Sono infermiera e mi fa male la schiena a fine turno: come proteggerla?
In breve. Il mal di schiena a fine turno è molto comune tra infermieri e OSS, soprattutto per la movimentazione dei pazienti: spostamenti nel letto, trasferimenti letto-carrozzina, posizioni piegate durante l'assistenza. La protezione più efficace non è solo «piegare le gambe»: è usare sollevatori, teli ad alto scorrimento e lavorare in due quando il peso è elevato. L'agenzia americana per la sicurezza sul lavoro (NIOSH) raccomanda di non sollevare a mano più di circa 16 kg del peso di una persona. Fuori dal turno, l'esercizio regolare è ciò che riduce di più il rischio di nuovi episodi. Se il dolore scende nella gamba o non passa, fatti valutare.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
La lombalgia degli operatori sanitari è il dolore alla schiena bassa legato al lavoro di assistenza: infermieri, OSS, fisioterapisti, ausiliari. Le cause principali sono la movimentazione dei pazienti, le posture piegate e i turni lunghi, spesso di notte.
Chi assiste gli altri tende a mettere la propria schiena all'ultimo posto. Eppure è uno strumento di lavoro: proteggerla significa poter continuare a fare bene il proprio mestiere per anni.
Perché tanti infermieri e OSS hanno mal di schiena?
Perché spostare una persona è molto diverso dal sollevare una scatola. Il peso è alto, non si può avvicinare bene, si muove, e spesso bisogna fare in fretta.
Negli Stati Uniti, secondo i dati presentati dal NIOSH, gli operatori sanitari hanno tassi di disturbi muscolo-scheletrici più alti di settori come l'edilizia, e gli assistenti di reparto sono tra le categorie di lavoratrici con più mal di schiena legato al lavoro. Le situazioni più a rischio sono:
- riposizionare il paziente nel letto, tirandolo verso la testata;
- trasferimenti letto-carrozzina, carrozzina-wc;
- igiene e medicazioni piegati sul letto troppo basso;
- sostenere una persona che sta per cadere;
- turni lunghi e notturni, con poco recupero.
Basta imparare a sollevare bene per proteggere la schiena?
No, la sola tecnica non basta. Il NIOSH ha osservato che per anni la formazione si è basata su tecniche di sollevamento manuale che non tengono conto dei limiti reali del corpo, e raccomanda di ridurre al minimo il sollevamento manuale dei pazienti.
La soglia indicata dal NIOSH è di non sollevare a mano, in verticale, più di 35 libbre, circa 16 kg del peso di una persona. Oltre quel limite servono ausili. Gli studi sui programmi di movimentazione sicura con sollevatori, formazione e regole chiare hanno mostrato riduzioni degli infortuni da trasferimento di circa il 60%.
Anche il dato sul lungo periodo è interessante: uno studio sulle strutture per anziani ha visto che chi usava spesso i sollevatori aveva meno mal di schiena a distanza di anni, e che l'esercizio aerobico intenso e regolare era protettivo.
Come posso movimentare i pazienti senza farmi male?
Usando gli ausili, lavorando in coppia e preparando l'ambiente prima di muovere la persona.
- Sollevatore per i pazienti non collaboranti o pesanti: anche se richiede due minuti in più.
- Teli ad alto scorrimento per riposizionare nel letto: si fa scivolare, non si solleva.
- Alza il letto all'altezza dei fianchi prima di igiene e medicazioni.
- Avvicinati: piedi larghi, un ginocchio sul letto se serve, il paziente vicino al tuo corpo.
- Coinvolgi la persona: chiedi di aiutare con le gambe o le braccia, anche poco.
- Coordinati con il collega: conta ad alta voce e muovetevi insieme.
- Gira con i piedi, non con il busto.
Quando un paziente cade, l'istinto è trattenerlo. Spesso è più sicuro accompagnarlo a terra lentamente, proteggendo la testa, che cercare di sostenerne tutto il peso.
Quali esercizi per la schiena sono utili per un'infermiera?
L'esercizio regolare è l'intervento con le prove più solide per prevenire nuovi episodi di mal di schiena. Una revisione su JAMA Internal Medicine ha mostrato che esercizio ed educazione insieme riducono il rischio di un nuovo episodio di circa il 45% nell'anno successivo.
