Faccio il caregiver di un familiare: quali aiuti esistono?

In breve. Il caregiver familiare è la persona che assiste, in modo gratuito e continuativo, un familiare non autosufficiente o con disabilità. Nel Lazio la legge regionale n. 5 del 2024 permette di chiedere il riconoscimento formale come caregiver, che dà accesso a informazione, formazione, servizi di sollievo e supporto psicologico. La domanda parte dal Punto unico di accesso (PUA) del distretto sociosanitario. A livello nazionale esistono anche i permessi della legge 104 e altre misure per chi lavora. Prenderti cura anche della tua schiena e del tuo stress fa parte dell'aiuto.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 31.10.2026.

Il caregiver familiare è chi si prende cura ogni giorno di un genitore, di un coniuge, di un figlio o di un altro familiare che non è autosufficiente: lo aiuta ad alzarsi, a lavarsi, a mangiare, lo accompagna alle visite, gestisce farmaci e appuntamenti. Spesso lo fa mentre lavora e senza mai fermarsi.

Molti caregiver non sanno che esistono aiuti, oppure li scoprono tardi, quando sono già esausti. Questo articolo mette in fila quelli principali, con un'attenzione particolare al Lazio. Le regole e gli importi cambiano nel tempo: per i dettagli aggiornati il riferimento resta la Regione, la tua ASL o il tuo Comune.

Chi è il caregiver familiare per la legge?

Nel Lazio la definizione è nella legge regionale 11 aprile 2024, n. 5. Secondo la pagina ufficiale della Regione, il caregiver familiare è chi assiste e si prende cura di una persona non autosufficiente o con disabilità che sia:

  • coniuge, parte di un'unione civile o convivente di fatto;
  • familiare o affine entro il secondo grado, o familiare entro il terzo grado nei casi previsti.

La persona assistita deve essere riconosciuta invalida con bisogno di assistenza globale e continua di lunga durata, oppure avere l'indennità di accompagnamento. La Regione considera caregiver anche chi, senza legami familiari, assiste la persona a domicilio convivendo con lei.

Come si ottiene il riconoscimento di caregiver nel Lazio?

Il riconoscimento è facoltativo e si chiede al Punto unico di accesso (PUA) del proprio territorio, dove la Regione prevede uno sportello dedicato al caregiver. I passaggi principali:

  1. si compila la scheda di domanda con le informazioni sul caregiver e sulla persona assistita;
  2. il riconoscimento avviene nell' Unità di valutazione multidimensionale distrettuale, l'équipe che valuta i bisogni della persona assistita;
  3. nel progetto di assistenza personalizzato viene inserita una sezione caregiver, che valuta il carico di assistenza e le ricadute su salute, relazioni e lavoro;
  4. al caregiver riconosciuto viene rilasciato un tesserino, la Card Giver.

Per informazioni la Regione indica anche il servizio sociale del distretto sociosanitario e il proprio Numero unico regionale 06 99 500.

Quali aiuti esistono per chi assiste un familiare?

Secondo la Regione Lazio, il caregiver riconosciuto può accedere a misure di sostegno su tre fronti.

Informazione e formazione

  • informazioni su come accedere ai servizi e alle misure disponibili;
  • contatti con le associazioni di volontariato del territorio;
  • corsi e gruppi di psico-educazione sul ruolo di cura;
  • addestramento all'uso di ausili semplici.

Servizi di sollievo

  • sostituzione programmata: accoglienza temporanea della persona assistita in una struttura, o sostituzione a domicilio, per consentire pause al caregiver;
  • sostituzione di sollievo quando il caregiver deve assentarsi, per esempio per curarsi;
  • sostituzione in emergenza in caso di impedimento improvviso;
  • aiuto nella ricerca di un assistente familiare.

Sostegno emotivo

  • consulenze psicologiche individuali o familiari;
  • gruppi di auto-mutuo aiuto e di gestione dello stress;
  • gruppi ricreativi, sportivi o di cammino.

La legge regionale prevede anche misure per i giovani caregiver tra 16 e 28 anni che assistono un familiare convivente, come agevolazioni per gli studi universitari. Le risorse vengono ripartite ai distretti e i singoli interventi dipendono dagli avvisi del proprio territorio: chiedi al PUA o al Comune quali sono attivi.

Lavoro e assisto un familiare: che diritti ho?

