Lesione del bicipite femorale: come leggere ecografia e grado?
In breve. Nel referto di una lesione del bicipite femorale contano tre cose: dove si trova, quanto è estesa e se coinvolge il tendine. Il grado riassume l'estensione, ma esistono classificazioni diverse; le lesioni che entrano nel tendine richiedono più tempo e si ripetono più spesso. Un'ecografia di controllo con tessuto cicatriziale è normale e non dice da sola se sei pronto a rientrare. Tendinopatia con borsite indica invece un sovraccarico del tendine, non uno strappo.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.
Il bicipite femorale è il muscolo più esterno degli ischiocrurali, il gruppo di muscoli dietro la coscia che piega il ginocchio ed estende l'anca. Ha due parti, il capo lungo e il capo breve. In alto si attacca al bacino, sull'osso su cui ci sediamo; in basso vicino alla testa del perone, sul lato esterno del ginocchio. È il muscolo posteriore che si lesiona più spesso negli sport con scatti.
Dopo un infortunio, il referto di un'ecografia o di una risonanza usa parole tecniche che possono spaventare: giunzione miotendinea, grado, estensione, tessuto cicatriziale, borsite. Qui spieghiamo cosa significano e come leggerle senza allarmarsi. Per i tempi di rientro e la gestione del ritorno allo sport trovi un articolo dedicato: strappo del bicipite femorale: quando si torna a fare sport?.
Che cos'è la giunzione miotendinea e perché è citata nel referto?
La giunzione miotendinea è il punto in cui le fibre del muscolo si uniscono al tendine, come il passaggio tra la parte morbida e la parte «a corda». È la sede più frequente delle lesioni da scatto, perché lì si concentrano le forze quando il muscolo frena la gamba che si allunga in avanti.
Un referto ben fatto descrive di solito tre cose:
- dove si trova la lesione: capo lungo o breve, parte alta, centrale o bassa;
- quanto è estesa: in percentuale della sezione del muscolo e in centimetri di lunghezza;
- se coinvolge il tendine oppure resta nel muscolo.
Come si interpretano estensione e grado della lesione?
Il grado riassume quanto è grande la lesione, ma le classificazioni sono diverse e lo stesso numero può voler dire cose diverse. Una classificazione molto usata è quella dell'atletica britannica, chiamata BAMIC, che combina un numero e una lettera:
- numero da 0 a 4, per l'estensione: 0 quando la risonanza è normale o quasi, 1 lesione piccola, 2 moderata, 3 estesa, 4 rottura completa;
- lettera a, b o c, per la sede: a alla superficie del muscolo, cioè la fascia che lo avvolge; b alla giunzione muscolo-tendine; c dentro il tendine.
Per esempio, «2b» indica una lesione moderata alla giunzione miotendinea, il caso più comune negli scatti. Uno studio su atleti d'élite ha mostrato che il tempo per tornare all'allenamento completo cresce con il numero, e che le lesioni di tipo «c», dentro il tendine, richiedono tempi più lunghi e si ripetono più spesso. Per questo la lettera è importante quanto il numero.
Se il tuo referto parla di «secondo grado» senza altre indicazioni, chiedi a chi ti segue a quale classificazione si riferisce e se il tendine è coinvolto.
Come si interpreta un'ecografia di controllo dopo la lesione?
L'ecografia di controllo serve a vedere come evolve la cicatrice, ma non dice da sola quando sei pronto a rientrare. Le immagini guariscono più lentamente della funzione: in uno studio su atleti considerati guariti dal punto di vista clinico, l'89% mostrava ancora alterazioni alla risonanza al momento del rientro.
Al controllo è normale leggere frasi come:
- tessuto cicatriziale o fibrotico: è il «rattoppo» con cui il muscolo ripara la lesione;
- disordine delle fibre o area ipoecogena, cioè più scura: una zona ancora diversa dal muscolo sano;
- riduzione dell'area rispetto all'esame precedente: va nella direzione giusta.
