Durante il trattamento il fisioterapista mi preme forte e fa male: deve essere così?

Il verdetto: No, non deve fare male forte. Un fastidio sopportabile può capitare, ma un trattamento non è più efficace perché fa più male: puoi e devi dirlo al fisioterapista.

In breve. Durante alcune tecniche manuali, come la pressione su un muscolo contratto o un massaggio profondo, è normale sentire un fastidio o un dolore lieve, che resta sopportabile e si attenua mentre la pressione continua. Non è normale, invece, un dolore forte, che ti fa irrigidire, trattenere il respiro o che peggiora nei giorni successivi. Non esiste una regola per cui «più fa male, più funziona». Dire al fisioterapista che fa troppo male è un tuo diritto e lo aiuta a dosare il trattamento.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

Le terapie manuali sono le tecniche in cui il fisioterapista usa le mani: massaggio, pressioni su punti dolenti, mobilizzazioni delle articolazioni, allungamenti. L'NHS le descrive come un modo per alleviare il dolore e migliorare il movimento della parte del corpo interessata. Per definizione toccano zone già sensibili, quindi un po' di fastidio può far parte del gioco.

Il problema nasce quando il fastidio diventa dolore vero e la persona stringe i denti pensando che sia necessario. Molti non lo dicono per timidezza, per rispetto o perché credono che il dolore sia il segno che «sta lavorando». Vediamo perché non è così e come regolarsi.

Durante il trattamento mi fa male: è normale?

Un po' di fastidio sì, un dolore forte no. Una buona regola pratica è pensare a una scala da 0 a 10: un fastidio fino a circa 3-4, che ti permette di respirare normalmente e di rilassare il muscolo, è in genere accettabile. Se senti il bisogno di irrigidirti, di sollevare la spalla dal lettino o di trattenere il fiato, la pressione è troppa.

Ci sono alcuni segnali che distinguono un fastidio «utile» da un dolore che è meglio evitare:

  • fastidio accettabile: è localizzato dove il terapista lavora, è simile al tuo dolore abituale ma più lieve, e si attenua nel giro di secondi o minuti;
  • dolore da segnalare: è acuto, a scossa, si irradia lontano, ti dà formicolii o capogiri, oppure aumenta invece di calare.

Più fa male, più funziona?

No. È una delle convinzioni più diffuse e meno fondate. Il dolore non è una misura dell'efficacia di un trattamento. Una pressione eccessiva fa contrarre i muscoli per difesa, cioè ottiene l'opposto del rilassamento cercato, e può lasciare indolenzimento o lividi per giorni.

Il dolore, inoltre, non dipende solo dai tessuti: è un segnale che il sistema nervoso regola anche in base a paura, stanchezza e stress. Un trattamento vissuto come una prova di resistenza può rendere il corpo ancora più «in allarme». Al contrario, un trattamento che ti permette di rilassarti tende a lasciarti più libero nei movimenti.

Questo non significa che la fisioterapia debba essere sempre comoda. Gli esercizi, per esempio, possono richiedere fatica e un certo fastidio controllato: ne parliamo in gli esercizi di fisioterapia mi fanno male: devo fermarmi?. Ma fatica e fastidio dosati sono una cosa, il dolore forte subito passivamente sul lettino è un'altra.

Come dico al fisioterapista che mi fa troppo male?

Dillo subito, con parole semplici. Il fisioterapista non può sentire il tuo dolore: ha bisogno delle tue indicazioni per dosare la pressione. La Cleveland Clinic invita a dire al proprio fisioterapista se qualcosa nel percorso sembra troppo difficile o troppo facile, perché possa adattare il piano.

  • Usa un numero: «adesso è un 7 su 10», «così va bene, è un 3».
  • Descrivi il tipo di dolore: tira, brucia, punge, va giù nel braccio.
  • Chiedi di fermarsi o di ridurre: un professionista serio lo fa senza discutere.
  • Chiedi a cosa serve la tecnica e cosa dovresti sentire: anche il General Osteopathic Council britannico ricorda che il paziente può fare domande in ogni momento e che il terapista deve chiedere il consenso e spiegare le reazioni possibili.

