Liste d’attesa: quali sono le nuove regole nazionali?
In breve. Le regole nazionali più recenti sulle liste d'attesa sono nel decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73, convertito dalla legge 107 del 2024. Prevede una Piattaforma nazionale delle liste di attesa gestita da AGENAS, l'obbligo per le strutture pubbliche e private accreditate di far parte del CUP regionale, il divieto di sospendere o chiudere le prenotazioni, un sistema di disdetta e un percorso di tutela quando i tempi non sono rispettati. I tempi massimi restano legati alle classi di priorità scritte sulla ricetta: U, B, D e P. Per le regole operative della tua zona, fai riferimento alla Regione e alla tua ASL.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
La lista d'attesa è il tempo che passa tra la prenotazione di una visita o di un esame con il Servizio sanitario nazionale e il giorno in cui viene fatto. È uno dei temi che pesano di più su chi ha bisogno di cure: chi ha mal di schiena, chi deve fare una visita fisiatrica, chi aspetta un esame prima di un intervento.
Negli anni le regole sono state cambiate più volte. Qui raccontiamo in modo semplice cosa prevede la normativa nazionale più recente e cosa significa per te. Per i tempi e le procedure del Lazio trovi un articolo dedicato in Quanto si aspetta per la fisioterapia pubblica nel Lazio?
Qual è la legge più recente sulle liste d'attesa?
È il decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73, «Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie», convertito con modifiche dalla legge n. 107 del 2024. Si affianca al Piano nazionale di governo delle liste di attesa(PNGLA), lo strumento con cui Stato e Regioni fissano i tempi massimi e le regole di prenotazione.
Le Regioni poi applicano queste regole con i propri piani e le proprie delibere, per cui alcuni dettagli cambiano da territorio a territorio.
Cos'è la Piattaforma nazionale delle liste di attesa?
È un sistema informatico istituito presso AGENAS, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che raccoglie e confronta i dati sui tempi d'attesa di tutte le Regioni. È collegata alle piattaforme regionali e usa anche i dati delle ricette dematerializzate e delle prenotazioni dei CUP.
Serve a monitorare:
- quante prestazioni sono in lista e con quali tempi;
- la disponibilità delle agende pubbliche e private accreditate;
- il funzionamento dei percorsi di tutela;
- il rispetto dei tempi per le diverse classi di priorità.
Se emergono anomalie, AGENAS può svolgere controlli (audit) nei confronti delle Regioni. Il decreto ha anche istituito presso il Ministero della Salute un Organismo di verifica e controllo e ha chiesto a ogni Regione di individuare un responsabile unico dell'assistenza sanitaria (RUAS), che segue il monitoraggio delle liste d'attesa.
Cosa cambia quando prenoto?
Le novità che toccano più da vicino i cittadini riguardano il CUP, cioè il Centro unico di prenotazione:
- CUP unico: le strutture pubbliche e quelle private accreditate devono far parte del CUP regionale o infraregionale, così puoi vedere più disponibilità in un unico sistema;
- agende trasparenti: la trasparenza delle agende diventa un elemento dei contratti con le strutture accreditate;
- stop alle agende chiuse: aziende sanitarie e ospedali non possono sospendere o chiudere l'attività di prenotazione;
- disdetta: il CUP attiva un sistema per ricordare l'appuntamento e permettere di disdire almeno due giorni lavorativi prima, così il posto va a qualcun altro;
- chi non si presenta senza disdire è tenuto a pagare la quota di partecipazione alla spesa (il ticket), secondo le regole applicative;
- soluzioni digitali per prenotare e pagare il ticket.
Il decreto prevede inoltre la possibilità di svolgere visite ed esami anche nel fine settimana e con fasce orarie più ampie, per aumentare l'offerta.
Quali sono i tempi massimi per visite ed esami?
I tempi massimi dipendono dalla classe di priorità che il medico scrive sulla ricetta. Per le prestazioni ambulatoriali le classi sono:
- U, urgente: entro 72 ore;
- B, breve: entro 10 giorni;
- D, differibile: entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici;
- P, programmabile: entro 120 giorni.
In genere questi tempi si riferiscono al primo accesso, cioè la prima visita o il primo esame per un problema. Li spieghiamo nel dettaglio in Cosa significano le lettere U, B, D e P sulla ricetta?
E se i tempi non vengono rispettati?
Il decreto prevede che le aziende sanitarie attivino un percorso di tutela: se la prestazione non può essere garantita entro i tempi della classe di priorità, l'azienda deve offrirla comunque, nei limiti delle risorse, ricorrendo per esempio all'attività libero-professionale dei propri medici (intramoenia), a prestazioni aggiuntive o a strutture private accreditate.
Le modalità concrete per chiederlo sono stabilite dalle Regioni. Nel Lazio trovi come muoverti in Se l'ASL non rispetta i tempi della ricetta cosa posso fare? Se qualcosa non funziona, puoi anche presentare una segnalazione all'URP: vedi Come faccio un reclamo se un servizio sanitario non funziona?
Le nuove regole valgono anche per la fisioterapia?
Valgono per le prestazioni prenotate attraverso il servizio pubblico, comprese visite specialistiche come la visita fisiatrica. Per i cicli di riabilitazione, però, i percorsi e i tempi dipendono molto dall'organizzazione regionale e dal tipo di prestazione.
In pratica: la ricetta, la classe di priorità e la prenotazione al CUP restano i passaggi chiave. Se hai dubbi, chiedi al medico che prescrive quale priorità ha indicato e perché, e informati al CUP sulle disponibilità in tutte le strutture del territorio, non solo in quella più vicina.
Il parere del team Fisiosalaria
Nella nostra esperienza molte persone non sanno che la lettera sulla ricetta indica un tempo massimo, né che possono accettare una struttura più lontana per fare prima. L'ortopedico e il fisioterapista vedono spesso dolori che peggiorano mentre si aspetta senza fare nulla.
Il consiglio più utile è non restare fermi: chiedi al medico quali esercizi semplici o accorgimenti puoi seguire nell'attesa e quali segnali devono farti tornare prima. Se il dolore limita la vita quotidiana, una valutazione aiuta a capire le priorità.
Domande frequenti
Posso rifiutare la prima data proposta dal CUP?
Sì, puoi scegliere una data o una struttura diversa. Attenzione però: in alcune Regioni, se rifiuti una proposta che rispetta i tempi massimi, la garanzia di quei tempi può non valere più. Chiedi al CUP come funziona nella tua Regione.
Quanto prima devo disdire un appuntamento?
La legge prevede un sistema di disdetta almeno due giorni lavorativi prima. Conviene disdire appena sai di non poter andare.
Le visite nel fine settimana sono obbligatorie per tutte le strutture?
Il decreto prevede la possibilità di estendere visite ed esami al sabato e alla domenica; come e dove avviene lo decidono Regioni e aziende sanitarie.
Dove vedo i tempi d'attesa reali?
Sul sito della tua Regione o della ASL, che pubblicano periodicamente i tempi di attesa delle prestazioni monitorate.
Fonti
- Normattiva, Decreto-legge 7 giugno 2024 n. 73, testo vigente
- Camera dei deputati, Dossier sul DL 73/2024 liste di attesa, 2024
- Senato della Repubblica, Servizio del Bilancio, Nota di lettura n. 199, 2024
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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