Quando NON fare il PRP
Quando non fare il PRP: controindicazioni assolute e relative, pazienti per cui non è indicato, situazioni in cui non funziona, alternative cliniche. Risponde il Dott. Michele Venosa.

Quando NON fare il PRP
Quando non fare il PRP: controindicazioni assolute e relative, pazienti per cui non è indicato, situazioni in cui non funziona, alternative cliniche. Risponde il Dott. Michele Venosa.
Il PRP(Plasma Ricco di Piastrine) NON è una terapia adatta a tutti. Esistono controindicazioni assolute( infezioni attive, disturbi della coagulazione severi, tumori attivi, gravidanza, alcune patologie ematologiche, trombocitopenia) e controindicazioni relative( terapia anticoagulante in corso, artrite settica recente, cattivo stato generale). Esistono anche situazioni in cui il PRP non è la scelta clinica giusta: artrosi severa(Kellgren-Lawrence IV) con indicazione protesica, patologie con indicazione chirurgica chiara (lesione meniscale sintomatica, rottura completa LCA), tendinopatie acute(evidenza insufficiente), condizioni non rispondenti alla terapia conservativa di base. Infine, il PRP non è indicato in pazienti con aspettative irrealistiche o senza intenzione di seguire la riabilitazione post-iniezione: il PRP senza esercizio terapeutico ha risultati significativamente inferiori. Per inquadramento clinico corretto: visita ortopedica con il Dott. Michele Venosa, 80€.
Quando il PRP non è una buona scelta
Risposta diretta: il PRP NON è adatto a tutti. Controindicazioni assolute: infezioni attive, disturbi della coagulazione severi, tumori attivi, gravidanza, alcune patologie ematologiche, trombocitopenia. Relative: terapia anticoagulante in corso, artrite settica recente, cattivo stato generale. Non indicato per: artrosi severa (Kellgren-Lawrence IV), patologie con indicazione chirurgica chiara, tendinopatie acute (evidenza insufficiente), aspettative irrealistiche, pazienti che non seguono la riabilitazione. Per inquadramento corretto: visita ortopedica con il Dott. Venosa, 80€.
Controindicazioni assolute al PRP
In queste situazioni il PRP è formalmente controindicato e non deve essere eseguito:
Infezioni attive
Infezioni sistemiche (febbre, sepsi) o locali nel sito di iniezione. Il PRP è una procedura iniettiva: l'infezione preesistente può essere diffusa o aggravata.
Disturbi della coagulazione severi
Emofilia, severe alterazioni della coagulazione, trombocitopenia significativa (<150.000/μL). Rischio emorragico nel sito di prelievo e di iniezione.
Tumori attivi
Neoplasie maligne in fase di trattamento o non in remissione. I fattori di crescita del PRP possono teoricamente stimolare la proliferazione cellulare tumorale (precauzione, evidenza limitata).
Gravidanza
Controindicazione precauzionale: evidenze cliniche su sicurezza in gravidanza sono limitate. Eseguibile solo se rischio/beneficio favorevole, con consenso informato.
Patologie ematologiche specifiche
Sindromi mielodisplastiche, leucemie acute, alcune anemie severe. Rischio di alterazioni del prodotto PRP e potenziali complicanze.
Trombocitopenia
Conta piastrinica <150.000/μL. Il PRP è basato sulla concentrazione di piastrine: con piastrine basse il prodotto è inefficace e c'è rischio emorragico.
Allergia/ipersensibilità documentata
Allergia ai componenti del kit di preparazione o agli anticoagulanti utilizzati per la centrifugazione. Rara ma documentata.
Artrite settica acuta o recente
Infezione articolare nel sito di iniezione. Il PRP è categoricamente vietato fino a completa guarigione e periodo di sicurezza adeguato.
Controindicazioni relative
In queste situazioni il PRP è valutato caso per caso: può essere eseguito con cautele o con sospensione temporanea di altre terapie:
Terapia anticoagulante in corso
Warfarin, eparine, anticoagulanti orali diretti (DOAC). Generalmente la terapia va sospesa temporaneamente per ridurre il rischio emorragico, su consiglio del cardiologo/medico curante.
Terapia con FANS
I FANS possono interferire con la funzione piastrinica e con il meccanismo d'azione del PRP. Sospensione consigliata 7-10 giorni prima e dopo l'iniezione, sotto consiglio medico.
Recente iniezione di corticosteroidi
I corticosteroidi inibiscono i processi di riparazione. Aspettare almeno 6-8 settimane dall'ultima iniezione di steroidi prima del PRP.
