Dopo il parto mi fa male l'anca quando cammino: perché?

In breve. Il dolore all'anca camminando dopo il parto viene quasi sempre dal bacino: le articolazioni sacroiliache, dietro, o la sinfisi pubica, davanti, che in gravidanza hanno lavorato sotto carico e possono restare irritate per qualche settimana o mese. Altre cause frequenti sono i tendini dei glutei sul fianco, sovraccaricati dal bambino in braccio, e il dolore riferito dalla zona lombare. Più del 90% delle donne con dolore al bacino in gravidanza migliora in fretta dopo il parto. Se il dolore non cala, se zoppichi o se non riesci a caricare il peso sulla gamba, serve una valutazione.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

Quando una neomamma dice «mi fa male l'anca», spesso indica punti diversi: il gluteo, il fianco, l'inguine o la parte bassa della schiena. L' anca vera e propria è l'articolazione tra la testa del femore e il bacino, e si sente soprattutto all'inguine. Il cingolo pelvico, invece, è l'anello osseo del bacino, chiuso dietro dalle due articolazioni sacroiliache e davanti dalla sinfisi pubica.

Dopo nove mesi di carico, un parto e settimane passate a sollevare, allattare e cullare, è normale che questa zona si faccia sentire. Nella maggior parte dei casi non è nulla di grave, ma capire da dove viene il dolore aiuta a scegliere cosa fare.

Perché dopo il parto mi fa male l'anca quando cammino?

La causa più comune è il dolore del cingolo pelvico(in inglese PGP, pelvic girdle pain), che può iniziare in gravidanza e trascinarsi dopo il parto. Le articolazioni del bacino si muovono in modo poco uniforme o diventano rigide e dolenti.

  • Camminare, fare le scale, stare su una gamba sola, girarsi nel letto o scendere dall'auto sono i gesti che, secondo l'NHS, peggiorano di più questo dolore.
  • Il dolore si sente dietro, ai lati dell'osso sacro, o davanti, sul pube, e può scendere verso le cosce.
  • Alcune donne sentono un click o uno scroscio nel bacino.

Le linee guida dei fisioterapisti britannici del pavimento pelvico (POGP) riportano che circa il 94% delle donne con dolore del cingolo pelvico recupera rapidamente dopo il parto. Una piccola parte, invece, continua ad averlo e merita una valutazione.

Il dolore è dietro, di lato o davanti: cosa cambia?

Il punto in cui fa male è il primo indizio, anche se da solo non basta per una diagnosi.

Dietro, nel gluteo o ai lati dell'osso sacro

Fa pensare alle articolazioni sacroiliache o alla zona lombare. Di solito peggiora stando su una gamba, facendo le scale o dopo tanto tempo in piedi. Approfondisci in Dolore all'articolazione sacroiliaca e in Mal di schiena dopo il parto: quando farlo valutare?

Sul fianco, sull'osso che sporge

Fa pensare ai tendini dei glutei che si inseriscono sul grande trocantere, la sporgenza ossea laterale del femore. Fa male sdraiandosi su quel lato, salendo le scale e quando si tiene il bambino «sul fianco», con il bacino spinto in fuori. Vedi Dolore laterale all'anca.

Davanti, all'inguine o sul pube

Il dolore all'inguine fa pensare all'articolazione dell'anca o ai muscoli adduttori; quello proprio sull'osso del pube alla sinfisi pubica. Se è il tuo caso, leggi Dopo il parto mi fa ancora male il pube quando cammino.

Il dolore articolare dopo il parto è normale?

Un po' di dolore e rigidità nelle prime settimane è frequente, ma non va considerato «normale» se dura a lungo o peggiora. Il corpo cambia di nuovo dopo la gravidanza: gli addominali e i muscoli del bacino sono più deboli, il sonno è poco e i carichi sono nuovi.

  • Muscoli indeboliti: addome, glutei e pavimento pelvico hanno bisogno di tempo e di esercizio per tornare a sostenere il bacino.
  • Carichi ripetuti: ovetto, passeggino, bambino in braccio sempre dallo stesso lato.
  • Posizioni prolungate: ore seduta ad allattare, spesso storta sul divano.

Il dolore diffuso a molte articolazioni insieme, soprattutto con gonfiore, rigidità mattutina lunga o stanchezza marcata, è un quadro diverso: va segnalato al medico, perché può avere cause non meccaniche.

L'allattamento c'entra con il dolore all'anca?

Più per le posizioni che per l'allattamento in sé. Le POGP sono chiare: smettere di allattare non accelera il recupero dal dolore del bacino. Conta invece come stai seduta.

