Ho un osso sporgente all'interno del piede che fa male: è lo scafoide accessorio?

Il verdetto: Spesso sì, ma va confermato. Un bozzo osseo doloroso all'interno del piede, soprattutto in un ragazzo, è molto spesso uno scafoide accessorio; la radiografia lo conferma e distingue da altre cause.

In breve. Lo scafoide accessorio è un piccolo osso in più, presente dalla nascita, vicino allo scafoide sul lato interno del piede. Ce l'ha circa una persona su dieci e quasi sempre non dà fastidio. Può diventare doloroso, di solito nell'adolescenza o dopo una distorsione, perché sfrega nelle scarpe o irrita il tendine tibiale posteriore che si attacca lì. Si cura quasi sempre senza operazione: scarpe adatte, riposo dalle attività che fanno male, plantari ed esercizi. L'intervento si considera solo se il dolore resta dopo molti mesi di cure ben fatte.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

Lo scafoide del piede, detto anche navicolare, è un osso a forma di barchetta che si trova sul lato interno, nel punto più alto dell'arco plantare, davanti alla caviglia. Su di lui si attacca il tendine tibiale posteriore, il principale «tirante» che sostiene l'arco del piede.

In alcune persone, accanto allo scafoide, c'è un piccolo osso in più: lo scafoide accessorio, chiamato anche os tibiale esterno o os naviculare. Non è una malattia, ma una variante della forma del piede. Diventa un problema solo quando fa male; in quel caso si parla di sindrome dello scafoide accessorio.

Ho un osso sporgente all'interno del piede: cosa può essere?

Le cause più comuni di un bozzo osseo sul lato interno del piede sono poche, e si distinguono soprattutto in base alla posizione.

  • Scafoide accessorio o scafoide prominente: il bozzo è sull'arco, un paio di dita davanti e sotto il malleolo interno.
  • Alluce valgo: la sporgenza è più avanti, alla base dell'alluce. Vedi Alluce valgo che peggiora: cosa fare?
  • Malleolo interno: è l'osso della caviglia, normale, che a volte si nota di più se la caviglia è gonfia.
  • Artrosi o bozzi sul dorso del piede: si trovano più in alto, sul collo del piede. Ne parliamo in Ho un bozzo sul dorso del piede che fa male con le scarpe.

Una semplice radiografia del piede di solito basta a capire se c'è un osso accessorio e di che tipo è.

Cos'è lo scafoide accessorio e quanto è comune?

È un osso in più, presente dalla nascita, che si trova in circa il 10-15% delle persone, spesso in entrambi i piedi.

Secondo l'ospedale pediatrico di Toronto (SickKids), circa metà di chi ce l'ha lo ha su tutti e due i lati. Può essere ereditario, quindi capita di trovarlo in genitori e figli. Ne esistono tre tipi, che differiscono per grandezza e per come sono uniti allo scafoide: da un piccolo sassolino dentro il tendine fino a un osso più grande collegato allo scafoide da un tessuto fibroso.

La maggior parte delle persone non saprà mai di averlo. Si scopre per caso in una radiografia, oppure quando comincia a fare male.

Perché fa male, e perché spesso nei ragazzi?

Fa male soprattutto nell'adolescenza, quando le ossa crescono e si induriscono, e dopo traumi o sovraccarichi.

  • Sfregamento nelle scarpe: scarpe strette, scarponi da sci, pattini o scarpe da calcio premono sul bozzo, che diventa rosso e dolente.
  • Trazione del tendine tibiale posteriore: il tendine si attacca in parte all'osso accessorio; quando lavora molto, nel salto o nella corsa, tira sul collegamento fibroso e lo irrita.
  • Distorsione della caviglia: può «smuovere» il collegamento tra osso accessorio e scafoide e far partire il dolore.
  • Piede piatto: se l'arco cede, il tendine lavora di più e il bozzo sporge di più. Vedi piede piatto nel bambino.

La buona notizia, riportata anche dalle fonti pediatriche, è che i sintomi non tendono a peggiorare con l'età e spesso si attenuano quando la crescita è finita.

