Dopo la riabilitazione il dolore è tornato: perché ricado?
In breve. Il dolore che torna dopo la riabilitazione è frequente e quasi sempre non significa che il danno si è riformato. Nel mal di schiena, uno studio su persone seguite dall'inizio ha trovato una ricaduta nel 33% dei casi entro un anno, e chi ha già avuto episodi è più a rischio. Le cause più comuni sono aver smesso gli esercizi, essere tornati troppo in fretta ai carichi di prima e periodi di stress o poco sonno. L'arma più efficace per prevenire le ricadute è l'esercizio continuato nel tempo: una grande revisione ha trovato che esercizio ed educazione riducono di circa il 45% il rischio di un nuovo episodio di mal di schiena.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
Una ricaduta(o recidiva) è il ritorno di un dolore dopo un periodo in cui era migliorato o sparito. Può essere un mal di schiena che si ripresenta dopo mesi, una tendinite che torna quando riprendi a correre, una spalla che ricomincia a farsi sentire in palestra.
È un'esperienza frustrante: hai fatto le sedute, hai fatto gli esercizi, e ti sembra di essere tornato al punto di partenza. Quasi mai è così. Capire perché succede aiuta a reagire nel modo giusto e a ridurre il rischio che si ripeta.
Il dolore è tornato dopo la fisioterapia: vuol dire che non è servita?
No: una ricaduta non cancella il lavoro fatto. Il dolore muscolo-scheletrico ha spesso un andamento a ondate, con periodi buoni e periodi peggiori. Una riacutizzazione, cioè un peggioramento temporaneo, di solito dura giorni o poche settimane e non indica che i tessuti si siano rovinati di nuovo.
Spesso, poi, chi ha già fatto un percorso riparte più in fretta: sa cosa fare, conosce gli esercizi, ha meno paura. Se invece durante la terapia non c'erano stati progressi, il discorso è diverso: ne parliamo in Faccio fisioterapia da settimane ma non migliora: cosa cambiare?
Perché il mal di schiena torna?
Perché il mal di schiena è, per sua natura, un problema che tende a ripresentarsi. Una revisione sistematica pubblicata nel 2017 sul Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy ha analizzato gli studi sulle ricadute:
- l'unico studio che seguiva le persone dall'inizio del primo episodio ha trovato una ricaduta nel 33% dei casi entro un anno;
- il fattore che prevedeva le ricadute in modo più costante era aver già avuto episodi precedenti;
- gli autori sottolineano che gli studi sono pochi e di qualità limitata, quindi le stime sono approssimative.
In pratica: una ricaduta è comune e non è un segnale di gravità. Se il mal di schiena si ripresenta spesso da anni, leggi Mal di schiena cronico: cosa fare?
Quali sono le cause più comuni delle ricadute?
- Aver smesso gli esercizi appena il dolore è passato: forza e resistenza guadagnate si perdono in poche settimane.
- Ritorno troppo rapido ai carichi: riprendere da subito la corsa di 10 km, il calcetto o il trasloco come se nulla fosse.
- Un picco di carico improvviso: una giornata di giardinaggio, un viaggio lungo in auto, un nuovo allenamento.
- Stress, poco sonno, stanchezza: abbassano la soglia del dolore e rendono il corpo più sensibile.
- Percorso solo passivo: se la cura è stata basata solo su terapie fisiche o manuali, senza un programma di esercizi, mancano le basi per reggere i carichi.
- Paura del movimento: evitare tutto ciò che fa male rende il corpo meno preparato; vedi Ho paura di muovermi: come superarla?
Perché la tendinite torna?
Perché il tendine si adatta lentamente ai carichi, più lentamente dei muscoli. Quando il dolore cala, il tendine non è ancora pronto a sopportare tutto: se il carico sale troppo in fretta, il dolore torna.
Le tendinopatie, come quella d'Achille, rotulea o della spalla, rispondono soprattutto a un carico progressivo, mantenuto per mesi. Interrompere il programma a metà è una delle cause più frequenti di recidiva. Un esempio concreto è in Fascite plantare che ritorna: c'entra il piede piatto?, mentre per i muscoli vedi Bicipite femorale: come prevenire una nuova lesione?
