Frattura da stress del metatarso: come si riconosce?

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.

In breve. Una frattura da stress del metatarso è una piccola crepa in una delle ossa lunghe del piede, causata da carichi ripetuti e non da un trauma. Si riconosce da un dolore sul dorso del piede che compare durante l'attività, peggiora camminando o correndo e diventa dolente se premi su un punto preciso dell'osso. Spesso c'è un po' di gonfiore. La radiografia nelle prime settimane può essere normale; la risonanza la vede prima. Di solito guarisce senza intervento in circa 6-8 settimane, riducendo il carico.

I metatarsi sono le cinque ossa lunghe che collegano la parte centrale del piede alle dita. Una frattura da stress è una piccola crepa, o un'area di sofferenza dentro l'osso, che si forma quando l'osso riceve più colpi di quanti riesca a riparare. L'OrthoInfo dell'AAOS, la società americana dei chirurghi ortopedici, la descrive proprio così: una piccola crepa o una forte contusione dentro l'osso, dovuta al sovraccarico.

Un esempio aiuta: piegare una graffetta una volta non la rompe, piegarla cento volte sì. L'osso funziona in modo simile, con una differenza: si ripara da solo, se ha il tempo per farlo. La frattura da stress compare quando il carico aumenta più in fretta della capacità di riparazione.



Cos'è la frattura della marcia?

La «frattura della marcia» è il nome storico della frattura da stress del metatarso. Fu descritta nei soldati dopo lunghe marce, quando il piede non era abituato a quel carico. Oggi la si vede soprattutto in chi corre, in chi pratica sport con salti e in chi aumenta di colpo le camminate, per esempio in vacanza o durante un trekking.

Il secondo e il terzo metatarso sono i più colpiti, secondo l'OrthoInfo. Sono ossa lunghe e sottili, poco mobili, che ricevono molto carico nella fase di spinta del passo.



Quali sono i sintomi di una frattura da stress al piede?

Il sintomo tipico è un dolore sul dorso o sulla pianta dell'avampiede che aumenta con il carico e migliora con il riposo.

  • Dolore graduale: all'inizio compare solo durante la corsa o a fine giornata, poi sempre prima.
  • Dolore a un punto preciso: premendo con un dito sull'osso trovi una zona molto sensibile.
  • Gonfiore sul dorso del piede, a volte con un leggero livido.
  • Zoppia o fastidio a camminare scalzi.
  • Nessun trauma preciso da ricordare: è questo che inganna.

Piede gonfio dopo la corsa: è sempre una frattura?

No. Un piede gonfio dopo la corsa può dipendere da molte cause: un sovraccarico dei tendini, una scarpa troppo stretta, una metatarsalgia, il caldo. Il campanello d'allarme è la combinazione di gonfiore sul dorso e dolore puntiforme sull'osso che non passa con qualche giorno di riposo e peggiora se riprendi. Altre cause di dolore all'avampiede sono in Dolore al metatarso: quali sono le cause possibili?



Perché viene una frattura da stress?

La causa più frequente è fare «troppo, troppo presto». L'OrthoInfo elenca i fattori principali:

  • aumento rapido di frequenza, durata o intensità dell'attività;
  • scarpe consumate o poco ammortizzate;
  • cambi di superficie o di tecnica di corsa;
  • ossa più fragili, per osteoporosi o per alcune terapie prese a lungo: in questi casi la frattura può comparire anche con attività normali;
  • nelle atlete, il rischio è maggiore anche per una possibile carenza di energia rispetto all'allenamento, che riduce la densità dell'osso;
  • livelli bassi di vitamina D.

Anche la forma del piede conta: un piede cavo scarica più peso sull'avampiede, e un alluce rigido o operato può spostare il carico sui metatarsi vicini.



Come si fa la diagnosi? La radiografia basta?

La diagnosi parte dalla visita, ma nelle prime settimane la radiografia può essere normale. La crepa è così sottile che spesso diventa visibile solo dopo alcune settimane, quando l'osso comincia a ripararsi e forma il callo osseo.