Patologie infiammatorie sistemiche
Artrite reumatoide, lupus, altre malattie autoimmuni in fase attiva. Da valutare con reumatologo: il PRP può non essere efficace o avere risultati limitati in contesto infiammatorio sistemico.
Cattivo stato generale
Anziani fragili, pazienti con multiple comorbidità severe, malnutrizione. Il rapporto rischio/beneficio va valutato individualmente.
Anemia severa
Emoglobina <10 g/dL: il prelievo di 20-50 ml di sangue può aggravare l'anemia. Da correggere prima del PRP.
Diabete non controllato
Diabete con glicemia mal controllata. I processi di guarigione sono compromessi, l'efficacia del PRP è ridotta.
Fumo attivo
Il fumo compromette i processi di guarigione tessutale e riduce l'efficacia del PRP. Smettere di fumare migliora significativamente i risultati.
Patologie in cui il PRP non è la scelta giusta
Esistono situazioni in cui il PRP NON ha indicazione clinica anche in assenza di controindicazioni:
Artrosi severa (Kellgren-Lawrence IV)
Artrosi terminale con marcata perdita di spazio articolare, deformità ossee, dolore severo costante. Indicazione protesica, non PRP. Il PRP non può rigenerare cartilagine assente.
Lesione meniscale sintomatica con blocco
Lesione meniscale con sintomi meccanici (blocco articolare), generalmente indicazione artroscopica. Il PRP non risolve lesioni meccaniche.
Rottura completa LCA con instabilità
Lesione completa del legamento crociato anteriore con instabilità funzionale. Indicazione ricostruttiva chirurgica, non PRP.
Tendinopatie acute
Tendinopatia di recente insorgenza (<3 mesi). Evidenza insufficiente: la storia naturale acuta tipicamente risponde a riposo relativo + esercizio + eventuale tecar.
Patologie senza criteri specifici
Indicazioni "estese" senza criteri clinici precisi: ringiovanimento articolare, prevenzione, dolore generico, fibromialgia. NON raccomandate: evidenza assente.
Patologie infettive nel sito
Infezioni cutanee, dermatiti severe, cellulite nel sito di iniezione. Differire il PRP fino a guarigione completa.
Necrosi avascolare estesa
Necrosi avascolare in stadio avanzato con collasso strutturale. Indicazione chirurgica (osteotomie, protesi). Il PRP non recupera tessuto necrotico.
Mancata risposta a terapia conservativa di base
Pazienti che non hanno mai provato esercizio terapeutico e fisioterapia: il PRP NON è prima linea. Prima esaurire le opzioni di base, poi valutare il PRP.
Quando il "paziente è sbagliato"
Oltre alle controindicazioni cliniche, esistono situazioni in cui il PRP non è la scelta giusta per quel paziente:
- Aspettative irrealistiche: pazienti che si aspettano una "cura miracolosa", risoluzione totale del dolore o ringiovanimento articolare. Il PRP è un trattamento con effetti misurabili ma limiti specifici.
- Non intenzione di seguire la riabilitazione: il PRP senza esercizio terapeutico ed eventuale fisioterapia ha risultati significativamente inferiori. Chi non vuole impegnarsi nella riabilitazione non è candidato ideale.
- Ricerca di "scorciatoia" per evitare la chirurgia in casi in cui la chirurgia è chiaramente indicata. Il PRP non sostituisce un intervento necessario.
- Atleti che vogliono "saltare" la riabilitazione per tornare prima all'attività. Il PRP non accorcia drasticamente i tempi: il tessuto richiede comunque tempo per guarire.
- Pazienti che cambiano specialista ripetutamente cercando "la soluzione" senza completare alcun percorso. Il PRP richiede impegno costante.
- Limitazioni economiche significative: il PRP è un trattamento iniettivo non rimborsato dal SSN. Per pazienti con risorse limitate, prima esaurire le opzioni rimborsate dal SSN o coperte da assicurazione.
Cosa fare invece in queste situazioni
Quando il PRP non è indicato, esistono alternative spesso più appropriate:
Per artrosi severa
Protesi al ginocchio(totale o monocompartimentale). Indicazione chirurgica chiara. Recupero strutturato con riabilitazione fisioterapica.
Per lesione meniscale meccanica
Artroscopia diagnostica/terapeutica. Indicazione chirurgica per sintomi meccanici significativi. Riabilitazione post-op.
Per tendinopatie acute
Riposo relativo + esercizio terapeutico + eventuale tecar. La storia naturale acuta tipicamente risponde alle misure conservative di base.
Per artrosi lieve-moderata mai trattata
Trattamento conservativo: esercizio terapeutico, gestione del peso, fisioterapia, educazione. Solo dopo fallimento valutare PRP o iniezioni di acido ialuronico.
