L’osteopata è un professionista sanitario in Italia?

Il verdetto: Sì, dal 2018. La legge 3/2018 ha riconosciuto l’osteopata come professione sanitaria. Il profilo è stato definito nel 2021, la laurea nel 2023 e nel 2026 è partito il passaggio agli Ordini per chi già esercita.

In breve. Sì. In Italia l’osteopata è una professione sanitaria riconosciuta dalla legge 11 gennaio 2018, n. 3. Il suo profilo è stato definito con il DPR 7 luglio 2021, n. 131, e un decreto del 2023 ha istituito la laurea triennale in Osteopatia. L’osteopata lavora con tecniche solo manuali, non invasive ed esterne, si occupa di prevenzione e mantenimento della salute e non fa diagnosi mediche. Nel 2026 sono stati fissati i criteri per riconoscere i titoli di chi già esercita, con elenchi speciali presso gli Ordini: un percorso di transizione che durerà alcuni anni.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 01.11.2026.

Una professione sanitaria è un’attività regolata dallo Stato: ha un profilo che dice cosa può fare, un percorso di studi universitario, un esame di abilitazione e un Ordine a cui iscriversi. Medici, infermieri e fisioterapisti sono professioni sanitarie.

Per molti anni l’osteopatia in Italia è stata in una zona grigia: c’erano scuole private e professionisti molto preparati, ma nessuna regola comune su studi e competenze. Dal 2018 le cose sono cambiate, anche se il percorso non è ancora concluso. Ecco a che punto siamo e cosa significa per te che cerchi un osteopata.

Cosa dice la legge 3 del 2018 sull’osteopata?

La legge 11 gennaio 2018, n. 3, all’articolo 7, ha individuato l’osteopata, insieme al chiropratico, come professione sanitaria. È la stessa legge che ha riordinato gli Ordini delle professioni sanitarie.

La legge però non bastava da sola: rimandava a provvedimenti successivi per definire il profilo professionale, cioè cosa fa l’osteopata, e l’ordinamento didattico, cioè cosa e dove si studia. Questi passaggi hanno richiesto diversi anni.

Cosa può fare e cosa non può fare l’osteopata?

Il profilo, contenuto nel DPR 7 luglio 2021, n. 131, descrive l’osteopata come il professionista che si occupa di prevenzione e mantenimento della salute, trattando le cosiddette disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie dell’apparato muscolo-scheletrico. In altre parole: l’osteopata non cura le malattie, che spettano al medico, ma lavora su dolori e limitazioni di movimento una volta escluse cause mediche.

In pratica, secondo il profilo e il decreto sulla laurea, l’osteopata:

  • fa una valutazione osteopatica con osservazione, palpazione e test;
  • usa tecniche esclusivamente manuali, non invasive ed esterne: niente aghi, farmaci o strumenti invasivi;
  • valuta se il trattamento è indicato o controindicato dopo aver letto i dati clinici;
  • lascia al medico la diagnosi medica;
  • deve rimandarti al medico se i sintomi persistono oltre i tempi attesi o peggiorano;
  • può lavorare in strutture pubbliche o private, come dipendente o libero professionista.

Per approfondire il confine con il medico leggi L’osteopata può fare diagnosi o prescrivere farmaci?

Esiste una laurea in osteopatia in Italia?

Sì. Il decreto interministeriale n. 1563 del 1 dicembre 2023, firmato dal Ministero dell’Università e dal Ministero della Salute, ha definito l’ordinamento del corso di laurea in Osteopatia nella classe L/SNT/4, quella delle professioni sanitarie della prevenzione. È una laurea triennale abilitante: alla fine del percorso si sostiene l’esame che permette di esercitare.

Il decreto ha introdotto un’area di scienze osteopatiche e materie come medicina fisica e riabilitativa e malattie dell’apparato locomotore. I primi corsi universitari sono partiti negli anni successivi. Su come si diventa osteopata oggi trovi tutto in Come si diventa osteopata e che studi servono?

E chi era già osteopata prima della laurea?