Il consenso al trattamento non è una firma data una volta per tutte: vale per ogni tecnica e puoi ritirarlo in qualsiasi momento.

Il massaggio profondo deve fare male?

No, ma è normale sentire una pressione intensa. Il massaggio profondo, o decontratturante, lavora con pressioni più forti e più lente sui muscoli tesi. Un fastidio moderato ci sta, il dolore che ti fa saltare sul lettino no. Il giorno dopo può esserci un indolenzimento simile a quello dopo una palestra, che di solito si risolve in uno o due giorni.

Se dopo un massaggio compaiono lividi estesi o il dolore aumenta per giorni, la pressione è stata probabilmente eccessiva. Approfondisci in contrattura: serve un massaggio decontratturante? e lividi dopo un massaggio.

E dopo la seduta, quanto dolore è accettabile?

Un lieve indolenzimento per 24-48 ore è comune dopo le terapie manuali. Il General Osteopathic Council scrive che non è insolito sentirsi indolenziti nelle prime 24-48 ore dopo il trattamento. La revisione sistematica di Carnes e colleghi sugli effetti avversi delle terapie manuali ha trovato che circa metà delle persone riferisce un effetto lieve o moderato, come indolenzimento o rigidità, di solito passeggero.

Va invece riferito al terapista prima della seduta successiva un dolore che dura più di due o tre giorni o che ti impedisce le attività di prima. Ne parliamo in più dolore dopo la fisioterapia: è normale?.

Si può fare fisioterapia senza dolore?

In gran parte sì. Molti percorsi efficaci si basano soprattutto su esercizi dosati, educazione e ritorno graduale alle attività, con tecniche manuali delicate o anche senza. Se hai un dolore molto sensibile, per esempio un dolore che dura da mesi, spesso conviene partire con tecniche leggere ed esercizi facili e aumentare poco alla volta.

Se hai paura del dolore, dillo all'inizio: è un'informazione clinica utile, non un capriccio. Se senti che il trattamento passivo non ti serve o non ti piace, puoi chiedere un percorso più basato sul movimento: vedi fisioterapia solo con esercizi.

Quando farsi vedere subito

  • Durante o dopo un trattamento al collo: capogiri, visione doppia, difficoltà a parlare o a deglutire, mal di testa improvviso e violento: chiama il 112.
  • Formicolio o debolezza nuovi a braccia o gambe dopo la seduta.
  • Dolore che aumenta molto nei giorni seguenti, con gonfiore, ematoma esteso o difficoltà a muovere la parte.
  • Polpaccio caldo, gonfio e dolente: possibile trombosi.

Il parere del team Fisiosalaria

Vediamo spesso persone convinte che una seduta «vera» debba farle soffrire, magari perché hanno avuto esperienze così in passato. Il nostro punto di vista è che il dolore va dosato, non cercato: un fastidio sopportabile può far parte di una tecnica, ma l'obiettivo è che tu esca muovendoti meglio, non stremato. L'errore più comune è non parlare: stringere i denti toglie al terapista l'informazione più importante.

L'ortopedico inquadra il problema, il fisioterapista dosa esercizi e tecniche, l'osteopata lavora sulla mobilità con gradualità. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Se dico che fa male, il trattamento funziona meno?

No. Ridurre la pressione a un livello sopportabile permette ai muscoli di rilassarsi e spesso rende la tecnica più utile, non meno.

I punti trigger devono fare male per sciogliersi?

La pressione su un punto dolente è spesso fastidiosa, ma non serve arrivare a un dolore forte. Un fastidio che cala dopo pochi secondi è il segnale cercato.

Posso chiedere di non fare una tecnica?

Sì. Puoi rifiutare o interrompere qualsiasi tecnica in ogni momento e chiedere un'alternativa.

È normale avere un livido dopo la fisioterapia?

Un piccolo livido può capitare dopo pressioni profonde, soprattutto se prendi farmaci che fluidificano il sangue. Lividi estesi o frequenti vanno segnalati.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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