Dopo l'operazione al ginocchio mi fa male il polpaccio: è normale?

Il verdetto: Spesso sì, ma con dei limiti. Un fastidio che migliora nei giorni è comune; un dolore che aumenta con gonfiore e calore va controllato subito.

In breve. Dopo un'operazione al ginocchio un po' di dolore al polpaccio è frequente: il gonfiore scende verso il basso, i lividi si spostano, si cammina in modo diverso e i muscoli lavorano male. Questo dolore tende a migliorare giorno dopo giorno con movimento, gamba sollevata ed esercizi. Il campanello d'allarme è un dolore che aumenta, un gonfiore nuovo o crescente di polpaccio o caviglia, calore e arrossamento: possono indicare una trombosi e vanno segnalati subito al chirurgo. Fiato corto o dolore al petto: si chiama il 112.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

Dopo un intervento al ginocchio, come una protesi(la sostituzione dell'articolazione con componenti artificiali) o un' artroscopia(l'intervento eseguito con una piccola telecamera attraverso piccoli fori), è frequente sentire fastidio anche lontano dalla cicatrice. Il polpaccio è uno dei punti in cui lo si avverte più spesso: si trova appena sotto il ginocchio, raccoglie il gonfiore che scende verso il basso e lavora in modo diverso mentre si cammina con le stampelle.

La maggior parte di questi dolori fa parte del recupero. C'è però una complicanza da non perdere: la trombosi delle vene profonde, cioè un coagulo in una vena della gamba. Saper distinguere i due quadri è la cosa più utile da imparare nelle prime settimane.

Ho dolore al polpaccio dopo la protesi di ginocchio: è normale?

Spesso sì, entro certi limiti. Le cause più comuni di un dolore al polpaccio «normale» dopo l'intervento sono:

  • gonfiore che dal ginocchio scende verso polpaccio, caviglia e piede, soprattutto se si sta molto in piedi o seduti con la gamba giù;
  • lividi che si spostano verso il basso nei giorni successivi all'intervento;
  • rigidità e affaticamento muscolare: si cammina in modo diverso, con le stampelle, spesso zoppicando, e il polpaccio lavora poco o male;
  • esercizi nuovi della fisioterapia, che nelle prime settimane possono lasciare indolenzimento.

Il dolore «da recupero» tende a migliorare con il passare dei giorni, a ridursi con gamba sollevata e movimento, e a interessare in modo simile tutta la zona operata. Approfondisci in gonfiore dopo la protesi di ginocchio e in dolore dopo la protesi di ginocchio.

Il polpaccio è gonfio e duro dopo l'operazione: cosa può essere?

Un polpaccio un po' gonfio e teso nelle prime settimane è frequente, perché i liquidi dell'infiammazione scendono verso il basso. Diventa un campanello d'allarme quando il gonfiore è nuovo o in aumento, il polpaccio è dolente al tatto, caldo o arrossato, e il dolore peggiora invece di migliorare.

AAOS OrthoInfo, la società americana dei chirurghi ortopedici, indica proprio questi segni come sospetti per una trombosi dopo la protesi: dolore crescente al polpaccio, dolorabilità o arrossamento sopra o sotto il ginocchio, gonfiore nuovo o in aumento di polpaccio, caviglia o piede. In questi casi il chirurgo va avvisato subito.

Un'altra possibilità, meno urgente, è una cisti di Baker, una raccolta di liquido dietro il ginocchio che può dare tensione verso il polpaccio: ne parliamo in cisti di Baker. Anche qui, però, la distinzione da una trombosi la fa il medico, spesso con un'ecografia.

Dopo un intervento al ginocchio il rischio di trombosi è alto?

Dipende dal tipo di intervento. AAOS OrthoInfo descrive i coaguli nelle vene della gamba come una delle complicanze più comuni dopo la protesi di ginocchio. Per questo, dopo una protesi, la prevenzione è la regola.

Le linee guida inglesi NICE prevedono, dopo una protesi di ginocchio programmata, una prevenzione con farmaci per circa 14 giorni nelle persone in cui il rischio di trombosi supera quello di sanguinamento, talvolta insieme a calze antitrombo fino alla dimissione. Il farmaco e la durata li decide il medico.

E dopo un'artroscopia?

Per l'artroscopia di ginocchio, ad esempio per il menisco, il rischio è più basso. Secondo NICE la prevenzione con farmaci di solito non serve se l'anestesia dura meno di 90 minuti e la persona ha un rischio basso; si considera invece se l'intervento è più lungo o ci sono fattori di rischio. Basso non vuol dire zero: anche dopo un'artroscopia, o dopo la ricostruzione del crociato, i segni di trombosi vanno presi sul serio. Vedi anche problemi dopo l'intervento al crociato.

Come capisco se è una trombosi o un dolore muscolare?

Con certezza solo con la visita e, se serve, l' ecografia delle vene. Alcuni indizi però orientano.