Se il sospetto è forte e la radiografia è negativa, la risonanza magnetica è più sensibile e mostra la sofferenza dell'osso molto prima. La scintigrafia è un'alternativa. Per questo un «referto negativo» nei primi giorni non chiude la questione: conta il quadro clinico.



Quanto tempo serve per guarire?

La maggior parte delle fratture da stress del metatarso guarisce in circa 6-8 settimane, secondo l'OrthoInfo; quelle più impegnative richiedono di più. Il dolore e il gonfiore possono durare qualche settimana in più rispetto alla guarigione dell'osso.

Il trattamento di solito non richiede intervento:

  • riduzione del carico: si sospende l'attività che provoca dolore;
  • calzatura protettiva a suola rigida o tutore tipo stivaletto, e a volte le stampelle per i primi tempi;
  • ghiaccio, piede sollevato e, se serve, antidolorifici su indicazione del medico;
  • attività alternative senza impatto, come bici o nuoto, se non danno dolore.

Le sedi «a rischio»

Non tutte le fratture da stress sono uguali. Quelle alla base del quinto metatarso, sul lato esterno del piede, e all' osso navicolare, nella parte centrale, guariscono più lentamente per il minore afflusso di sangue e a volte richiedono un periodo senza carico o un intervento. Le trattiamo a parte in Frattura del quinto metatarso: si cammina con la scarpa rigida?



Quando e come si torna a correre?

Si torna a correre quando l'osso è guarito e camminare a lungo non dà più dolore, con una ripresa graduale. Tornare troppo presto può ritardare la guarigione o trasformare la crepa in una frattura completa.

  • Prima cammina a passo svelto senza dolore per diversi giorni.
  • Poi alterna cammino e corsa a giorni alterni, su terreno regolare.
  • Aumenta il volume in modo graduale: l'OrthoInfo indica come riferimento circa il 10% a settimana.
  • Inserisci rinforzo di polpacci e piede e attività alternative.
  • Se il dolore torna, fermati e fatti rivalutare.

Altri consigli generali per prevenire gli infortuni da corsa sono in Prevenire gli infortuni nella corsa.



Quando farsi vedere subito

  • Dolore forte e improvviso con impossibilità di caricare il peso.
  • Dolore sul lato esterno del piede, alla base del quinto metatarso, o nella parte centrale del dorso: sono sedi più delicate.
  • Fratture da stress ripetute o comparse con attività leggere: va indagata la salute dell'osso.
  • Polpaccio caldo, gonfio e dolente durante un periodo di riposo o con tutore: può essere una trombosi, serve una valutazione urgente.
  • Piede arrossato, caldo e con febbre.


Il parere del team Fisiosalaria

Le fratture da stress che vediamo hanno quasi sempre una storia simile: un aumento rapido di chilometri, una gara in preparazione, un paio di scarpe nuove o molto usate, e un dolore ignorato per qualche settimana. L'errore più comune è «correre sopra il dolore» perché la radiografia era negativa. Quando il dolore è puntiforme sull'osso, conviene fermarsi e chiarire.

Il recupero non è solo aspettare: l'ortopedico segue la guarigione dell'osso e cerca le cause, il fisioterapista costruisce il ritorno al carico, l'osteopata lavora sulla mobilità del piede e della caviglia. Se il dolore all'avampiede dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.



Domande frequenti

Con una frattura da stress si può camminare?

Spesso sì, con una scarpa a suola rigida o un tutore e senza dolore. Quanto carico concedere lo decide il medico in base alla sede della frattura.

Serve il gesso?

Di solito no. Il gesso o lo scarico completo si usano per le sedi a rischio o quando il dolore non permette di camminare.

Si può fare sport nel frattempo?

Sono possibili attività senza impatto, come bici o nuoto, se non provocano dolore al piede.

Una frattura da stress può tornare?

Sì, se le cause restano. Per questo è importante rivedere carichi di allenamento, scarpe e, quando serve, la salute dell'osso.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.

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