Caschetto plagiocefalia: controindicazioni, rischi reali e quando è davvero necessario

Fisio Salaria • 13 febbraio 2026

Ortesi cranica per testa piatta: cosa sapere prima di scegliere il casco correttivo

Ti hanno parlato del caschetto per la plagiocefalia.

Forse qualcuno ti ha detto che è l’unica soluzione. Forse stai cercando informazioni sulle controindicazioni.

È normale avere dubbi. Stai prendendo una decisione importante per tuo figlio.

Cos’è il caschetto per la plagiocefalia

Il caschetto (ortesi cranica) è un dispositivo su misura che guida la crescita del cranio del neonato limitando l’espansione nelle aree già prominenti e favorendo quella nelle zone appiattite.

Si utilizza generalmente tra i 4 e i 12 mesi, periodo in cui il cranio è ancora modellabile.

Caschetto plagiocefalia: controindicazioni reali

È importante chiarire un punto: il caschetto non è pericoloso, ma non è nemmeno sempre necessario.

Le principali criticità possono essere:

  • Irritazioni cutanee
  • Sensazione di calore e sudorazione
  • Necessità di utilizzo prolungato (20-23 ore al giorno)
  • Impatto psicologico sui genitori

Non si tratta di rischi neurologici, ma di aspetti gestionali e di comfort.

Quando il caschetto è davvero indicato

Generalmente viene consigliato nei casi di plagiocefalia moderata o severa che non migliorano con il solo riposizionamento.

Nelle forme lievi, invece, la crescita spontanea e il trattamento manuale possono essere sufficienti.

Non tutte le teste piatte richiedono un casco.

Cosa fare prima di scegliere il caschetto

Prima di arrivare all’ortesi, è fondamentale valutare:

  • Mobilità cervicale
  • Tensioni craniali
  • Preferenza posturale del bambino
  • Asimmetrie funzionali

In molti casi, lavorando su queste componenti, si può favorire un miglioramento naturale.

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Prima di decidere per il caschetto, possiamo valutare insieme la situazione e capire il percorso più adatto.

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