Ho 60 anni e mi fa male l'anca dopo una camminata lunga: devo smettere?

Il verdetto: No, di solito non devi smettere. Nella maggior parte dei casi camminare fa bene all'anca anche a 60 anni e anche con un po' di artrosi: conta dosare distanza e ritmo, non fermarsi.


In breve. Un dolore all'anca dopo una camminata lunga, a 60 anni, dipende spesso da un inizio di artrosi o da un sovraccarico dei tendini sul fianco. Non è un motivo per smettere di camminare: le linee guida indicano l'esercizio come una delle cure principali dell'artrosi. Un dolore lieve, che torna come prima entro il giorno dopo, di solito è accettabile; se invece il dolore cresce di giorno in giorno o ti fa zoppicare, conviene accorciare le uscite e farti valutare. Dolore forte improvviso, anca calda e gonfia o impossibilità di caricare il peso vanno visti subito.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.


L' artrosi dell'anca è un consumo progressivo della cartilagine che riveste la testa del femore e la coppa del bacino. È molto comune dopo i 50-60 anni, ma non tutte le anche che fanno male dopo una passeggiata sono artrosiche. A volte il dolore viene dai tendini sul fianco, a volte dalla schiena.


La domanda che ci sentiamo fare più spesso è: «Se mi fa male, sto peggiorando l'anca?». La risposta breve è che il movimento giusto, ben dosato, protegge l'articolazione invece di consumarla. Vediamo come capire quanto camminare e quando fermarsi.


Perché mi fa male l'anca dopo una camminata lunga?


Le cause più frequenti a questa età sono due:


  • artrosi dell'anca: il dolore è soprattutto all' inguine, a volte scende davanti alla coscia fino al ginocchio, e si accompagna a rigidità dopo essere stati seduti. L'NHS la descrive come tipica dopo i 45 anni, con dolore camminando e rigidità dopo il riposo;
  • dolore laterale dell'anca(sindrome dolorosa del grande trocantere, spesso chiamata «trocanterite»): il dolore è sul fianco, peggiora sdraiandosi su quel lato e salendo le scale. Vedi Trocanterite: perché fa male il fianco anche da seduti?

Meno spesso il dolore viene dalla schiena(per esempio una stenosi lombare, che dà dolore alle gambe camminando e migliora sedendosi) o dai glutei. Se il dolore parte dal gluteo e scende nella gamba, leggi Dolore al gluteo e all'inguine quando si cammina.


Si può camminare con l'artrosi all'anca?


Sì, e di solito è consigliato. L'NHS definisce l'esercizio «uno dei trattamenti più importanti» dell'artrosi, combinando rinforzo muscolare e attività aerobica. Anche le linee guida NICE (NG226, 2022) mettono l'esercizio terapeutico al centro della cura, insieme alle informazioni sulla malattia e, quando serve, alla perdita di peso.


La cartilagine non ha vasi sanguigni: si nutre grazie al movimento e al carico alternato, come una spugna che si spreme e si riempie. Restare fermi non la protegge; spesso, anzi, aumenta rigidità e debolezza, e il dolore peggiora.


L'NHS avverte però che fare troppo, troppo in fretta, o il tipo sbagliato di esercizio, può peggiorare i sintomi. Il segreto è il dosaggio.


Quanto posso camminare se ho dolore all'anca?


Non esiste un numero di chilometri uguale per tutti. Molti fisioterapisti usano una regola semplice, chiamata monitoraggio del dolore:


  • durante la camminata un dolore lieve o moderato(fino a circa 4-5 su una scala da 0 a 10) è in genere accettabile;
  • il dolore deve tornare al tuo livello abituale entro la mattina dopo;
  • il dolore di base non deve aumentare di settimana in settimana.

Se queste tre condizioni sono rispettate, puoi mantenere la distanza o aumentarla piano, per esempio del 10-20% ogni settimana. Se non lo sono, riduci la distanza per qualche giorno, senza fermarti del tutto.


