle fasi iniziali, prima del collasso; spesso si associa a innesti di osso. Dopo l'intervento in genere servono stampelle o deambulatore per alcuni mesi.
  • Innesto di perone vascolarizzato: si trapianta un pezzo di perone con i suoi vasi. Dà risultati in genere favorevoli se fatto prima del collasso.
  • Protesi totale d'anca: è l'opzione indicata quando la testa del femore è già collassata, e nella maggior parte dei pazienti toglie il dolore e restituisce funzione. Vedi Protesi d'anca: cosa chiedere prima dell'intervento.

Domande utili da fare allo specialista: in che stadio è la mia anca? L'altra anca è sana? Ci sono margini per cure che conservano l'articolazione? Che carico posso concedere nel frattempo?

Che ruolo ha la fisioterapia?

La fisioterapia non fa tornare il sangue nell'osso, ma è utile in ogni fase: insegna a usare bene le stampelle, mantiene forza e movimento dell'anca senza sovraccaricarla, e prepara e accompagna il recupero dopo un intervento. Dopo una protesi, il percorso è simile a quello descritto in Dopo la protesi d'anca.

Quando farsi vedere subito

  • Dolore all'inguine o al gluteo che dura da settimane in chi assume o ha assunto cortisone a lungo, o beve molto alcol.
  • Dolore all'anca nei mesi dopo una frattura del collo del femore o una lussazione.
  • Dolore che peggiora rapidamente e ti impedisce di caricare.
  • Anca calda e gonfia con febbre: va esclusa un'infezione.
  • Dolore dopo una caduta con impossibilità a camminare.

Il parere del team Fisiosalaria

La necrosi della testa del femore è molto meno frequente dell'artrosi, ma è una di quelle diagnosi che non si vogliono scoprire tardi. Il campanello è un dolore inguinale profondo e persistente in una persona relativamente giovane con fattori di rischio: in questi casi l'ortopedico valuta se serve una risonanza anche quando la radiografia è normale.

L'errore più comune è trattare per mesi un «dolore muscolare all'inguine» senza mai guardare l'articolazione. Quando la diagnosi è fatta, fisioterapista e osteopata lavorano in accordo con l'ortopedico, rispettando i limiti di carico. Se il dolore all'anca dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

La necrosi della testa del femore può guarire da sola?

Raramente. Alcune piccole lesioni iniziali possono stabilizzarsi, ma in genere la malattia tende a progredire: per questo è importante seguirla con lo specialista.

Si può fare sport?

Gli sport di impatto, come corsa e salti, sono di solito sconsigliati finché l'osso è a rischio di cedere. Attività senza impatto possono essere permesse: decide l'ortopedico in base allo stadio.

La necrosi colpisce sempre entrambe le anche?

Non sempre, ma succede spesso. Per questo la risonanza valuta anche l'anca che non fa male.

Che differenza c'è con l'artrosi dell'anca?

L'artrosi è un'usura della cartilagine; la necrosi parte dall'osso sotto la cartilagine che muore. Una necrosi non trattata può però portare a un'artrosi secondaria. Sull'artrosi leggi Artrosi dell'anca.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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