Chi lavora e assiste un familiare con disabilità grave può avere diritto ai permessi retribuiti della legge 104: li spieghiamo in Con la legge 104 posso usare i permessi per la fisioterapia? In alcuni casi è previsto anche un congedo straordinario retribuito per assistere un familiare: requisiti e durata si verificano sul sito dell'INPS o con un patronato.

Ci sono poi aspetti economici e fiscali:

E la fisioterapia per la persona che assisto?

Se il familiare non può spostarsi, la fisioterapia può essere svolta a casa con l'assistenza domiciliare dell'ASL, su richiesta del medico di famiglia: ne parliamo in Come si ottiene la fisioterapia a domicilio con l'ASL? Una parte importante del lavoro del fisioterapista a domicilio è proprio insegnare al caregiver come aiutare nei movimenti senza farsi male e senza sostituirsi alla persona in quello che può ancora fare da sola.

Come proteggo la mia schiena quando sollevo o sposto un familiare?

Il modo migliore è imparare tecniche e ausili da un professionista, perché ogni casa e ogni persona sono diverse. Alcuni principi generali:

  • non sollevare di peso se puoi far scivolare o far ruotare: teli di scorrimento, sollevatori e maniglie esistono per questo;
  • fai lavorare la persona per quanto può: chiedile di spingere con le gambe, di aggrapparsi, di girarsi;
  • avvicinati al carico, piega anche e ginocchia, evita di torcere la schiena mentre sollevi;
  • regola l'altezza del letto quando possibile, per non lavorare piegato;
  • chiedi aiuto per i passaggi più difficili, come rialzare qualcuno da terra.

Anche per i caregiver di persone colpite da ictus le linee guida del NICE raccomandano di offrire un addestramento pratico su spostamenti e assistenza, per ridurre il carico e i rischi.

Quando farsi vedere subito

Per la persona assistita:

  • caduta con dolore all'anca o impossibilità a stare in piedi;
  • confusione improvvisa, febbre, difficoltà a respirare;
  • arrossamenti o ferite nei punti di appoggio (talloni, osso sacro) che non migliorano: possibili piaghe da decubito;
  • polpaccio gonfio, caldo e dolente: possibile trombosi.

Per te che assisti:

  • mal di schiena con dolore che scende nella gamba, formicolii o debolezza;
  • stanchezza che non passa, insonnia, senso di non farcela: parlane con il medico di famiglia o con lo sportello caregiver.

Il parere del team Fisiosalaria

Nei caregiver vediamo spesso due cose insieme: una grande competenza pratica imparata sul campo e una schiena o delle spalle che chiedono aiuto. L'errore più comune è trascurare se stessi finché il dolore non obbliga a fermarsi, e a quel punto si fermano in due. Quello che conta davvero è imparare presto i movimenti giusti e usare gli ausili, prima che il problema arrivi.

Se assisti un familiare e hai dolori che durano da settimane, una valutazione aiuta a capire da dove vengono e come cambiare il modo di aiutare.

Domande frequenti

Il riconoscimento di caregiver dà diritto a un contributo economico?

La legge regionale prevede risorse e interventi, ma importi e modalità dipendono dagli atti attuativi e dagli avvisi del territorio. Chiedi al PUA o al servizio sociale del distretto.

Posso essere caregiver se non sono parente?

Nel Lazio la Regione considera caregiver anche chi assiste a domicilio una persona convivendo con lei, anche senza legami familiari.

Esiste una giornata dedicata ai caregiver?

Sì: la legge regionale del Lazio istituisce una Giornata regionale del caregiver familiare, come appuntamento annuale di sensibilizzazione.

A chi chiedo aiuto se non so da dove partire?

Al medico di famiglia, al PUA del distretto sociosanitario o al servizio sociale del Comune: sono le porte di ingresso ai servizi.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.

Il corpo, spiegato bene

Altre domande su questa zona del corpo

Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →

19,90 €

Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?

Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.

4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari

Dove siamo

Tre centri a Roma, stesso listino

Salaria

Via San Gaggio 5, dentro il Salaria Sport Village

Indicazioni

Viale Libia

Via Collalto Sabino 88, quartiere Africano

Indicazioni

Monteverde

Via Giuseppe Ghislieri 25, vicino a Piazza San Giovanni di Dio

Indicazioni

Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.