Dolore cronico: cosa prevede la legge 38 del 2010?
In breve. La legge 15 marzo 2010, n. 38 tutela il diritto di ogni cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore, che rientrano nei Livelli essenziali di assistenza. Ha creato due reti distinte: una per le cure palliative e una per la terapia del dolore. Obbliga gli ospedali a misurare e registrare il dolore in cartella clinica e ha semplificato la prescrizione dei farmaci contro il dolore. Per il dolore cronico il primo riferimento è il medico di famiglia, che può indirizzare ai centri della rete. Nel Lazio la rete è organizzata in centri hub e ambulatori spoke.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.
Il dolore cronico è un dolore che dura a lungo, in genere per mesi, e che smette di essere solo un sintomo per diventare un problema di salute a sé. Mal di schiena che non passa, artrosi, dolori dopo un intervento, dolori neuropatici: sono situazioni frequenti, che pesano sul lavoro, sul sonno e sull'umore.
In Italia una legge del 2010 ha riconosciuto che il dolore va curato e che curarlo è un diritto. Vediamo cosa prevede, in parole semplici, e cosa significa in pratica per chi ha dolore da mesi.
Cosa prevede la legge 38 del 2010?
La legge 38/2010, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo 2010, tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. I punti principali:
- diritto alla cura: cure palliative e terapia del dolore rientrano nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), cioè le prestazioni che il servizio sanitario deve garantire;
- due reti nazionali, una per le cure palliative e una per la terapia del dolore, per garantire continuità di cura dall'ospedale al territorio fino a casa;
- dolore in cartella clinica: in ospedale vanno registrati le caratteristiche del dolore, la sua evoluzione, la terapia usata e il risultato;
- prescrizione più semplice dei farmaci contro il dolore più forte;
- formazione di medici e professionisti sanitari;
- monitoraggio: ogni anno il Ministero della Salute riferisce al Parlamento sullo stato di attuazione.
Che differenza c'è tra terapia del dolore e cure palliative?
Sono due cose diverse, anche se la legge le tratta insieme.
- Cure palliative: la cura globale e attiva delle persone con una malattia inguaribile e in fase avanzata, che non risponde più ai trattamenti specifici. Si rivolgono al malato e alla famiglia.
- Terapia del dolore: l'insieme degli interventi diagnostici e terapeutici per controllare il dolore nelle condizioni croniche. Riguarda anche chi non ha una malattia grave: per esempio chi ha un dolore alla schiena o un dolore neuropatico da anni.
Un punto spesso trascurato: la legge, nel definire la terapia del dolore, cita insieme approcci farmacologici, chirurgici, strumentali, psicologici e riabilitativi. Il dolore cronico, cioè, non si cura solo con i farmaci.
Ho diritto alla terapia del dolore? Come si accede?
Sì: la terapia del dolore fa parte dei LEA ed è un diritto. Il percorso tipico è questo:
- il medico di famiglia dà la prima risposta: valuta il dolore, imposta le prime cure, prescrive gli esami utili;
- se il dolore resta difficile da controllare, il medico indirizza a un ambulatorio di terapia del dolore della rete, con ricetta;
- nei casi più complessi si arriva ai centri di riferimento ospedalieri, che fanno anche procedure più specialistiche;
- alla dimissione dal centro, il piano di cura torna al medico di famiglia.
Il modello di rete si chiama hub e spoke: gli spoke sono i centri vicini al territorio, gli hub i centri di riferimento per i casi più difficili.
Dove sono i centri di terapia del dolore nel Lazio?
Il Lazio ha istituito la propria rete con un decreto regionale del 2015 (DCA U00568). In quel decreto:
- i centri hub, di secondo livello e ospedalieri, erano il Policlinico Umberto I e il Policlinico Tor Vergata, con altri centri di riferimento per tecniche specifiche;
- gli spoke erano ambulatori di primo livello, con un fabbisogno indicato di 21 centri nella Regione, di cui 9 a Roma;
- per i bambini con dolore cronico complesso il riferimento era il centro regionale di cure palliative e dolore pediatrico dell'Ospedale Bambino Gesù.
