Superbatteri: l'Italia è davvero tra i Paesi più colpiti con 12 mila morti l'anno?
Il verdetto: sì. Secondo l'ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in Italia le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici causano circa 12 mila morti l'anno. È quasi un terzo dei decessi di tutta Europa.
In breve. I superbatteri sono batteri che non rispondono più agli antibiotici. Secondo l'ECDC, citato dall'AIFA, causano oltre 35 mila morti l'anno in Europa e circa 12 mila in Italia. Insieme a Grecia e Romania, l'Italia è tra i Paesi con il peso più alto in rapporto alla popolazione. Nel 2023 quasi 4 italiani su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici. La regola più utile per tutti è semplice: antibiotici solo se li prescrive il medico, mai per influenza e raffreddore.
A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 19.10.2026.
Oggi Leggo parla dei superbatteri come di una pandemia silenziosa, con l'Italia tra i Paesi più colpiti e 12 mila morti l'anno. Le soluzioni indicate sono diagnosi più rapide, meno antibiotici inutili e un approccio One Health. Abbiamo controllato i numeri sulle fonti ufficiali e raccolto cosa puoi fare tu, ogni giorno.
Cosa sono i superbatteri?
Sono batteri che hanno imparato a resistere agli antibiotici. Il fenomeno si chiama antibiotico-resistenza. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, quando un microbo non risponde più ai farmaci, l'infezione diventa difficile o impossibile da curare. Aumenta così il rischio di malattia grave, disabilità e morte.
Più usiamo gli antibiotici, soprattutto quando non servono, più diamo ai batteri l'occasione di diventare resistenti. Nel mondo, secondo l'OMS, la resistenza dei batteri era associata a oltre 4,7 milioni di morti nel 2021.
Quante persone muoiono in Italia per i superbatteri?
Circa 12 mila l'anno, secondo il rapporto ECDC presentato il 18 novembre 2024 e ripreso dal dossier dell'AIFA, l'Agenzia italiana del farmaco. In tutta Europa i morti sono oltre 35 mila l'anno: l'Italia ne conta quasi un terzo.
Il dato è coerente con le stime precedenti. Nel rapporto ECDC sul periodo 2016-2020 l'Italia contava circa 11 mila morti l'anno. Lo stesso rapporto indica Grecia, Italia e Romania come i Paesi con il peso più alto in rapporto alla popolazione. Circa il 71% di queste infezioni era legato all'assistenza sanitaria, cioè contratto in ospedale o in altre strutture di cura.
Perché l'Italia è tra i Paesi più colpiti?
Uno dei motivi è che usiamo molti antibiotici. Secondo l'AIFA, nel 2023 i consumi sono cresciuti del 6,4% rispetto all'anno prima. Quasi 4 persone su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione: il 44,8% al Sud, il 39,9% al Centro e il 30,9% al Nord.
- In ospedale riceve antibiotici il 44,7% dei ricoverati, contro una media europea del 33,7%.
- Gli antibiotici di prima scelta, detti Access, sono il 47% dei consumi. L'OMS raccomanda almeno il 60%.
Alcuni segnali però migliorano. Secondo la sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 la Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi, antibiotici di ultima linea, è scesa al 24,0% dal 26,5% del 2023. Lo stafilococco resistente alla meticillina (MRSA) è al 25,7%, in calo. Restano invece molto alti altri valori, come il 74,3% di Acinetobacter resistente ai carbapenemi.
Cosa vuol dire One Health?
Vuol dire che la salute delle persone, degli animali e dell'ambiente è collegata. Gli antibiotici si usano anche negli allevamenti e i batteri resistenti possono passare da un ambito all'altro. Per questo l'OMS lavora insieme a FAO, UNEP e Organizzazione mondiale per la salute animale. Il nuovo Piano d'azione globale copre gli anni 2026-2036.
Le altre due strade indicate nella notizia sono complementari. Le diagnosi rapide aiutano il medico a capire in fretta se l'infezione è batterica e quale antibiotico funziona. Meno antibiotici inutili significa meno occasioni per i batteri di diventare resistenti.
Cosa puoi fare tu contro l'antibiotico-resistenza?
Molto, a partire dall'armadietto dei medicinali. L'ISS riassume così le regole, sotto lo slogan «Gli antibiotici non sono caramelle»:
- Prendi antibiotici solo se li prescrive il medico. Non chiederli di tua iniziativa.
- Segui le indicazioni su dose e durata e non interrompere la terapia prima del tempo.
- Non usarli per influenza e raffreddore: sono malattie da virus e gli antibiotici non servono.
- Non usare antibiotici prescritti ad altre persone o avanzati da una cura precedente.
- Smaltisci i farmaci avanzati nei contenitori appositi, non nei rifiuti di casa.
Anche prevenire le infezioni aiuta: lavarsi spesso le mani e fare i vaccini raccomandati riduce il bisogno di antibiotici. Se in questi giorni hai febbre e tosse, leggi il nostro articolo su sintomi e durata dell'influenza 2026-2027. Per sapere se hai diritto al vaccino gratuito trovi tutto in vaccino antinfluenzale 2026-2027 nel Lazio.
Come si torna a muoversi dopo un'infezione importante?
Con calma e per gradi. Un'infezione seria, soprattutto se ha richiesto un ricovero lungo, spesso lascia stanchezza e perdita di forza. Le gambe sembrano più deboli e le scale più faticose. È normale, ma non va ignorato.
- Parti da camminate brevi ed esercizi semplici, quando il medico ti dice che puoi.
- Aumenta poco alla volta, solo se il giorno dopo ti senti bene.
- Fermati e senti il medico se compaiono febbre, affanno o dolore al petto.
Approfondisci in come riprendere lo sport gradualmente dopo un'infezione. Se dopo la malattia fai fatica a tornare alla vita di prima, una valutazione con un fisioterapista può aiutarti a costruire un recupero su misura.
Domande frequenti
Posso prendere l'antibiotico che mi è avanzato dall'ultima volta?
No. Usa antibiotici solo su prescrizione del medico per quel problema specifico. Un antibiotico avanzato può essere quello sbagliato e favorire la resistenza.
Gli antibiotici servono contro influenza e Covid?
No. Influenza, Covid e raffreddore sono causati da virus, e gli antibiotici agiscono solo sui batteri. Il medico li prescrive solo se compare una complicanza batterica.
Se mi sento meglio posso smettere prima la cura?
No, salvo indicazione del medico. L'ISS raccomanda di seguire dose e durata indicate e di non interrompere la terapia prima del tempo.
Fonti
- AIFA, Dossier stampa Antibiotico-resistenza, 2024
- ECDC, Assessing the health burden of infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU/EEA, 2016-2020, 2022
- Quotidiano Sanità, Ecdc: in Europa più di 35mila morti l'anno per infezioni resistenti, circa 11mila in Italia, 2022
- ISS EpiCentro, Antibiotico-resistenza: epidemiologia in Italia, 2026
- ISS EpiCentro, Gli antibiotici non sono caramelle
- OMS, Antimicrobial resistance, 2026
Foto: Christine Sandu su Unsplash.
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