  • Usa una sedia stabile, con un asciugamano arrotolato dietro la zona lombare.
  • Tieni entrambi i piedi appoggiati a terra e un cuscino sulle gambe per sostenere il bambino.
  • Cambia lato e posizione: le POGP ricordano che la postura migliore è la prossima, cioè quella che cambi spesso.

Le stesse linee guida segnalano che in alcune donne il dolore del bacino si ripresenta quando tornano le mestruazioni: spesso si attenua in un paio di mesi, ma se continua va valutato.

Cosa posso fare per camminare con meno dolore?

Restare attiva, dosando i gesti che scatenano il dolore, è la base. L'NHS consiglia di muoversi evitando i movimenti più dolorosi e di riposare quando serve.

  • Passi più corti e camminate brevi ma frequenti, invece di una lunga uscita.
  • Peso distribuito sulle due gambe quando stai in piedi, senza «sedersi» su un fianco.
  • Bambino davanti, non su un'anca: è una delle indicazioni delle POGP per chi ha dolore al bacino.
  • Fasciatoio all'altezza della vita e, per il bagnetto, in ginocchio accanto alla vasca.
  • Ginocchia unite salendo e scendendo dall'auto o dal letto, girandoti come un blocco unico.
  • Esercizi del pavimento pelvico ogni giorno, che le POGP consigliano a tutte le neomamme.

Le attività ad alto impatto, come corsa e salti, andrebbero rimandate di almeno tre mesi secondo le POGP, e riprese per gradi. Per la ripresa trovi indicazioni in Dopo il parto e il cesareo: quando riprendere l'esercizio.

La fisioterapia aiuta il dolore all'anca dopo il parto?

Sì, è il trattamento di riferimento quando il dolore non passa da solo. L'NHS indica la fisioterapia per alleviare il dolore, migliorare la funzione dei muscoli e la stabilità delle articolazioni del bacino.

  • Valutazione per capire se il dolore viene dal bacino, dall'anca, dai tendini o dalla schiena.
  • Esercizi per pavimento pelvico, addome profondo, glutei e anche, con progressione graduale.
  • Terapia manuale e consigli pratici su sollevamenti, allattamento e sonno.
  • A volte una cintura pelvica per qualche settimana, se dà sollievo.

Se dopo un percorso di fisioterapia il dolore continua, il medico o il fisioterapista possono proporre esami di approfondimento.

Quando farsi vedere subito

Alcuni segnali vanno valutati senza aspettare.

  • Non riesci a caricare il peso sulla gamba, o zoppichi sempre di più.
  • Dolore all'inguine intenso e progressivo, anche a riposo e di notte: cause rare come l'osteoporosi transitoria dell'anca o una frattura da stress vanno escluse con esami.
  • Polpaccio gonfio, caldo e dolente, o fiato corto improvviso: dopo il parto il rischio di trombosi è più alto. Chiama subito il medico o il 112.
  • Febbre, rossore o secrezioni da una ferita del cesareo o dei punti.
  • Formicolio o debolezza alla gamba, disturbi di vescica o intestino, perdita di sensibilità tra le cosce.
  • Dolore dopo una caduta.

Il parere del team Fisiosalaria

Nella nostra esperienza il dolore all'anca dopo il parto è quasi sempre un problema di carico: un bacino che ha lavorato tanto, muscoli che devono ritrovare forza e una giornata piena di gesti ripetuti con il bambino. L'errore più comune è aspettare mesi pensando che passi da solo, oppure fermarsi del tutto per paura. Entrambe le cose rallentano il recupero.

L'ortopedico esclude le cause dell'articolazione che richiedono esami, il fisioterapista costruisce un percorso di esercizi adatto alla vita da neomamma, l'osteopata lavora sulla mobilità del bacino e della schiena. Se il dolore dura più di qualche settimana dopo il parto, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Quanto dura il dolore all'anca dopo il parto?

Nella maggior parte delle donne migliora nelle prime settimane o mesi. Se dopo circa due o tre mesi è ancora presente o limita la camminata, conviene farlo valutare.

Devo smettere di allattare per guarire?

No. Secondo le linee guida dei fisioterapisti specializzati, smettere di allattare non accelera il recupero del dolore al bacino. Conta di più la posizione in cui allatti.

La cintura pelvica va portata sempre?

No. Può dare sollievo per periodi brevi, nei momenti di maggiore attività, ma non sostituisce gli esercizi. Meglio farsela consigliare durante una valutazione.

Serve una risonanza?

Di solito no. Si chiede se ci sono segnali d'allarme, se non riesci a caricare il peso o se il dolore non migliora con un percorso adeguato.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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