Cosa significano le lettere U, B, D e P sulla ricetta?

In breve. Le lettere U, B, D e P sulla ricetta sono le classi di priorità: dicono entro quanto tempo deve essere eseguita una prima visita o un primo esame. U, urgente, significa entro 72 ore. B, breve, entro 10 giorni. D, differibile, entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami strumentali. P, programmabile, entro 120 giorni. La lettera la sceglie il medico che prescrive, in base al problema clinico, e vale per il primo accesso, non per i controlli.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.

La classe di priorità è una lettera che il medico scrive sulla ricetta per indicare quanto è urgente una prestazione. Serve a mettere in ordine le richieste: chi ha un problema che non può aspettare passa prima di chi può attendere qualche settimana senza rischi.

Sulla ricetta elettronica la trovi in un riquadro dedicato, accanto al quesito diagnostico, cioè la frase che spiega perché il medico chiede quella visita o quell’esame. Vediamo cosa significa ogni lettera e cosa cambia per chi deve fare una visita fisiatrica o un esame prima della fisioterapia.

Cosa vuol dire ogni lettera?

Ogni lettera corrisponde a un tempo massimo entro cui la prestazione va eseguita. I tempi riportati nel piano attuativo della ASL Roma 1, che applica le regole nazionali e regionali, sono questi:

  • U, urgente: nel più breve tempo possibile e comunque entro 72 ore;
  • B, breve: entro 10 giorni;
  • D, differibile: entro 30 giorni per le visite e entro 60 giorni per le prestazioni strumentali, cioè gli esami con apparecchi come radiografie o risonanze;
  • P, programmabile: entro 120 giorni. Prima del 2020 il limite era di 180 giorni.

Un esempio concreto: la ricetta per una prima visita fisiatrica con classe D andrebbe soddisfatta entro 30 giorni; la stessa visita con classe P entro 120 giorni.

Cosa vuol dire una ricetta B, da fare entro 10 giorni?

Significa che il medico ritiene il problema da valutare presto, anche se non è un’emergenza. Non è il pronto soccorso: è una corsia più veloce per una visita o un esame.

In ambito muscolo-scheletrico una classe B si usa, per esempio, quando un dolore è recente e intenso o quando ci sono sintomi che il medico vuole inquadrare in fretta. Se però compaiono segnali gravi, come una perdita di forza che peggiora, non si aspettano nemmeno 10 giorni: si contatta subito il medico o il 112.

Cosa significa la priorità P?

La P indica una prestazione programmabile: il problema è stabile e può essere valutato con calma, entro 120 giorni. È la classe tipica di un dolore che dura da tempo senza peggiorare o di un controllo dell’andamento di una condizione nota, quando si tratta comunque di un primo accesso.

Programmabile non vuol dire poco importante. Vuol dire che qualche settimana di attesa non cambia il risultato, a patto che i sintomi restino stabili. Se peggiorano, è giusto tornare dal medico: può rivalutare la situazione e, se serve, prescrivere con un’altra classe.

Chi decide la lettera e su quali basi?

La sceglie il medico che prescrive: il medico di famiglia, il pediatra o lo specialista. Non la decide il paziente e non la decide il CUP.

Il medico si basa sul quadro clinico e su criteri condivisi. Il documento della ASL di Frosinone sui percorsi di tutela, per esempio, richiede che la classe sia coerente con il manuale RAO, cioè i Raggruppamenti di attesa omogenei: un elenco di situazioni cliniche tipiche associate alla priorità più adatta. Per questo il quesito diagnostico scritto bene è importante quanto la lettera.

Posso chiedere al medico una priorità più alta?

Puoi spiegargli bene i sintomi, come sono cambiati e quanto ti limitano: sono informazioni che lo aiutano a scegliere. La decisione finale resta clinica. Una priorità più alta non giustificata toglie posto a chi ne ha davvero bisogno.

La priorità vale anche per i controlli e per le sedute di fisioterapia?

No, i tempi delle classi di priorità sono pensati per il primo accesso: la prima visita o il primo esame per un problema nuovo. I controlli, cioè le visite successive per seguire un problema già inquadrato, vengono programmati dallo specialista secondo i tempi clinici.

Per la fisioterapia questo ha un effetto pratico. La priorità conta per la prima visita fisiatrica, che è tra le visite monitorate dal piano sulle liste d’attesa. Il successivo ciclo di sedute segue invece l’organizzazione della ASL o della struttura: vedi quanto si aspetta per la fisioterapia pubblica nel Lazio.

Da quando si contano i giorni e cosa succede se non vengono rispettati?

I giorni si contano in genere dalla richiesta di prenotazione completa, non dalla data in cui il medico ha scritto la ricetta. Per questo conviene prenotare subito: se aspetti due settimane prima di chiamare, quei giorni non vengono recuperati.

Se il sistema non trova posto entro il tempo massimo, per le prime visite e i primi esami con priorità esiste un percorso di tutela, spiegato in Se l’ASL non rispetta i tempi della ricetta cosa posso fare? Anche la validità della ricetta conta: nel Lazio le regole sulla scadenza sono state aggiornate più volte e possono dipendere dalla classe. Verifica al CUP o sul sito della Regione.

Quando farsi vedere subito

La classe U non sostituisce il pronto soccorso. Chiama il 112 o vai in pronto soccorso se hai:

  • trauma importante, deformità evidente o impossibilità di caricare il peso;
  • perdita di forza improvvisa o che peggiora, difficoltà a camminare;
  • disturbi di vescica o intestino o perdita di sensibilità tra le cosce e i glutei;
  • dolore al petto, fiato corto o sudore freddo;
  • polpaccio caldo, gonfio e dolente;
  • febbre alta con dolore alla schiena o rossore e calore sulla ferita dopo un intervento.

Il parere del team Fisiosalaria

Molte persone ci chiedono se una ricetta P sia «meno seria» di una B. Non è così: la lettera misura l’urgenza, non la gravità percepita del dolore o il valore della persona. Un mal di schiena che dura da mesi può essere molto fastidioso e tuttavia stabile: in quel caso la P è coerente.

L’errore più frequente che vediamo è perdere giorni: ricetta nel cassetto, prenotazione rimandata, ricetta scaduta. Prenota appena la ricevi e, se i sintomi cambiano, torna dal medico. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Se sulla ricetta non c’è nessuna lettera cosa succede?

Per le prime visite e i primi esami la classe di priorità serve a stabilire il tempo massimo. Se manca, chiedi al medico di indicarla o di chiarirla prima di prenotare.

Le priorità valgono anche negli ospedali?

Sì, valgono per le prestazioni ambulatoriali prenotate con il servizio pubblico, sia negli ambulatori delle ASL sia negli ospedali e nelle strutture accreditate. Il ricovero e il pronto soccorso seguono altre regole.

Posso cambiare la lettera da solo al CUP?

No. La classe è una scelta clinica del medico prescrittore: il CUP non può modificarla. Se pensi che non sia adeguata, parlane con chi ha scritto la ricetta.

La ricetta elettronica e quella cartacea hanno le stesse priorità?

Sì, le classi sono le stesse. Per sapere come leggere la ricetta elettronica vedi come funziona la ricetta dematerializzata.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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