Dopo il parto mi fa ancora male il pube quando cammino: cosa fare?
In breve. Il dolore al pube dopo il parto viene quasi sempre dalla sinfisi pubica, l'articolazione davanti al bacino, che in gravidanza si allenta e durante il parto viene sollecitata. Nella maggior parte delle donne migliora nelle prime settimane o mesi, con movimenti attenti, esercizi graduali e, se serve, fisioterapia. Raramente il parto provoca una vera separazione della sinfisi, la diastasi, con dolore forte e difficoltà a camminare: va riconosciuta con una visita e una radiografia. Se non riesci a caricare il peso o cammini «a papera», fatti vedere presto.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
La sinfisi pubica è l'articolazione che unisce, davanti, le due metà del bacino. È formata da un disco di cartilagine robusta e da legamenti, e normalmente si muove pochissimo. In gravidanza gli ormoni la rendono più cedevole, per permettere al bacino di aprirsi un po' durante il parto.
Se il pube faceva male già in gravidanza, conosci forse la disfunzione della sinfisi pubica. Qui parliamo di cosa succede quando il dolore continua dopo il parto, o compare proprio dopo.
Perché dopo il parto mi fa ancora male il pube?
Di solito perché la sinfisi e le altre articolazioni del bacino, che hanno lavorato tanto, sono ancora irritate e i muscoli che le stabilizzano sono deboli. È una forma di dolore del cingolo pelvico, lo stesso disturbo che l'NHS chiama anche SPD (symphysis pubis dysfunction).
- Il dolore è sopra l'osso del pube e può allargarsi all'inguine, al perineo e all'interno delle cosce.
- Peggiora camminando, facendo le scale, stando su una gamba, girandosi nel letto e allargando le gambe, come per scendere dall'auto.
- A volte si sente un click o uno scroscio.
Le linee guida dei fisioterapisti britannici del pavimento pelvico (POGP) riportano che circa il 94% delle donne con dolore del cingolo pelvico recupera rapidamente dopo il parto.
Cos'è la diastasi della sinfisi pubica?
È la separazione delle due ossa del pube oltre il normale. Nella radiografia la sinfisi misura normalmente circa 4-5 millimetri; in gravidanza può allargarsi di qualche millimetro in modo fisiologico. Si parla di diastasi quando la distanza supera i 10 millimetri.
- È rara: una revisione pubblicata nel 2020 sul World Journal of Clinical Cases riporta stime tra 1 caso ogni 300 e 1 ogni 30.000 gravidanze.
- Di solito si manifesta subito dopo il parto, con dolore forte al pube che può irradiarsi a inguine, cosce o schiena.
- Il dolore peggiora caricando il peso e sollevando una gamba; si cammina con difficoltà, a volte «a papera», cioè ondeggiando.
La diagnosi richiede una visita e un esame di immagine, di solito la radiografia del bacino. Separazioni ampie possono coinvolgere anche la parte posteriore del bacino, per cui un dolore alla sacroiliaca associato è un indizio da segnalare.
Il dolore al pube dopo un parto naturale è diverso?
Il parto vaginale sollecita di più la sinfisi e il perineo, ma il dolore al pube può comparire anche dopo un cesareo, se era già presente in gravidanza. La diastasi vera, invece, è legata soprattutto al parto vaginale, ma resta comunque un evento raro.
Il dolore dei punti o di una lacerazione si sente invece più in basso, sul perineo, e di solito migliora nelle prime settimane. Le POGP ricordano che i punti non dovrebbero più far male dopo le prime settimane: se succede, va segnalato.
Quanto dura il dolore al pube dopo il parto?
Nella maggior parte dei casi migliora nelle prime settimane o mesi. Non c'è una durata uguale per tutte: dipende da quanto era intenso in gravidanza, dal tipo di parto e dal carico quotidiano.
- Un dolore che cala settimana dopo settimana è un buon segno.
- Un dolore che resta uguale dopo due o tre mesi, o limita la camminata, merita una valutazione.
- Alcune donne sentono il dolore tornare con il ciclo: secondo le POGP spesso si attenua in un paio di mesi.
Nella diastasi vera i tempi sono più lunghi e il percorso viene deciso dallo specialista.
Cosa posso fare a casa per camminare meglio?
Proteggere il pube dai gesti che lo «aprono» e restare attiva, senza stringere i denti sul dolore.
- Passi corti e uscite brevi ma frequenti.
- Ginocchia unite quando sali in auto, ti alzi dal letto o ti giri nel letto; mettere un cuscino tra le ginocchia aiuta, come consiglia l'NHS.
- Scale un gradino alla volta, tenendoti al corrimano.
