Il fisioterapista deve aggiornarsi? Cosa sono gli ECM?
Il verdetto: Sì, è un obbligo. Ogni fisioterapista deve aggiornarsi per legge, accumulando crediti di formazione continua chiamati ECM.
In breve. Sì: l’aggiornamento è obbligatorio per tutti i professionisti sanitari, fisioterapisti compresi. Funziona con il sistema ECM, Educazione Continua in Medicina: ogni corso accreditato vale dei crediti, e in ogni triennio bisogna raggiungere un certo totale. Per il triennio 2026-2028 l’obbligo di base è di 150 crediti, che possono ridursi grazie a esoneri e riduzioni. Il sistema è gestito da AGENAS e dalla Commissione nazionale per la formazione continua.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
La formazione continua è l’aggiornamento che un professionista sanitario deve fare durante tutta la carriera, dopo la laurea. La ragione è semplice: le conoscenze in sanità cambiano. Esercizi, linee guida, tecniche e strumenti di valutazione vengono rivisti man mano che arrivano nuovi studi.
Un fisioterapista laureato vent’anni fa ha imparato cose che oggi, in parte, si fanno in modo diverso. Pensa al mal di schiena: un tempo si consigliava spesso il riposo, oggi le linee guida mettono al centro il movimento. L’ECM esiste per far sì che queste novità arrivino davvero a chi lavora con i pazienti.
Cosa sono gli ECM?
ECM significa Educazione Continua in Medicina. È il sistema nazionale che regola l’aggiornamento obbligatorio di tutte le professioni sanitarie: medici, infermieri, fisioterapisti e le altre.
- AGENAS, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, gestisce il portale e le procedure;
- la Commissione nazionale per la formazione continua approva le regole e decide quanti crediti servono;
- i provider, cioè gli enti che organizzano i corsi, devono essere accreditati a livello nazionale o regionale;
- i crediti ottenuti vengono registrati in una banca dati nazionale (Co.Ge.A.P.S.), dove ogni professionista può controllare la propria situazione.
Quanti crediti ECM deve fare un fisioterapista?
Per il triennio 2026-2028, iniziato il 1° gennaio 2026, l’obbligo è di 150 crediti al netto di esoneri, esenzioni e riduzioni. Le regole sono state fissate con una delibera della Commissione nazionale del 5 marzo 2026.
Il totale può scendere in alcuni casi. Per esempio:
- dossier formativo: chi pianifica in anticipo la propria formazione, da solo o in gruppo, ottiene una riduzione (40 crediti se individuale, 30 se di gruppo);
- buon risultato nel triennio precedente: chi nel 2023-2025 ha maturato molti crediti ha una riduzione (30 crediti per chi era tra 121 e 150, 15 per chi era tra 80 e 120);
- esoneri ed esenzioni per situazioni particolari previste dalle regole, come alcuni periodi di assenza dal lavoro.
Chi non ha completato il triennio 2023-2025 ha tempo fino al 31 dicembre 2028 per recuperare i crediti mancanti. Le regole cambiano a ogni triennio: il riferimento aggiornato è sempre il portale ECM di AGENAS.
Come si ottengono i crediti ECM?
I crediti si ottengono partecipando a eventi formativi accreditati. Le forme principali sono:
- formazione residenziale: corsi e congressi in presenza;
- FAD, formazione a distanza: corsi online, anche in videoconferenza;
- formazione sul campo: gruppi di miglioramento, audit clinici, attività di ricerca svolte nel proprio lavoro.
Il numero di crediti di ogni corso dipende dalla durata e dal tipo di attività. I corsi possono riguardare temi clinici, come la riabilitazione della spalla, ma anche comunicazione, sicurezza del paziente, etica.
Cosa succede se un fisioterapista non si aggiorna?
Non aggiornarsi significa venire meno a un obbligo di legge e deontologico. Il codice deontologico richiede al fisioterapista di mantenere aggiornate le proprie competenze (vedi Cosa prevede il codice deontologico del fisioterapista?), e l’Ordine ha tra i suoi compiti la vigilanza su questo punto.
C’è anche una conseguenza molto concreta. Una norma del 2021 (art. 38-bis del D.L. 152/2021) lega l’efficacia delle polizze assicurative professionali al raggiungimento di almeno il 70% dell’obbligo formativo del triennio 2023-2025. In pratica, chi è molto indietro con gli ECM rischia di non essere coperto in caso di sinistro. Il tema assicurativo è approfondito in Il fisioterapista deve avere un’assicurazione professionale?
Gli ECM bastano per essere un buon fisioterapista?
No, sono il minimo. Gli ECM garantiscono un aggiornamento di base, ma non dicono quanto un professionista sia esperto in un campo preciso.
- un fisioterapista può fare molti più crediti del minimo, se segue con costanza un’area;
- può avere titoli accademici in più, come master universitari o una laurea magistrale (vedi Esistono fisioterapisti specializzati? Master e titoli);
- può leggere linee guida e studi scientifici, cosa che spesso non dà crediti ma conta molto.
Al contrario, un corso con tanti crediti su una tecnica poco provata non rende automaticamente un trattamento più efficace. Conta la qualità di ciò che si impara, non solo il numero.
Come capisco se il mio fisioterapista è aggiornato?
Non c’è un elenco pubblico dei crediti dei singoli professionisti, ma ci sono indizi utili:
- ti spiega il perché di quello che propone e cita, quando serve, cosa dicono le linee guida;
- mette al centro l’ esercizio quando le prove lo indicano, e non solo terapie passive;
- è onesto sui limiti di una terapia e ti rimanda al medico quando serve;
- se glielo chiedi, ti racconta volentieri quali corsi ha seguito di recente.
Altri spunti per scegliere sono in Come scelgo un buon fisioterapista?
Il parere del team Fisiosalaria
La fisioterapia muscolo-scheletrica è cambiata molto negli ultimi quindici anni: più esercizio graduale, più educazione del paziente, meno riposo e meno affidamento alle sole macchine. Chi non si aggiorna rischia di proporre ancora oggi approcci superati. Per questo la formazione continua, nel nostro lavoro, è una necessità quotidiana più che un obbligo burocratico.
Il confronto tra ortopedico, fisioterapista e osteopata è a sua volta una forma di aggiornamento: discutere i casi insieme aiuta a non fermarsi alle proprie abitudini.
Domande frequenti
Gli ECM valgono anche per i fisioterapisti liberi professionisti?
Sì. L’obbligo riguarda tutti i professionisti sanitari, che lavorino in ospedale, in una struttura privata o in proprio.
I corsi ECM sono sempre a pagamento?
No. Esistono anche corsi gratuiti, per esempio organizzati da enti pubblici, dagli Ordini o dal datore di lavoro.
Ogni quanto si rinnova l’obbligo?
Ogni tre anni. Il triennio in corso va dal 2026 al 2028.
Un fisioterapista può controllare i propri crediti?
Sì, nella banca dati nazionale dei crediti, accessibile con le proprie credenziali.
Fonti
- AGENAS, Programma ECM: normativa, consultato 2026
- OPI Palermo, Nuovo triennio ECM 2026-2028 (sintesi della delibera CNFC), 2026
- Gazzetta Ufficiale, Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (riordino delle professioni sanitarie), 2018
- FNOFI, Federazione nazionale degli Ordini della professione sanitaria di fisioterapista, sito ufficiale, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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