Come si capisce se il dolore viene proprio da lì?

Si capisce con la visita e una radiografia; altri esami servono raramente.

  • Il dolore è proprio sul bozzo, che può essere arrossato o gonfio.
  • Fa male stare a lungo in piedi, camminare o correre, e le scarpe strette danno fastidio.
  • Se è coinvolto il tendine, girare il piede verso l'interno contro resistenza o salire sulle punte di un solo piede può essere doloroso o difficile.

Negli adulti un dolore simile, con il piede che si appiattisce progressivamente, può dipendere da una sofferenza del tendine tibiale posteriore anche senza osso accessorio: ne parliamo in Dolore all'interno della caviglia e piede che si appiattisce.

Come si cura senza operazione?

Nella grande maggioranza dei casi bastano le cure conservative, cioè senza intervento.

  • Scarpe più larghe e morbide nel punto del bozzo, oppure un cuscinetto ad anello che scarichi la pressione.
  • Pausa relativa dalle attività che scatenano il dolore, senza fermarsi del tutto: si può continuare con quello che non fa male.
  • Plantari che sostengono l'arco, utili soprattutto se il piede è piatto.
  • Esercizi: allungamento del polpaccio, rinforzo del tibiale posteriore e dei muscoli del piede, stabilità della caviglia.
  • Ghiaccio dopo l'attività e, se serve, antinfiammatori su indicazione del medico.
  • Se il dolore resta forte, il medico può proporre per alcune settimane uno stivaletto o un gesso per far riposare il tendine.

Quando si opera l'osso accessorio del piede?

Si valuta l'intervento solo se il dolore persiste dopo un periodo lungo di cure ben fatte; secondo SickKids, più di sei mesi.

L'operazione più comune consiste nel togliere l'osso accessorio e, se serve, riattaccare o sistemare il tendine tibiale posteriore. La decisione dipende da diversi fattori, che conviene discutere con l'ortopedico:

  • quanto il dolore limita la vita quotidiana e lo sport;
  • il tipo e la grandezza dell'osso accessorio;
  • lo stato del tendine e la forma del piede;
  • l'età e la fase di crescita.

Dopo l'intervento di solito si resta senza carico, con gesso o tutore, per alcune settimane, poi si fa riabilitazione per recuperare forza e cammino. I tempi precisi li indica il chirurgo.

Quando farsi vedere subito

  • Il bozzo è molto rosso, caldo e gonfio, magari con febbre: va escluso un problema infettivo.
  • Dopo un trauma il ragazzo non riesce ad appoggiare il piede.
  • Il piede si appiattisce rapidamente e non si riesce più a salire sulle punte con un solo piede.
  • Dolore che sveglia di notte e non dipende dai movimenti.

Il parere del team Fisiosalaria

Spesso arrivano ragazzi sportivi, calcio, danza, basket, con un bozzo dolente che i genitori scambiano per una «botta che non passa». L'errore più comune è fermare tutto per mesi oppure, al contrario, continuare a giocare con scarpe strette che premono proprio lì. L'ortopedico conferma il tipo di osso accessorio e valuta se serve altro; il fisioterapista lavora su forza del piede e del polpaccio e su un ritorno allo sport graduale; l'osteopata può aiutare sulla mobilità di caviglia e piede.

Quello che conta davvero è scaricare il punto che sfrega e dare forza al tendine che lavora. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Lo scafoide accessorio va sempre tolto?

No. Quasi sempre non dà sintomi o migliora con cure conservative. L'intervento è riservato ai casi con dolore che persiste da molti mesi nonostante le cure.

Mio figlio può continuare a fare sport?

Di solito sì, adattando carichi e scarpe e mettendo in pausa solo i gesti che fanno più male. Il ritorno pieno è graduale, guidato dal dolore.

L'osso accessorio sparisce con la crescita?

L'osso resta, ma i sintomi spesso si attenuano quando la crescita è terminata.

Os tibiale esterno e scafoide accessorio sono la stessa cosa?

Sì, sono nomi diversi per lo stesso osso in più vicino allo scafoide; il nome cambia a seconda del tipo.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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