L'organizzazione può essere stata aggiornata dopo il 2015: per l'elenco attuale dei centri e le modalità di prenotazione, chiedi al medico di famiglia o consulta il sito della Regione Lazio e della tua ASL.
Il dolore deve essere scritto in cartella clinica?
Sì, in ospedale. L'articolo 7 della legge 38 stabilisce che nella cartella clinica, nelle sezioni medica e infermieristica, vanno riportati le caratteristiche del dolore, la sua evoluzione durante il ricovero, la tecnica e i farmaci usati, e il risultato ottenuto. Le strutture possono scegliere gli strumenti di misura, purché validati: per esempio le scale numeriche da 0 a 10.
In pratica significa che, durante un ricovero, è giusto che qualcuno ti chieda «quanto è forte il dolore da 0 a 10?» più volte al giorno. Se non succede, puoi segnalarlo. Se un servizio non funziona, ci sono strade formali: ne parliamo in Come faccio un reclamo se un servizio sanitario non funziona?
E la fisioterapia nel dolore cronico?
La fisioterapia è una delle cure del dolore cronico muscolo-scheletrico, accanto alle altre. Esercizio graduale, educazione su come funziona il dolore, ritorno alle attività: spesso sono la base del percorso, insieme ai farmaci quando servono e al sostegno psicologico. Ne parliamo in Ho un dolore che dura da mesi: la fisioterapia può ancora aiutarmi?
Il mal di schiena è un buon esempio di quanto il dolore cronico sia diffuso: lo spieghiamo in Il mal di schiena è davvero la prima causa di disabilità? Anche sonno e stress contano: vedi Sonno e stress possono peggiorare il dolore?
Quando farsi vedere subito
- Dolore nuovo e molto forte, diverso dal solito.
- Febbre, calo di peso senza motivo, dolore notturno costante che non cambia con la posizione.
- Perdita di forza progressiva in braccia o gambe.
- Disturbi di vescica o intestino, insensibilità nella zona tra le gambe: possibile sofferenza dei nervi della colonna, serve il pronto soccorso.
- Dolore dopo un trauma importante, soprattutto con osteoporosi.
- Effetti indesiderati dei farmaci: sonnolenza marcata, confusione, stitichezza ostinata. Parlane con il medico, senza sospendere o cambiare da solo la terapia.
Il parere del team Fisiosalaria
Molte persone con dolore cronico arrivano dopo anni in cui hanno provato di tutto, spesso una cosa alla volta e senza un piano. L'errore più comune è cercare la singola soluzione che «spenga» il dolore. Il dolore cronico invece si gestisce meglio con più strumenti insieme: medico, farmaci quando servono, movimento, sonno, gestione dello stress. La legge 38 dice proprio questo: il dolore va misurato, preso sul serio e curato con una rete.
Se il dolore dura da mesi e limita le tue giornate, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire con il movimento.
Domande frequenti
Serve la ricetta per andare in un centro di terapia del dolore?
Nel servizio pubblico, di solito sì: ci si arriva con la richiesta del medico di famiglia o di uno specialista. Le modalità di prenotazione dipendono dalla Regione e dall'ASL.
La legge 38 vale solo per i malati di tumore?
No. Le cure palliative riguardano le malattie inguaribili in fase avanzata, ma la terapia del dolore riguarda tutte le persone con dolore cronico, anche senza malattie gravi.
Il medico di famiglia può prescrivere i farmaci contro il dolore forte?
Sì. La legge 38 ha semplificato la prescrizione di questi farmaci anche con la ricetta del servizio sanitario. La scelta del farmaco spetta sempre al medico.
Esiste un controllo su come viene applicata la legge?
Sì: le Regioni inviano ogni anno i dati al Ministero della Salute, che presenta una relazione al Parlamento.
Fonti
- Legge 15 marzo 2010, n. 38, testo pubblicato da FNOMCeO
- Regione Lazio, DCA U00568 del 27 novembre 2015, Rete Hub/Spoke per la terapia del dolore
- Ministero della Salute, La rete di terapia del dolore, consultato 2026
- Ministero della Salute, Dalla legge 38 del 2010 a oggi, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
Altre domande su questa zona del corpo
Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →19,90 €
Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?
Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.
4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari
Tre centri a Roma, stesso listino
Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.