- Vestirsi da seduta, invece che in equilibrio su una gamba.
- Peso uguale sulle due gambe stando in piedi, e bambino portato davanti, non su un fianco.
- Evitare per ora gambe molto divaricate, squat profondi e affondi lunghi.
Le POGP aggiungono di continuare ogni giorno gli esercizi del pavimento pelvico e di rimandare le attività ad alto impatto di almeno tre mesi.
Serve una fascia per il bacino dopo il parto?
Può aiutare, per un periodo. La cintura pelvica si porta bassa, attorno al bacino, e dà a molte donne una sensazione di stabilità mentre camminano. L'NHS la cita tra gli strumenti che il fisioterapista può proporre, insieme, quando serve, alle stampelle.
- Va usata nei momenti di maggiore attività, non tutto il giorno per mesi.
- Non sostituisce gli esercizi: serve a camminare meglio mentre i muscoli recuperano.
- Nella diastasi vera può far parte del trattamento conservativo indicato dallo specialista.
Come aiuta la fisioterapia?
La fisioterapia è il trattamento principale del dolore del cingolo pelvico, come indicano NHS e POGP, e prima si inizia meglio è.
- Valutazione di bacino, anche e schiena, per capire quali gesti scatenano il dolore.
- Esercizi progressivi per pavimento pelvico, addome profondo, glutei e adduttori.
- Terapia manuale per ridurre il dolore e la rigidità.
- Consigli pratici per allattamento, cambio, bagnetto e passeggino.
Nella diastasi della sinfisi la gestione è prima di tutto conservativa: riposo relativo, controllo del dolore su indicazione del medico, cintura pelvica e poi fisioterapia. L'intervento chirurgico è riservato a casi selezionati, con separazioni molto ampie o complicazioni: è una decisione dello specialista. Se il dolore è più interno, verso l'inguine e la coscia, leggi Dolore al pube e all'interno della coscia; se si sposta di lato, Dopo il parto mi fa male l'anca quando cammino.
Quando farsi vedere subito
- Non riesci a camminare o a caricare il peso, oppure cammini ondeggiando per il dolore.
- Dolore al pube molto forte comparso subito dopo il parto, magari con una sensazione di «crac».
- Difficoltà a urinare o sangue nelle urine.
- Febbre, rossore, calore o gonfiore sopra il pube.
- Polpaccio gonfio, caldo e dolente, o fiato corto improvviso: chiama subito il medico o il 112.
- Dolore anche dietro, alla sacroiliaca, che aumenta invece di calare.
Il parere del team Fisiosalaria
Il dolore al pube dopo il parto spaventa molto, perché rende difficili gesti semplici come camminare con il passeggino o salire in auto. Nella nostra esperienza quasi sempre migliora, ma va accompagnato: gesti protettivi all'inizio, poi esercizi che ridanno stabilità al bacino. L'errore più comune è restare ferme a lungo per paura, oppure al contrario sforzarsi su tutto come prima.
L'ortopedico valuta i casi in cui serve una radiografia e riconosce la diastasi vera, il fisioterapista guida la ripresa con esercizi graduali, l'osteopata lavora sulla mobilità del bacino e della zona lombare. Se il dolore non cala nelle settimane dopo il parto, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
Il dolore al pube dopo il parto passa da solo?
Nella maggior parte delle donne migliora nelle prime settimane o mesi. Se resta uguale o peggiora, la fisioterapia aiuta a recuperare prima.
Devo fare una radiografia?
Non sempre. Si fa se il dolore è molto forte, se non riesci a caricare il peso o se si sospetta una diastasi della sinfisi.
Posso usare il passeggino?
Sì, spingere il passeggino con passi corti e il corpo vicino al manubrio di solito è tollerato. Accorcia le uscite se il dolore aumenta.
Nella prossima gravidanza tornerà?
Può succedere, ma non è sicuro. Arrivare alla nuova gravidanza con un bacino forte e chiedere aiuto ai primi sintomi riduce l'impatto.
Fonti
- NHS, Pelvic pain in pregnancy (pelvic girdle pain), consultato 2026
- POGP (Pelvic, Obstetric and Gynaecological Physiotherapy), Pelvic Girdle Pain and other common conditions in pregnancy: guidance for mothers-to-be and new mothers, 2023
- Norvilaite K. et al., Postpartum pubic symphysis diastasis: conservative and surgical treatment methods, World Journal of Clinical Cases, 2020
- NHS, Your post-pregnancy body, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
Altre domande su questa zona del corpo
Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →19,90 €
Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?
Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.
4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari
Tre centri a Roma, stesso listino
Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.