Fa pensare a un dolore del recupero

  • dolore e gonfiore stabili o in miglioramento giorno dopo giorno;
  • fastidio che cala sollevando la gamba e camminando un po';
  • indolenzimento dopo gli esercizi, che passa nelle ore successive.

Fa pensare a una trombosi

  • dolore al polpaccio che aumenta invece di diminuire;
  • gonfiore nuovo o che cresce, su polpaccio, caviglia o piede;
  • polpaccio caldo, arrossato o più scuro, dolente quando lo premi;
  • vene della gamba più evidenti.

L'NHS e Mayo Clinic ricordano che la trombosi può anche dare pochi sintomi: per questo, nel dubbio, si chiama il chirurgo o il medico invece di aspettare.

Devo portare le calze dopo l'intervento al ginocchio?

Dipende dalle indicazioni del tuo chirurgo, che variano da caso a caso. Le calze a compressione(calze elastiche che stringono la gamba in modo graduale) aiutano la circolazione e riducono il gonfiore. AAOS OrthoInfo le cita tra le misure usate insieme a stivali a compressione e farmaci; l'NHS, nelle indicazioni per il recupero dopo la protesi, ne consiglia l'uso per diverse settimane, mentre le linee guida NICE le associano ad alcune forme di prevenzione fino alla dimissione.

La regola pratica è: segui le istruzioni scritte che ricevi alla dimissione, sia per le calze sia per i farmaci, senza sospenderli di tua iniziativa. Le calze devono essere della misura giusta e non devono fare pieghe o segni. Per un approfondimento generale vedi calze a compressione: servono davvero?

Cosa posso fare per aiutare il polpaccio a recuperare?

  • Muovi piedi e caviglie spesso: AAOS sottolinea che i movimenti di piede e caviglia subito dopo l'intervento aiutano il sangue a scorrere nei muscoli della gamba. Porta le punte su e giù 10-15 volte, più volte al giorno.
  • Cammina come indicato dal fisioterapista, con brevi tratti frequenti invece di poche camminate lunghe.
  • Gamba sollevata quando sei seduto o sdraiato, per ridurre il gonfiore. L'NHS consiglia di evitare di stare a lungo in piedi nelle prime settimane e di non mettere un cuscino sotto il ginocchio.
  • Esercizi del programma di riabilitazione: rinforzano il polpaccio e la coscia e aiutano anche il ritorno del sangue.

Per i tempi generali del recupero vedi tempi di recupero dopo la protesi di ginocchio.

Quando farsi vedere subito

  • Fiato corto improvviso, dolore al petto, soprattutto se peggiora respirando o tossendo: può essere un'embolia polmonare. Chiama il 112.
  • Dolore al polpaccio in aumento, gonfiore nuovo o crescente, polpaccio caldo o arrossato: avvisa subito il chirurgo o il medico.
  • Febbre che persiste, brividi, ferita sempre più arrossata, calda o gonfia, secrezioni dalla ferita, dolore al ginocchio che aumenta sia in movimento sia a riposo: possibili segni di infezione, da segnalare subito al chirurgo.
  • Formicolio, intorpidimento o debolezza del piede che compaiono o peggiorano.

In attesa della visita, non massaggiare il polpaccio e non fare stretching forzati.

Il parere del team Fisiosalaria

Durante la riabilitazione dopo un intervento al ginocchio il polpaccio dolente è una domanda che riceviamo spesso. Nella maggior parte dei casi è legato a gonfiore, lividi e al cammino ancora zoppicante, e migliora con movimento, gamba sollevata ed esercizi. L'errore più pericoloso è il contrario: aspettare la seduta successiva con un polpaccio che peggiora, caldo e gonfio, pensando a una contrattura.

Per questo il fisioterapista, quando nota segni sospetti, invia il paziente al medico prima di proseguire, e l'ortopedico valuta se servono accertamenti. Se il recupero procede ma il polpaccio resta rigido o debole dopo le prime settimane, una valutazione aiuta a capire su cosa lavorare.

Domande frequenti

Per quanto tempo c'è rischio di trombosi dopo una protesi di ginocchio?

Il rischio è più alto nelle prime settimane, quando ci si muove meno. Per questo la prevenzione viene di solito proseguita anche a casa, per il tempo indicato dal medico.

Il livido che scende verso la caviglia è normale?

Lividi che si spostano verso il basso nei giorni dopo l'intervento sono comuni. Se però compaiono gonfiore crescente, calore o dolore che aumenta, avvisa il chirurgo.

Posso massaggiare il polpaccio dopo l'operazione?

Meglio di no finché una trombosi non è stata esclusa, se il polpaccio è gonfio o dolente. Il drenaggio o il massaggio vanno concordati con il medico e il fisioterapista.

Le calze antitrombo si possono togliere di notte?

Dipende dalle indicazioni ricevute: alcune persone le portano sempre, togliendole solo per lavarsi. Chiedi al chirurgo e segui le istruzioni scritte.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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