Ernia L5-S1: quali sintomi dà e come cambia il cammino?
In breve. L'ernia L5-S1 è una fuoriuscita di materiale del disco tra l'ultima vertebra lombare e l'osso sacro. Spesso irrita la radice nervosa S1 e dà dolore che scende dal gluteo al polpaccio e al piede. Può fare male soprattutto da fermi, in particolare dopo molto tempo seduti. Può cambiare il cammino per il dolore oppure, più raramente, per una vera perdita di forza, che va valutata presto. I nuovi dolori che compaiono dopo mesi sono spesso legati a compensi e muscoli meno allenati, non a un'ernia che peggiora.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.
Il livello L5-S1 è l'ultimo della colonna lombare, tra la quinta vertebra lombare e l'osso sacro. È uno dei punti che lavora di più quando ci pieghiamo, solleviamo o stiamo seduti, ed è insieme a L4-L5 la sede più frequente delle ernie lombari. Si parla di ernia quando una parte del nucleo interno del disco esce dall'anello esterno e può irritare la radice nervosa vicina.
Questo articolo si concentra sui sintomi: cosa si sente, perché da fermi a volte va peggio, come cambia il passo e perché dopo mesi possono comparire dolori nuovi. Se il dolore è comparso dopo uno sforzo o ti chiedi se puoi nuotare, leggi ernia lombare: sforzo e nuoto.
Quali sono i sintomi tipici di un'ernia L5-S1?
Il sintomo più tipico è un dolore che dalla parte bassa della schiena scende nel gluteo e lungo il retro della gamba, fino al polpaccio e a volte alla pianta o al bordo esterno del piede. È la classica sciatica, e spesso il dolore alla gamba è più forte di quello alla schiena.
A livello L5-S1 l'ernia di solito irrita la radice S1. Quando questa radice soffre, secondo i manuali clinici, possono comparire:
- dolore o bruciore nel gluteo, dietro la coscia e nel polpaccio;
- formicolio o intorpidimento nella parte esterna del polpaccio e del piede;
- debolezza nella spinta del piede verso il basso, con fatica a mettersi in punta di piedi da un lato;
- riflesso achilleo ridotto, che il medico controlla con il martelletto.
Il dolore spesso aumenta con tosse, starnuti o sforzi. Se l'ernia è spostata di lato può essere irritata invece la radice L5: il formicolio va più sul dorso del piede e la debolezza riguarda il sollevamento del piede. Per formicolii al piede con altre cause possibili leggi piede o dita addormentate.
Un'ernia L5-S1 può fare male soprattutto quando rimango fermo?
Sì, è abbastanza comune. Molte persone con un'ernia lombare stanno peggio dopo tanto tempo seduti, in auto o alla scrivania, e meglio quando camminano o cambiano spesso posizione.
Le ragioni sono diverse:
- da seduti la colonna lombare tende a flettersi e il disco riceve un carico che in molte persone aumenta i sintomi;
- restare a lungo nella stessa posizione rende più rigidi muscoli e articolazioni;
- il nervo irritato tollera male la tensione prolungata, mentre il movimento lo aiuta a «scorrere».
Cosa aiuta: interrompere la posizione seduta ogni 30-45 minuti con qualche passo, alternare seduto e in piedi se il lavoro lo consente, camminare a passo comodo più volte al giorno. Attenzione però: un dolore costante a riposo e di notte, che non cambia con nessuna posizione, non è tipico dell'ernia e va fatto valutare dal medico.
Un'ernia L5-S1 può modificare il modo di camminare?
Sì, in due modi diversi: per il dolore e, a volte, per la perdita di forza.
- Passo antalgico: per evitare il dolore si appoggia meno a lungo la gamba colpita, si accorcia il passo o ci si piega leggermente di lato. È un adattamento, non un danno, e di solito si risolve quando il dolore cala.
- Spinta debole: se la radice S1 perde forza, il polpaccio spinge meno nella fase finale del passo. Si nota salendo le scale o provando a stare in punta di piedi su una gamba sola.
- Piede che «cade»: è più tipico della radice L5. Il piede si solleva male, la punta tende a strisciare e si inciampa più facilmente.
Un semplice controllo da fare a casa, con prudenza e vicino a un appoggio: prova a sollevarti dieci volte in punta di piedi su una gamba e poi sull'altra. Una differenza netta tra i due lati è un'informazione utile da riferire al medico. Una debolezza vera, soprattutto se aumenta nei giorni, va valutata presto, perché cambia le priorità della cura.
