Vitamina C e tumori del sangue: 11 decessi contro 24 vuol dire che funziona?

Il verdetto: non ancora. Lo studio EVITA ha osservato 11 decessi tra chi prendeva vitamina C contro 24 tra chi prendeva un placebo. È un segnale interessante, ma lo studio era piccolo e non era progettato per misurare la sopravvivenza. Gli stessi ricercatori dicono che è troppo presto per dare raccomandazioni.

In breve. Lo studio EVITA, di fase 2, è stato pubblicato il 21 settembre 2026 sulla rivista Cancer dell'American Cancer Society. Ha coinvolto 109 persone in Danimarca e negli Stati Uniti con disturbi del sangue che possono evolvere in leucemia: 55 hanno preso vitamina C per bocca per un anno, 54 un placebo. L'obiettivo principale, rallentare la crescita delle cellule anomale, non è stato raggiunto. Dopo circa tre anni i decessi sono stati 11 nel gruppo vitamina C e 24 nel gruppo placebo, ma è un'analisi esplorativa. Serve uno studio di fase 3 più grande prima di cambiare qualsiasi cura.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 22.10.2026.

Mondosanità titola su un risultato che sorprende i ricercatori: vitamina C e tumori del sangue, 11 decessi contro 24. Detto così sembra una scoperta enorme. Abbiamo letto i comunicati dei centri dello studio e le fonti ufficiali per capire cosa significa davvero.

Cosa ha studiato la ricerca sulla vitamina C?

Ha studiato se la vitamina C presa per bocca può frenare alcuni disturbi del sangue che, col tempo, possono diventare leucemia mieloide acuta. Lo studio si chiama EVITA. L'hanno condotto ospedali universitari di Copenaghen e Aalborg, in Danimarca, insieme al Van Andel Institute e alla Keck Medicine della University of Southern California, negli Stati Uniti.

  • Chi: 109 persone con citopenia clonale di significato indeterminato (CCUS) o sindrome mielodisplastica (MDS) a basso rischio. Nessuna faceva cure oncologiche all'inizio.
  • Come: studio randomizzato in doppio cieco. 55 persone hanno preso vitamina C, 54 un placebo identico per aspetto, gusto e odore, per 12 mesi.
  • Perché: la vitamina C aiuta un enzima, TET2, che frena la crescita delle cellule. Più della metà dei partecipanti aveva poca vitamina C all'inizio.

Cosa significa 11 decessi contro 24?

Significa che, dopo circa tre anni di osservazione (in media 33,6 mesi), sono morte 11 persone su 55 nel gruppo vitamina C e 24 su 54 nel gruppo placebo. In percentuale, circa il 20% contro il 44%. È una differenza grande, ed è per questo che fa notizia.

Ci sono però tre limiti importanti:

  • L'obiettivo principale non è stato raggiunto. La crescita delle cellule anomale è stata simile nei due gruppi.
  • La sopravvivenza era un'analisi esplorativa. Lo studio non era costruito per misurarla, e risultati di questo tipo a volte non si confermano.
  • Il campione è piccolo. Con 109 persone e 35 decessi in tutto, bastano pochi casi per spostare molto i numeri.

Nel gruppo vitamina C ci sono stati meno casi di anemia e polmonite, ma più disturbi digestivi. La responsabile dello studio, Kirsten Grønbæk dell'Università di Copenaghen, ha detto che è troppo presto per fare raccomandazioni e che serve uno studio più grande.

Vitamina C in ospedale e integratori: che differenza c'è?

È una differenza grande. In EVITA la vitamina C era presa per bocca, dentro uno studio, con controlli medici regolari. Altre ricerche sui tumori hanno usato la vitamina C in vena, ad alte dosi, in ospedale. Sono due cose diverse.

  • Per bocca l'assorbimento è limitato: secondo l'Office of Dietary Supplements dei National Institutes of Health (NIH) americani, anche dosi molto alte alzano la vitamina C nel sangue solo fino a un certo punto. Il resto si elimina con le urine.
  • In vena si raggiungono livelli molto più alti. Secondo il National Cancer Institute, la FDA americana non ha approvato la vitamina C in vena come cura per il tumore.

Quindi EVITA non dice nulla sulle flebo, né che un integratore preso da soli faccia lo stesso effetto.

Perché non prendere vitamina C da soli se hai un tumore?

Perché anche una vitamina può dare problemi, soprattutto durante le cure. Le fonti dei NIH segnalano alcuni rischi:

  • Interazioni con le cure: secondo il National Cancer Institute, in studi di laboratorio e sugli animali la vitamina C in vena ha reso meno efficaci alcuni farmaci antitumorali.
  • Calcoli renali e reni: le alte dosi sono sconsigliate a chi soffre di calcoli o di malattie dei reni.
  • Altre condizioni: chi ha il deficit di G6PD o l'emocromatosi, un accumulo di ferro, non deve assumere alte dosi.
  • Disturbi digestivi: diarrea, nausea e crampi sono gli effetti più comuni.

Il consiglio dei NIH: chi fa chemioterapia o radioterapia deve parlare con l'oncologo prima di prendere vitamina C o altri antiossidanti. Lo stesso vale con l'ematologo.

Quanta vitamina C si prende con il cibo?

Di solito abbastanza, se mangi frutta e verdura ogni giorno. Le fonti migliori, secondo i NIH, sono agrumi, peperoni rossi e verdi, kiwi, broccoli, fragole e cavoletti di Bruxelles. Una carenza grave, lo scorbuto, è rara nei Paesi sviluppati.

La vitamina C si rovina con il calore: verdure crude o cotte poco la conservano meglio. Se temi una carenza, chiedi un controllo al medico invece di scegliere un integratore a caso.

Muoversi aiuta durante e dopo un tumore del sangue?

In molti casi sì, con un programma adatto alle tue condizioni. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'attività fisica regolare riduce il rischio di morte e di diverse malattie, compresi alcuni tumori. Chi è poco attivo ha un rischio di morte più alto del 20-30%.

Con un disturbo del sangue, però, il programma va concordato con l'ematologo. Approfondisci in stanchezza da tumore: cosa fare, in esercizio durante la chemioterapia e in cos'è la riabilitazione oncologica. Un fisioterapista può aiutarti a dosare lo sforzo giorno per giorno.

Domande frequenti

La vitamina C cura la leucemia?

No. Lo studio EVITA non ha mostrato un effetto sulla crescita delle cellule anomale. Il dato sulla sopravvivenza è promettente ma va confermato da uno studio più grande.

Devo comprare un integratore di vitamina C?

Non di tua iniziativa. Se hai un disturbo del sangue o fai cure oncologiche, parlane prima con l'ematologo o l'oncologo. Per la maggior parte delle persone basta la vitamina C di frutta e verdura.

Le flebo di vitamina C sono una cura riconosciuta per il tumore?

No. Secondo il National Cancer Institute, la FDA non ha approvato la vitamina C in vena come cura per il tumore. Si usa solo dentro studi clinici.

Fonti

Foto: Unsplash.

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