Qualche accorgimento pratico


  • Spezza la camminata: due uscite da 25 minuti spesso si tollerano meglio di una da 50.
  • Preferisci all'inizio terreni piani; salite, discese ripide e sterrati irregolari caricano di più l'anca.
  • Scarpe ammortizzate: l'NHS ricorda che calzature che assorbono gli urti possono ridurre il carico sulle articolazioni.
  • Un bastoncino nella mano opposta all'anca dolente, o i bastoncini da nordic walking, scaricano parte del peso nelle uscite lunghe.

Il giorno dopo la camminata ho l'anca dolorante: cosa vuol dire?


Dipende da come evolve. Un po' di indolenzimento e rigidità al risveglio, che si sciolgono nella prima mezz'ora di movimento, sono comuni con l'artrosi e non indicano un danno.


È un segnale per ridurre il carico se:


  • il dolore del giorno dopo è più forte di quello durante la camminata;
  • dura più di 24-48 ore;
  • ti fa zoppicare o ti sveglia di notte.

In questi casi non serve smettere, ma tornare per una settimana a una distanza che il corpo tollera, e poi risalire più lentamente. La rigidità al mattino che dura molto più di mezz'ora va segnalata al medico: l'NHS la considera un motivo per farsi vedere. Ne parliamo in anca rigida al mattino e zoppia.


Oltre a camminare, cosa aiuta l'anca a 60 anni?


Camminare è un ottimo inizio, ma da solo spesso non basta. I programmi che funzionano meglio uniscono:


  • rinforzo di glutei e cosce, 2-3 volte a settimana: alzarsi dalla sedia senza mani, ponte, esercizi con elastico;
  • mobilità dell'anca, con movimenti ampi e senza forzare;
  • attività a basso impatto da alternare: bicicletta, cyclette, nuoto o acquagym nei giorni in cui l'anca è più dolente;
  • peso corporeo: se sei in sovrappeso, anche un calo moderato riduce il carico sull'articolazione, come ricordano NHS e NICE.

Se stai ricominciando a muoverti dopo un periodo fermo, trovi una guida in Come iniziare ad allenarsi dopo i 60 anni.


Quando farsi vedere subito


  • Dolore forte e improvviso all'anca senza una causa evidente.
  • Anca calda, gonfia, con febbre o brividi: l'NHS la indica tra i motivi di valutazione urgente.
  • Caduta con dolore forte o impossibilità di caricare il peso sulla gamba.
  • Dolore notturno costante che non cambia con la posizione, o calo di peso senza motivo.
  • Dolore che scende nella gamba con debolezza o formicolii che peggiorano.

Il parere del team Fisiosalaria


Vediamo spesso persone attive che, dopo una passeggiata più lunga del solito, hanno dolore all'anca e decidono di smettere di camminare. Nel giro di qualche mese l'anca diventa più rigida, i glutei più deboli, e il dolore arriva anche dopo distanze brevi. L'errore non è il dolore di quel giorno, ma la risposta: fermarsi del tutto invece di dosare.


L'ortopedico chiarisce se si tratta di artrosi e di che grado, il fisioterapista imposta un programma di cammino e rinforzo su misura, l'osteopata può aiutare a recuperare mobilità di anca e bacino. Se il dolore dura da più di qualche settimana o ti limita, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.


Domande frequenti


Camminare consuma la cartilagine dell'anca?

Un cammino regolare e ben dosato non consuma la cartilagine: il carico alternato contribuisce a nutrirla. A peggiorare i sintomi è più spesso l'eccesso improvviso o, all'opposto, l'inattività.


Meglio camminare tutti i giorni o a giorni alterni?

Molte persone con artrosi stanno meglio con uscite più brevi ma quotidiane. Se l'anca è infiammata, i giorni alterni con bici o acqua in mezzo sono un buon compromesso.


Serve una radiografia prima di continuare a camminare?

Non sempre. Le linee guida NICE indicano che dopo i 45 anni, con dolore legato all'attività e rigidità mattutina breve, l'artrosi si può diagnosticare con la visita; gli esami servono in casi dubbi o atipici.


Il dolore all'anca a 60 anni vuol dire che servirà la protesi?

No. Molte persone con artrosi dell'anca gestiscono i sintomi per anni con esercizio e attività dosata. La protesi si valuta quando dolore e limitazioni restano importanti nonostante le cure.


Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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