Per fibromialgia o dolore diffuso
Approccio multidisciplinare: terapia farmacologica appropriata, esercizio aerobico, fisioterapia globale, supporto psicologico. NON PRP.
Per dolore senza diagnosi chiara
Inquadramento diagnostico approfondito prima di qualsiasi trattamento. Esami strumentali, eventuali consulenze specialistiche aggiuntive.
Come si decide se fare il PRP
La decisione di eseguire o NON eseguire il PRP è clinica e individuale. Si basa su:
- Visita ortopedica completa: anamnesi, esame obiettivo, test specifici
- Esami strumentali: RX, RMN, ecografia (eseguiti in altre strutture)
- Inquadramento della patologia: tipo, grado, durata, risposta a precedenti trattamenti
- Valutazione dello stato generale: comorbidità, farmaci, condizioni mediche
- Valutazione del profilo paziente: aspettative, motivazione, disponibilità alla riabilitazione
- Esclusione di controindicazioni assolute e relative
- Confronto con alternative: terapia conservativa, altre iniezioni, chirurgia
- Consenso informato: il paziente deve comprendere benefici, rischi, alternative, costi
"Il PRP è una terapia con potenziali benefici in indicazioni specifiche, ma NON è una scelta universale. Vedo molti pazienti arrivare convinti che il PRP sia la 'cura miracolosa' che hanno letto online o sentito raccontare. Il mio compito è fare chiarezza: quando il PRP serve(epicondilite cronica, tendinopatia rotulea cronica, gonartrosi lieve-moderata in pazienti selezionati) e quando NON serve o NON è indicato(artrosi severa con indicazione protesica, patologie con indicazione chirurgica chiara, aspettative irrealistiche, mancata volontà di seguire la riabilitazione). L'onestà clinica nel dire 'il PRP non fa per lei' è una parte fondamentale del nostro mestiere."
Inquadramento clinico con il Dott. Venosa
Per valutare correttamente l' opportunità del PRP nel tuo caso specifico, identificare eventuali controindicazioni assolute o relative, e definire l'alternativa clinica più adatta se il PRP non è indicato, la prima tappa è la visita ortopedica con il Dott. Michele Venosa.
Anamnesi completa, esame obiettivo, valutazione di eventuali esami portati dal paziente (RX, RMN, ecografia), inquadramento dell'opportunità clinica del PRP, identificazione di controindicazioni, definizione del percorso terapeutico più adeguato (PRP, alternative conservative, eventuale indicazione chirurgica).
La visita si svolge nella sede di Monteverde(Via Giuseppe Ghislieri 25). Per appuntamento: WhatsApp 340 759 4636.
Le aree cliniche del Dott. Venosa
Colonna vertebrale
Cervicale, dorsale, lombare. Cervicalgia, lombalgia, cervicobrachialgia, sciatalgia.
Ernie discali
Ernia del disco cervicale e lombare. Inquadramento clinico, percorso conservativo, valutazione chirurgica.
Spalla
Tendinopatie cuffia rotatori, conflitto subacromiale, capsulite, calcificazioni, lesioni cuffia, post-operatorio.
Ginocchio
Gonartrosi, lesioni meniscali e legamentose, sindrome femoro-rotulea, valutazione PRP, protesi, post-operatorio.
Anca
Coxartrosi, conflitto femoro-acetabolare, valutazione pre-protesica, riabilitazione post-operatoria.
Inquadramento clinico
Visita ortopedica completa, lettura ed interpretazione di esami portati dal paziente, impostazione del percorso.
La sede principale
Sede Monteverde
📍 Via Giuseppe Ghislieri 25, 00152 Roma
⏰ Lun-Ven 9-20, Sab 9-13
Le altre due sedi a Roma
Sede Salaria
📍 Via San Gaggio 5, 00138 Roma · ⏰ Lun-Ven 9-20, Sab 9-13
Sede Viale Libia
📍 Via Collalto Sabino 88, 00199 Roma · ⏰ Lun-Ven 9-20, Sab 9-13
3.500+ recensioni verificate su MioDottore
4,9 / 5 di punteggio medio. Tra i centri di fisioterapia con maggiori recensioni positive di Roma.
Il Dott. Michele Venosa
Medico chirurgo ortopedico-traumatologo, opera presso la sede di Monteverde di Fisiosalaria (Via Giuseppe Ghislieri 25, Roma). Specializzato nel trattamento di patologie di colonna vertebrale, ernie discali, spalla, ginocchio, anca. Approccio basato su inquadramento clinico onesto: indicazione del trattamento più adeguato al caso specifico, evitando sovra-medicalizzazione e proponendo la chirurgia solo quando effettivamente necessaria.
