Tumore al polmone: il vaccino che raddoppia la sopravvivenza è già disponibile?
Il verdetto: no, non ancora. È un risultato promettente, ma sperimentale. In uno studio di fase 2 un vaccino terapeutico, aggiunto alle cure, ha portato la sopravvivenza a un anno dal 29% a circa il 46-47%. Non è un vaccino che previene il tumore e oggi non è disponibile fuori dagli studi clinici.
In breve. Lo studio si chiama Combi-TED ed è promosso dalla Fondazione Ricerca Traslazionale, con primo autore un oncologo dell'Istituto Regina Elena di Roma. Ha coinvolto 106 persone con tumore del polmone non a piccole cellule metastatico, peggiorato dopo una prima linea di chemio-immunoterapia, in 17 centri tra Italia, Francia e Spagna. A un anno era vivo il 47% di chi ha ricevuto vaccino più docetaxel, il 46% con vaccino più nivolumab e il 29% con il solo docetaxel. Il vaccino funziona solo nelle persone con un profilo genetico chiamato HLA-A2 positivo. I risultati completi sono attesi al congresso europeo di oncologia ESMO 2026 a Madrid e serve ancora uno studio di fase 3.
A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 23.10.2026.
In questi giorni molte testate, tra cui AGI e Avvenire, hanno titolato che un vaccino raddoppia la sopravvivenza nel tumore al polmone avanzato. È una buona notizia, ma va letta bene. Vediamo cosa dice davvero lo studio e quando potrebbe arrivare. In fondo parliamo anche di un alleato che hai già a disposizione: il movimento durante le cure.
Che cosa ha scoperto lo studio sul vaccino per il tumore al polmone?
Ha scoperto che aggiungere un vaccino terapeutico alle cure di seconda linea è associato a più pazienti vivi dopo un anno. Lo studio Combi-TED è di fase 2, randomizzato e in aperto, cioè medici e pazienti sapevano quale cura veniva data. Ha coinvolto 106 persone con tumore del polmone non a piccole cellule metastatico, la cui malattia era progredita dopo una prima linea di chemioterapia e immunoterapia.
I pazienti sono stati divisi in tre gruppi:
- vaccino più docetaxel(una chemioterapia): vivo a un anno il 47%;
- vaccino più nivolumab(un'immunoterapia): vivo a un anno il 46%;
- solo docetaxel, la cura standard di confronto: vivo a un anno il 29%.
Da qui il quasi raddoppio di cui parlano i titoli. Secondo CancerNetwork non sono emersi segnali inattesi sulla sicurezza.
Che cosa significa sopravvivenza a 1 anno?
È la percentuale di persone ancora in vita dodici mesi dopo l'inizio della cura nello studio. Non vuol dire guarigione. Vuol dire che, su 100 persone, dopo un anno erano vive circa 47 nel gruppo vaccino più chemioterapia, contro circa 29 nel gruppo con la sola chemioterapia.
È un dato importante, ma con dei limiti:
- i numeri sono piccoli: 106 persone in tutto, divise in tre gruppi;
- è un dato a un anno: non dice ancora quanto a lungo dura il beneficio;
- i risultati completi devono ancora essere presentati.
È un vaccino che previene il tumore al polmone?
No. È un vaccino terapeutico: si dà a chi è già malato, non alle persone sane. Contiene 10 piccoli frammenti di proteine(peptidi) tipiche delle cellule tumorali. Serve a insegnare al sistema immunitario a riconoscere il tumore.
C'è un'altra condizione: il vaccino è pensato solo per le persone HLA-A2 positive. HLA-A2 è una caratteristica genetica del sistema immunitario, che si verifica con un esame. Chi non ce l'ha non è candidato a questa cura.
Quando potrebbe arrivare questo vaccino?
Non presto: servono ancora anni. La fase 2 serve a capire se una cura promette bene. Per arrivare in farmacia o in ospedale serve una fase 3, con più pazienti, e poi l'approvazione delle agenzie regolatorie.
Uno studio di fase 3, chiamato ARTEMIA, è già in corso. Confronta il vaccino da solo con il docetaxel in persone con tumore del polmone diventato resistente all'immunoterapia. Secondo CancerNetwork i risultati sono attesi all'inizio del 2028. Solo se i dati saranno confermati si potrà chiedere l'autorizzazione al commercio, come ricorda Avvenire.
Perché per ora resta una cura sperimentale?
Perché un buon risultato di fase 2 non basta a dimostrare che una cura funziona per tutti. Può succedere che un risultato di fase 2 non si confermi in uno studio più grande. Per questo oggi il vaccino si può ricevere solo all'interno di studi clinici.
Se tu o un tuo familiare avete un tumore del polmone, la persona giusta a cui chiedere è il tuo oncologo. Può dirti se esistono studi clinici adatti a te.
Muoversi durante le cure oncologiche fa bene?
Sì, nella maggior parte dei casi, con le giuste cautele. Una tavola rotonda internazionale dell'American College of Sports Medicine, citata dal National Cancer Institute statunitense, ha trovato prove forti che l'esercizio aerobico moderato e il rinforzo muscolare, durante e dopo le cure, riducono stanchezza, ansia e sintomi depressivi e migliorano la qualità della vita e la funzione fisica. La conclusione: ogni persona che ha avuto un tumore dovrebbe mantenere un certo livello di attività fisica.
L'American Cancer Society suggerisce alcune regole pratiche:
- parla prima con il tuo team di cura, soprattutto se hai problemi di cuore o polmoni, stanchezza intensa, problemi di equilibrio o metastasi alle ossa;
- parti piano: se sei molto stanco, anche 10 minuti di attività leggera al giorno, da aumentare poco alla volta;
- resta su un'intensità moderata, come una camminata a passo svelto, salvo diverso parere del medico;
- fermati e avvisa il medico se compaiono dolore, gonfiore, capogiri o affanno insolito.
Approfondisci in esercizio durante la chemioterapia, in fatigue oncologica: cos'è e come gestirla e in cos'è la riabilitazione oncologica. Un fisioterapista, in accordo con l'oncologo, può aiutarti a costruire un programma su misura per la tua energia del momento.
Domande frequenti
Il vaccino per il tumore al polmone si può già fare in Italia?
No, non è approvato. Oggi si riceve solo all'interno di studi clinici. Chiedi al tuo oncologo se ci sono studi adatti a te.
Questo vaccino serve a chi fuma per non ammalarsi?
No. È un vaccino terapeutico, pensato per persone che hanno già un tumore del polmone avanzato. Il modo più efficace per ridurre il rischio resta non fumare.
Raddoppia la sopravvivenza vuol dire che si guarisce?
No. Significa che a un anno erano vivi circa il 46-47% dei pazienti con il vaccino contro il 29% con la sola chemioterapia.
Fonti
- AGI, Tumore al polmone: vaccino raddoppia la sopravvivenza a 1 anno, 2026
- CancerNetwork, Cancer vaccine combinations improve 1-year survival in second-line NSCLC, 2026
- Avvenire, Tumore al polmone: un vaccino raddoppia la sopravvivenza nella malattia già avanzata, 2026
- National Cancer Institute, Physical Activity and Cancer
- American Cancer Society, Physical Activity and the Person with Cancer
Foto: Unsplash.
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