Il dato più utile è il confronto con l'esame precedente. Se invece compare una raccolta di liquido, l'area si allarga o il dolore aumenta, il medico valuterà come procedere. In ogni caso il referto va letto insieme alla visita: forza, dolore alla contrazione e capacità di corsa.
Che cosa significa tendinopatia del bicipite femorale con borsite?
Sono due reperti diversi che spesso compaiono insieme. La tendinopatia è una sofferenza del tendine dovuta a un carico superiore a quello che riesce a sopportare: all'ecografia il tendine può apparire ispessito o con una struttura meno regolare. La borsite è l'infiammazione di una borsa, un piccolo sacchetto di liquido che riduce l'attrito tra tendine e osso.
Non è una lesione acuta come uno strappo, ma un problema di sovraccarico. Conta molto la sede:
- in alto, vicino all'osso della seduta: dolore stando seduti su superfici dure, correndo in salita o piegando molto l'anca;
- in basso, vicino al perone: dolore sul lato esterno del ginocchio, per esempio in ciclisti e corridori.
La base della cura è un carico graduale: ridurre per un periodo i gesti che irritano il tendine, come lo stretching intenso o le lunghe ore seduti, e poi rinforzarlo con esercizi progressivi. Alterazioni simili si trovano anche in persone senza dolore, per questo il referto non va mai letto da solo. Se il dolore è in basso nel gluteo trovi altri spunti in dolore al gluteo quando si cammina.
Quali domande fare a chi legge il referto?
- Il tendine è coinvolto?
- Quale classificazione è stata usata e cosa indica il grado?
- Rispetto all'esame precedente la lesione si è ridotta?
- Quali test clinici userete per decidere il rientro?
Quando farsi vedere subito
- Schiocco forte vicino al gluteo con livido esteso dietro la coscia: va esclusa una rottura del tendine dal bacino, che va valutata presto.
- Non riesci a camminare o a caricare il peso.
- Formicolio o debolezza al piede: il nervo sciatico passa vicino.
- Polpaccio caldo, gonfio e dolente nei giorni successivi.
Il parere del team Fisiosalaria
Molte persone arrivano preoccupate perché il referto di controllo «non è ancora pulito». È una situazione comune: l'immagine resta spesso diversa dal muscolo sano anche quando la funzione è recuperata. Al contrario, un referto che sembra rassicurante non basta se forza e corsa veloce non sono tornate.
Il referto orienta; la decisione si prende con la visita e con test di forza e corsa. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
Se l'ecografia è ancora alterata non posso rientrare?
Non necessariamente. Le immagini restano spesso alterate anche quando il muscolo funziona bene: si decide in base a forza, corsa e assenza di dolore.
Meglio ecografia o risonanza?
L'ecografia è pratica per i controlli; la risonanza descrive meglio estensione e coinvolgimento del tendine. La scelta spetta al medico in base al caso.
Una lesione di grado 1 è sempre lieve?
Di solito sì, ma dipende anche dalla sede: una piccola lesione vicino al tendine va seguita con più attenzione.
La borsite va trattata con infiltrazioni?
Non come prima scelta. La base è la gestione del carico e il rinforzo; eventuali infiltrazioni sono valutate dal medico nei casi che non migliorano.
Fonti
- Pollock N et al., Time to return to full training is delayed and recurrence rate is higher in intratendinous (c) acute hamstring injury, Br J Sports Med, 2016
- Reurink G et al., MRI observations at return to play of clinically recovered hamstring injuries, Br J Sports Med, 2014
- Grimaldi A et al., Current and future advances in practice: tendinopathies of the hip, Rheumatology Advances in Practice, 2024
- NHS, Hamstring injury
- Paton BM et al., London International Consensus and Delphi study on hamstring injuries part 3: rehabilitation, running and return to sport, Br J Sports Med, 2023
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Viktor Bystrov su Unsplash.
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