Perché al mal di schiena con ernie si aggiungono nuovi dolori dopo mesi?
Succede spesso, e nella maggior parte dei casi non significa che l'ernia stia peggiorando. Il mal di schiena con ernia tende ad andare a fasi, con periodi migliori e ricadute. Le spiegazioni più comuni dei «nuovi» dolori sono:
- compensi: mesi passati a camminare storti, a evitare di piegarsi o a caricare sempre lo stesso lato sovraccaricano anca, gluteo, ginocchio o l'altro lato della schiena;
- decondizionamento: meno attività significa muscoli meno forti e meno resistenti, che si affaticano prima;
- sistema nervoso più sensibile: quando il dolore dura a lungo, il sistema nervoso può segnalare dolore anche per stimoli che prima erano innocui. Il dolore è reale, anche se non corrisponde a un nuovo danno;
- un problema nuovo: più raramente si tratta di una nuova ernia, di un altro livello o di una causa diversa.
Vanno riferiti al medico un dolore che cambia sede o carattere, nuovi formicolii, nuova debolezza o disturbi in entrambe le gambe: in questi casi può essere utile rivedere la diagnosi. Per chi convive con il dolore da tempo c'è l'approfondimento sul mal di schiena da anni.
Quanto tempo ci vuole perché i sintomi migliorino?
Per molte persone i sintomi migliorano in alcune settimane o in pochi mesi. Il servizio sanitario britannico indica che la maggior parte delle sciatiche migliora in un periodo che va da qualche settimana a qualche mese, anche se può tornare.
Anche l'ernia può ridursi da sola: in una meta-analisi del 2023 la regressione spontanea era più frequente nelle ernie più grandi, estruse e sequestrate. Le linee guida NICE indicano come cura di base restare attivi ed esercizio terapeutico. Per capire i termini del referto leggi come leggere la risonanza.
Quando farsi vedere subito
- Intorpidimento intorno ai genitali o all'ano(anestesia «a sella»).
- Difficoltà a urinare, perdita del controllo della vescica o dell'intestino.
- Sciatica in entrambe le gambe o debolezza grave che peggiora.
- Piede che cade o debolezza che aumenta nei giorni.
- Febbre, calo di peso inspiegato, dolore notturno costante.
I primi tre punti possono indicare una sindrome della cauda equina, cioè la compressione dei nervi in fondo al canale vertebrale: è un'urgenza.
Il parere del team Fisiosalaria
Con l'ernia L5-S1 l'errore che vediamo più spesso è fermarsi troppo: settimane a letto o sul divano per «proteggere» il disco. Il risultato è una schiena più rigida e più debole, un passo alterato che diventa abitudine e dolori nuovi ad anca e ginocchio. Il secondo errore è inseguire il referto: la dimensione dell'ernia dice poco su come starai tra tre mesi.
Lo sguardo combinato di ortopedico, fisioterapista e osteopata serve a separare tre cose: cosa fa il nervo (forza, sensibilità, riflessi), cosa tolleri oggi e cosa vuoi tornare a fare. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
Camminare fa bene all'ernia L5-S1?
Per la maggior parte delle persone sì. Camminare a passo comodo, anche in uscite brevi, è uno dei modi più semplici per restare attivi.
Il riflesso achilleo torna normale?
Non sempre del tutto, ma un riflesso ridotto di solito non dà problemi nella vita quotidiana. Conta di più la forza della spinta, che spesso migliora.
Quando si opera un'ernia L5-S1?
Si valuta in caso di cauda equina o deficit importanti, oppure quando il dolore resta invalidante nonostante cure adeguate e la risonanza corrisponde ai sintomi. La decisione si prende con il chirurgo.
Perché il dolore aumenta con la tosse?
Tosse e starnuti aumentano per un attimo la pressione dentro la colonna e possono irritare il nervo già sensibile.
Fonti
- NHS, Sciatica, consultato 2026
- MSD Manual Professional, Symptoms of Common Radiculopathies by Cord Level
- NICE, Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59), 2016, aggiornata
- Journal of Neurosurgery: Spine, Fattori predittivi di regressione spontanea dell'ernia lombare: revisione sistematica e meta-analisi, 2023
- StatPearls (NCBI), Lumbosacral Radiculopathy, 2024
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Gabin Vallet su Unsplash.
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