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Valutazione ortopedica completa per inquadrare correttamente l'opportunità clinica del PRP nel tuo caso, identificare eventuali controindicazioni, definire il percorso terapeutico più adeguato.
Sede Monteverde · Via Giuseppe Ghislieri 25 · Roma
Domande frequenti
Quando NON è indicato il PRP?
Controindicazioni assolute: infezioni attive, disturbi della coagulazione severi, tumori attivi, gravidanza, alcune patologie ematologiche, trombocitopenia. Patologie non indicate: artrosi severa (Kellgren-Lawrence IV) con indicazione protesica, lesioni meniscali sintomatiche con blocco, rottura completa LCA con instabilità, tendinopatie acute (evidenza insufficiente), patologie senza criteri specifici, necrosi avascolare estesa.
Quali farmaci interferiscono con il PRP?
FANS (ibuprofene, naprossene, diclofenac) interferiscono con la funzione piastrinica: sospensione consigliata 7-10 giorni prima e dopo l'iniezione. Anticoagulanti (warfarin, eparine, DOAC) richiedono sospensione temporanea sotto consiglio cardiologico. Corticosteroidi recenti (iniezioni nelle ultime 6-8 settimane) riducono l'efficacia. Sospensioni e tempistiche sono individuali.
Il PRP è controindicato in gravidanza?
Sì, è controindicazione precauzionale: le evidenze cliniche su sicurezza in gravidanza sono limitate. Generalmente si sconsiglia il PRP in gravidanza salvo casi eccezionali con rapporto rischio/beneficio favorevole, consenso informato e gestione multidisciplinare. La maggior parte degli specialisti rimanda il PRP a dopo il parto.
Posso fare il PRP se ho un tumore?
I tumori attivi o non in remissione sono controindicazione: i fattori di crescita del PRP possono teoricamente stimolare la proliferazione cellulare tumorale (precauzione, evidenza limitata). Pazienti in remissione completa da molti anni possono essere candidati dopo valutazione oncologica. Decisione sempre multidisciplinare.
Il PRP funziona se l'artrosi è severa?
No, generalmente no. L'artrosi severa (Kellgren-Lawrence IV) con marcata perdita di spazio articolare, deformità ossee, dolore costante ha indicazione protesica, non PRP. Il PRP non può rigenerare cartilagine assente. L'efficacia del PRP nell'artrosi è limitata ai gradi lievi-moderati (Kellgren-Lawrence I-III). Per artrosi severa: visita ortopedica per valutare protesi totale o monocompartimentale.
Il fumo influenza il PRP?
Sì, negativamente. Il fumo compromette i processi di guarigione tessutale e riduce significativamente l'efficacia del PRP. Smettere di fumare (idealmente 4-8 settimane prima del PRP) migliora i risultati. Per fumatori cronici, la cessazione del fumo è una condizione importante per ottenere il massimo beneficio dal PRP.
Posso fare il PRP se non voglio fare riabilitazione?
Il PRP senza riabilitazione fisioterapica ha risultati significativamente inferiori. Per pazienti che non intendono seguire la riabilitazione post-PRP, l'investimento nel PRP non è giustificato: meglio dedicare le risorse alla riabilitazione conservativa di base. Il PRP è uno strumento, non un sostituto della riabilitazione.
Cosa fare se il PRP non è indicato per me?
Esistono alternative appropriate per ogni situazione: per artrosi severa - protesi al ginocchio (totale o monocompartimentale) con riabilitazione strutturata. Per lesioni meniscali meccaniche - artroscopia. Per tendinopatie acute - riposo relativo + esercizio terapeutico. Per artrosi lieve-moderata mai trattata - trattamento conservativo evidence-based. La decisione è individuale dopo visita ortopedica con il Dott. Venosa (80€).
Fonti
- Bennell KL et al. Effect of intra-articular platelet-rich plasma vs placebo injection on pain and medial tibial cartilage volume in patients with knee osteoarthritis. JAMA. 2021;326:2021-2030.
- Le ADK et al. Current clinical recommendations for use of platelet-rich plasma. Curr Rev Musculoskelet Med. 2018;11:624-634.
- Belk JW et al. Platelet-rich plasma versus hyaluronic acid for knee osteoarthritis: a systematic review. Am J Sports Med. 2021;49:249-260.
- Andia I, Maffulli N. Platelet-rich plasma for managing pain and inflammation in osteoarthritis. Nat Rev Rheumatol. 2013;9:721-730.