Per chi si è formato nelle scuole private prima della laurea è previsto un percorso di transizione. Dopo un’intesa in Conferenza Stato-Regioni del dicembre 2025, un decreto del Presidente del Consiglio del 25 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a maggio 2026, ha fissato i criteri per riconoscere i titoli pregressi.

  • Sono stati creati elenchi speciali ad esaurimento presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM e PSTRP).
  • Le domande di iscrizione sono partite nel settembre 2026.
  • Per entrare servono un corso di osteopatia di almeno tre anni con un numero minimo di ore di teoria e di tirocinio; in alternativa al tirocinio mancante conta un’esperienza professionale documentata.
  • Chi è iscritto ha sei anni per superare un esame di abilitazione in un’università con il corso di laurea in Osteopatia; dopo l’esame può passare all’albo.

Sono regole nuove e in fase di applicazione: per i dettagli aggiornati il riferimento è l’Ordine della tua provincia.

Cosa cambia per me che cerco un osteopata?

Cambia soprattutto la possibilità di verificare. Con il passaggio agli Ordini diventerà possibile controllare se un osteopata è iscritto a un elenco o a un albo, come si fa per un fisioterapista o un medico.

  • Chiedi la formazione: dove ha studiato, quanti anni, se è iscritto all’elenco speciale o all’albo.
  • Diffida delle promesse: un professionista sanitario non promette di guarire malattie con le mani.
  • Aspettati domande sulla tua salute: malattie, farmaci, esami. È un segno di serietà.
  • Aspettati un rinvio al medico se qualcosa non torna: è un obbligo del profilo, non una mancanza.

Trovi altri criteri pratici in Come scelgo un buon osteopata?

Come funziona all’estero?

Ogni Paese ha regole diverse. Nel Regno Unito il titolo di osteopata è protetto per legge: per usarlo bisogna essere iscritti al General Osteopathic Council dopo un corso riconosciuto, e farlo senza iscrizione è un reato. Negli Stati Uniti gli osteopati (DO) sono medici a tutti gli effetti, con la stessa abilitazione dei medici. In Italia l’osteopata non è un medico: è una professione sanitaria distinta, come il fisioterapista.

Quando farsi vedere subito dal medico

Il riconoscimento non cambia una regola di base: alcuni sintomi vanno valutati dal medico prima di qualsiasi trattamento manuale.

  • Debolezza che peggiora, formicolii che si estendono, difficoltà a camminare.
  • Disturbi di vescica o intestino o perdita di sensibilità nella zona genitale.
  • Febbre, calo di peso senza motivo, dolore notturno costante.
  • Dolore dopo un trauma o una caduta.

Il parere del team Fisiosalaria

Il riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria è una buona notizia per i pazienti: porta regole chiare su formazione, competenze e responsabilità, e rende più facile lavorare in squadra con medici e fisioterapisti. Vediamo spesso persone confuse da titoli diversi e da promesse troppo ampie: oggi ci sono strumenti migliori per orientarsi.

Nel nostro team gli osteopati lavorano accanto a ortopedici e fisioterapisti, ciascuno nel proprio ruolo. Se hai un dolore e non sai a chi rivolgerti, leggi Fisioterapista o osteopata?: una prima valutazione aiuta a capire quale strada ha più senso.

Domande frequenti

L’osteopata è un medico?

In Italia no: è una professione sanitaria distinta, come il fisioterapista. Negli Stati Uniti invece gli osteopati sono medici.

Da quando l’osteopata è professione sanitaria?

Dalla legge 11 gennaio 2018, n. 3. Il profilo è del 2021, la laurea del 2023, gli elenchi speciali presso gli Ordini del 2026.

Esiste un albo degli osteopati?

È in costruzione presso gli Ordini TSRM e PSTRP: chi già esercita entra prima in elenchi speciali ad esaurimento e poi, superato l’esame, nell’albo.

L’osteopatia è passata dal Servizio sanitario nazionale?

Il riconoscimento come professione sanitaria non significa che le sedute siano rimborsate dal Servizio sanitario: per ora l’attività è soprattutto privata.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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