HIV, sei diagnosi su dieci sono tardive: devo fare il test anche se sto bene?
Il verdetto: sì. Se hai avuto anche un solo rapporto non protetto, il test HIV conviene farlo, anche se stai bene. È semplice, spesso gratuito e anonimo, e scoprirlo presto cambia davvero il futuro.
In breve. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 in Italia ci sono state 2.379 nuove diagnosi di HIV. Il 59,9% è arrivato tardi, quando il sistema immunitario era già indebolito. Quasi una persona su due ha fatto il test solo perché aveva sintomi o malattie legate all'HIV. Il test è in gran parte gratuito, anonimo e senza ricetta, e in farmacia si trova anche l'autotest. Con la terapia di oggi chi ha l'HIV vive a lungo e, con carica virale non rilevabile, non trasmette il virus per via sessuale.
A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 05.11.2026.
Il 4 novembre il Corriere della Sera, edizione di Milano, ha titolato: HIV, sei diagnosi su dieci sono tardive, con un appello a fare il test senza vergogna. Il numero corrisponde ai dati nazionali dell'ISS. Vediamo perché è un problema e come muoversi.
Perché la diagnosi tardiva di HIV è un problema?
Perché si scopre l'infezione quando il virus ha già danneggiato le difese. L'ISS considera tardiva una diagnosi con meno di 350 linfociti CD4 per microlitro, le cellule che l'HIV colpisce. Nel 2024 è stato così per il 59,9% delle nuove diagnosi e il 40,3% aveva meno di 200 CD4, cioè un danno più avanzato.
- Le diagnosi tardive sono in aumento dal 2015, secondo l'ISS.
- Il ritardo colpisce di più gli uomini eterosessuali(66,5%) e le donne eterosessuali (61,0%), che spesso non si sentono a rischio.
- Delle 450 nuove diagnosi di AIDS del 2024, l'83,6% riguardava persone che avevano scoperto l'HIV solo nei sei mesi prima.
Senza terapia l'HIV può evolvere in AIDS, spesso dopo molti anni, ricorda l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Nelle prime settimane si può non avere alcun sintomo, oppure un quadro simile all'influenza. Per questo stare bene non basta per sapere di non avere l'infezione.
Roma e il Lazio sono più colpiti?
Sì, l'incidenza è tra le più alte d'Italia. Secondo l'ISS, nel 2024 il Lazio è tra le regioni con più nuove diagnosi in rapporto agli abitanti, con 361 casi, insieme a Toscana ed Emilia-Romagna. Tra le province, l'incidenza più alta è stata registrata a Roma, Firenze e Milano.
Chi dovrebbe fare il test HIV?
Chiunque abbia avuto rapporti sessuali senza preservativo, anche una sola volta. L'ISS, sulla base delle indicazioni del Centro europeo per il controllo delle malattie, consiglia il test in particolare a:
- chi ha avuto rapporti sessuali non protetti;
- chi usa sostanze per via iniettiva;
- persone che arrivano da aree dove l'HIV è molto diffuso;
- i partner di queste persone;
- i figli di madri sieropositive.
Non serve appartenere a una categoria per avere un dubbio. L'HIV si trasmette con sangue, sperma, liquidi vaginali e latte materno. Non si trasmette con baci, abbracci, strette di mano o condividendo cibo e acqua, spiega l'OMS.
Quando fare il test dopo un rapporto a rischio?
Da uno a tre mesi dopo l'ultima esposizione, indica l'ISS. Il motivo è il periodo finestra: secondo l'OMS gli anticorpi compaiono nella maggior parte dei casi entro 28 giorni, ma prima possono essere troppo pochi per essere visti dai test rapidi. Se il test è negativo ma l'esposizione è molto recente, l'OMS indica di ripeterlo dopo 28 giorni.
Dove fare il test HIV a Roma, gratis e in anonimato?
Nei servizi pubblici, nella maggior parte dei casi il test è gratuito, anonimo e senza ricetta, secondo l'ISS. Serve il tuo consenso e il risultato viene comunicato solo a te. Le persone straniere, anche senza permesso di soggiorno, hanno le stesse condizioni.
- Ospedali e centri per le infezioni. La Regione Lazio ha indicato l'ambulatorio dedicato dell'INMI Spallanzani, centro di riferimento regionale, che offre test rapidi gratuiti e anonimi con accesso diretto. L'informazione è del 2023: verifica orari e modalità prima di andare.
- Associazioni e checkpoint. I test rapidi si fanno anche fuori dagli ospedali, nelle sedi di associazioni, spesso gratis. Anlaids ricorda che i test rapidi, anche salivari, danno il risultato in pochi minuti.
- Autotest in farmacia. Si compra senza ricetta e si fa a casa. Un risultato positivo va sempre confermato da un test in un servizio sanitario, ricorda l'OMS.
Per sapere dove andare puoi chiamare il Telefono Verde AIDS e IST dell'ISS, 800 861 061, gratuito e anonimo, dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18. Nel Lazio c'è anche il numero unico regionale 06 99 500.
Cosa succede se il test è positivo?
Si inizia una terapia che funziona. La terapia antiretrovirale non elimina il virus, ma ne blocca la moltiplicazione. Secondo l'OMS permette una vita lunga e in salute, e per l'ISS l'aspettativa di vita diventa simile a quella di chi non ha l'HIV.
C'è un altro punto chiave, riassunto nella sigla U=U, cioè non rilevabile uguale non trasmissibile. Chi segue la terapia e ha una carica virale non rilevabile non trasmette l'HIV ai partner sessuali, conferma l'OMS. Ecco perché fare il test presto protegge te e le persone a cui vuoi bene.
HIV e movimento: cambia qualcosa per sport e fisioterapia?
Nella vita di tutti i giorni, no. L'HIV non passa con i contatti quotidiani, quindi palestra, spogliatoio o seduta di fisioterapia non sono un rischio per gli altri. Con la terapia si può tenere uno stile di vita attivo come chiunque. Il test HIV è un controllo come gli altri: ne parliamo anche nella nostra guida ai controlli di prevenzione maschile per età. E come per la pressione alta che molti giovani non sanno di avere, anche qui il rischio maggiore è non sapere.
Domande frequenti
Il test HIV è davvero anonimo?
Nella maggior parte dei servizi pubblici sì, e il risultato viene comunicato solo a te.
L'autotest della farmacia è affidabile?
È uno strumento utile, ma se è positivo va sempre confermato in un servizio sanitario. Se l'esposizione è recente, un negativo potrebbe dipendere dal periodo finestra: in quel caso va ripetuto.
Se sto bene, posso evitare il test?
No, se hai avuto rapporti a rischio. Quasi metà delle nuove diagnosi del 2024 è arrivata solo dopo sintomi o malattie legate all'HIV.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità, Hiv: stabili le nuove diagnosi, ma ancora troppo tardive, 2025
- ISS EpiCentro, HIV/AIDS: epidemiologia in Italia (dati al 31 dicembre 2024), 2025
- ISS EpiCentro, HIV: il test
- Organizzazione Mondiale della Sanità, HIV and AIDS, 2026
- Regione Lazio, Settimana europea del test, 2023
- ISS Uniti contro l'AIDS, Telefono Verde AIDS e IST
- Quotidiano Sanità, HIV: crescono le infezioni, necessario fare il test. L'appello di Anlaids, 2025
Foto: Unsplash.
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