Come evitare le ricadute?
Continuando a fare esercizio anche quando stai bene. Una revisione sistematica pubblicata nel 2016 su JAMA Internal Medicine ha confrontato gli interventi per prevenire il mal di schiena:
- esercizio più educazione: rischio di un nuovo episodio ridotto di circa il 45% (prove di qualità moderata);
- solo esercizio: rischio ridotto di circa il 35% (prove di qualità più bassa);
- solo informazione, fasce lombari, plantari: nessun effetto protettivo dimostrato.
Anche una revisione Cochrane del 2010 ha concluso che un programma di esercizi dopo la fine della terapia aiuta a ridurre le ricadute di mal di schiena. Nella pratica:
- Tieni 2-3 esercizi chiave del tuo programma, anche 15-20 minuti due o tre volte a settimana.
- Aumenta i carichi gradualmente: nuove attività un passo alla volta.
- Resta attivo: cammino, bici, nuoto, palestra, ciò che ti piace e riesci a mantenere.
- Prepara un piano per i giorni no: cosa ridurre, quali esercizi leggeri fare, quando chiedere aiuto.
Il perché è spiegato bene in Esercizi a casa dopo la fisioterapia: perché sono così importanti?
Cosa faccio se il dolore ritorna?
- Non fermarti del tutto: riduci per qualche giorno l'attività che lo ha scatenato, ma continua a muoverti.
- Riprendi gli esercizi in versione più leggera.
- Calore o freddo secondo quello che ti dà sollievo; antidolorifici solo su indicazione del medico.
- Dai tempo: molte riacutizzazioni migliorano in pochi giorni o qualche settimana.
- Chiedi una rivalutazione se il dolore è diverso dal solito, non migliora in 2-3 settimane o si ripete spesso.
Quando farsi vedere subito
- Dolore diverso dal solito, molto più forte, o comparso dopo un trauma importante.
- Debolezza progressiva di una gamba o di un braccio, formicolii che si estendono.
- Disturbi di vescica o intestino o perdita di sensibilità nella zona genitale: pronto soccorso.
- Febbre, calo di peso senza motivo, dolore notturno costante che non cambia con le posizioni.
- Dopo un intervento: rossore, calore, gonfiore della cicatrice o polpaccio caldo e gonfio.
Il parere del team Fisiosalaria
La situazione che vediamo più spesso è questa: il dolore passa, si interrompono gli esercizi, si riprende tutto di colpo, e qualche mese dopo il dolore torna. Non è sfortuna e quasi mai è un danno nuovo: è il corpo che non era ancora pronto a quel carico. L'errore più comune è vivere la ricaduta come un fallimento e cercare ogni volta una terapia diversa, invece di costruire una base di forza e movimento da mantenere.
L'ortopedico esclude le cause che richiedono altri accertamenti, il fisioterapista imposta un programma che si possa portare avanti da soli, l'osteopata aiuta a ritrovare mobilità. Se le ricadute sono frequenti, una valutazione aiuta a capire che cosa le scatena e come ripartire. Per sapere quando chiudere un percorso, vedi Quando posso smettere la fisioterapia?
Domande frequenti
Una ricaduta significa che il problema è peggiorato?
Di solito no. La maggior parte delle ricadute è una riacutizzazione temporanea, non un nuovo danno.
Devo rifare tutto il ciclo di fisioterapia?
Non sempre. Spesso bastano poche sedute per rivedere il programma e riprendere gli esercizi.
Le fasce lombari prevengono le ricadute?
Secondo gli studi no: fasce e plantari non hanno mostrato di prevenire nuovi episodi di mal di schiena.
Per quanto tempo devo continuare gli esercizi?
Idealmente sempre, come abitudine: bastano poche sedute brevi a settimana per mantenere i risultati.
Fonti
- Da Silva T. et al., Risk of recurrence of low back pain: a systematic review, JOSPT, 2017
- Steffens D. et al., Prevention of low back pain: a systematic review and meta-analysis, JAMA Internal Medicine, 2016
- Choi B.K. et al., Exercises for prevention of recurrences of low-back pain, Cochrane Database of Systematic Reviews, 2010
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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