Un programma semplice, da fare due o tre volte a settimana:
- Ponte per i glutei: rinforza la catena posteriore che usi per sollevarti da piegata.
- Squat fino a una sedia: forza delle gambe, per lavorare con le ginocchia piegate senza fatica.
- Bird dog(a carponi, braccio e gamba opposti tesi): controllo del tronco.
- Plank laterale, anche sulle ginocchia: resistenza dei muscoli del fianco.
- Camminata veloce, bici o nuoto: l'attività aerobica aiuta anche a gestire stress e sonno.
A fine turno, qualche minuto di movimento leggero, come camminare o piegarsi all'indietro con le mani sui fianchi, aiuta a sciogliere la rigidità dopo tante ore piegati in avanti. Approfondisci il ruolo degli addominali in Rinforzare gli addominali fa passare il mal di schiena?
I turni di notte e lo stress peggiorano il mal di schiena?
Sì, possono peggiorarlo. Mayo Clinic indica stress, ansia e depressione tra i fattori di rischio del mal di schiena, e lo studio sulle strutture per anziani ha associato al dolore anche lo squilibrio tra lavoro e famiglia e le richieste psicologiche del lavoro.
Il dolore non è «nella testa»: stanchezza e stress abbassano la soglia con cui il corpo segnala il carico. Curare il sonno dopo il turno di notte, ritagliarsi del movimento e chiedere supporto quando serve fa parte della cura della schiena. Ne parliamo in Mal di schiena da stress e ansia.
La fascia lombare protegge durante il turno?
No, non ci sono prove che serva. Le linee guida NICE sconsigliano cinture e corsetti per il mal di schiena e la revisione su JAMA non ha trovato che le fasce prevengano nuovi episodi. È più utile investire in ausili, organizzazione e allenamento.
Quando farsi vedere subito
- Dolore, formicolio o debolezza in una o entrambe le gambe.
- Perdita di sensibilità intorno ai genitali o all'ano, disturbi nell'urinare o nell'evacuare: chiama il 112.
- Dolore improvviso e forte dopo aver sostenuto un paziente che cadeva.
- Febbre, calo di peso senza motivo, dolore notturno costante.
- Dolore che non migliora in qualche settimana.
Il parere del team Fisiosalaria
Infermieri e OSS ci raccontano spesso di aver imparato a «piegare le gambe», ma di non avere il tempo o gli ausili per farlo davvero. È un punto importante: la protezione della schiena è anche una questione di organizzazione, non solo di volontà individuale. L'errore più comune, sul piano personale, è aspettare il blocco per cominciare a fare esercizio.
L'ortopedico esclude le cause che richiedono altri esami, il fisioterapista costruisce un programma compatibile con i turni, l'osteopata lavora sulla mobilità. Se il dolore a fine turno dura da settimane, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
Il mal di schiena da lavoro in reparto è una malattia professionale?
Alcune patologie della colonna legate alla movimentazione dei carichi possono essere riconosciute come di origine lavorativa. Il medico competente e il medico di famiglia sono i riferimenti per valutarlo.
Posso lavorare con il mal di schiena?
Spesso sì, riducendo per qualche giorno i compiti più pesanti. Restare attivi aiuta il recupero; la scelta va fatta con il medico.
Quanto deve durare l'esercizio per proteggere la schiena?
Due o tre sessioni a settimana di 20-30 minuti sono un buon inizio. Conta di più la regolarità che l'intensità.
Meglio stretching o rinforzo?
Il rinforzo, con un po' di mobilità. L'allungamento da solo raramente basta a proteggere la schiena dai carichi.
Fonti
- CDC/NIOSH, Safe Patient Handling Lifting Standards for a Safer American Workforce, audizione, 2010
- Gold e coll., Predictors of low back pain in nursing home workers after implementation of a safe resident handling programme, Occupational and Environmental Medicine, 2017
- Steffens e coll., Prevention of low back pain: a systematic review and meta-analysis, JAMA Internal Medicine, 2016
- NICE, Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59), raccomandazioni, 2016 aggiornate 2020
- Mayo Clinic, Back pain: sintomi e cause, consultato 2026
- NHS, Back pain, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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