Laserterapia: a cosa serve e quante sedute servono?

In breve. La laserterapia usa la luce di un laser per ridurre il dolore e, secondo alcune ipotesi, favorire la riparazione dei tessuti. Ha prove modeste: alcuni studi mostrano una riduzione del dolore nel breve periodo, ad esempio nel dolore al collo e nella fascite plantare, mentre per il mal di schiena le prove sono insufficienti. Non esiste un numero di sedute standard, perché non è stata stabilita una dose ideale. È sicura se usata correttamente, ma non va usata sugli occhi, su tumori o in gravidanza sopra l'addome.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.

La laserterapia è una terapia fisica che usa un fascio di luce concentrata, appoggiato o puntato sulla zona dolente. Nella versione a bassa potenza(oggi detta anche fotobiomodulazione) non scalda in modo percepibile; quella ad alta potenza trasmette più energia e dà una sensazione di calore. L'idea è che la luce stimoli le cellule e riduca l'infiammazione e il dolore.

È una delle terapie più richieste per tendiniti e dolori articolari. Vediamo cosa si può aspettare in modo realistico.

A cosa serve la laserterapia?

Serve soprattutto a ridurre il dolore nel breve periodo, come aiuto dentro un percorso di riabilitazione. Viene usata per:

  • tendinopatie, come quelle di spalla, gomito o tendine d'Achille;
  • fascite plantare;
  • dolore al collo;
  • dolori articolari, ad esempio nell'artrosi.

Non accelera in modo dimostrato la guarigione di fratture o lesioni muscolari, e non sostituisce l'esercizio.

Cosa dicono gli studi sui benefici?

I benefici ci sono, ma sono modesti e variano molto da problema a problema.

  • Dolore al collo: una meta-analisi pubblicata su The Lancet nel 2009 ha trovato una riduzione del dolore rispetto al placebo, sia nel dolore acuto sia in quello cronico.
  • Fascite plantare: la linea guida JOSPT del 2023 consiglia il laser a bassa potenza come parte della riabilitazione, per ridurre il dolore nel breve periodo.
  • Mal di schiena: una revisione Cochrane ha concluso che i dati non bastano né per sostenere né per escludere un effetto. Aggiunto all'esercizio, il laser non ha dato vantaggi chiari.

In sintesi: può aiutare a stare meglio per un periodo, ed è più utile quando questo «spazio» viene usato per muoversi e fare esercizi.

Il laser funziona per la tendinite?

Può ridurre il dolore, ma non cura la tendinopatia da solo. Gli studi sulle tendinopatie danno risultati discordanti, in parte perché usano apparecchi e dosi molto diversi.

Il trattamento che ha le prove migliori per un tendine dolorante resta l' esercizio di carico progressivo, cioè esercizi che rinforzano il tendine in modo graduale. Il laser può accompagnarlo, non sostituirlo. Per la spalla vedi Cosa fa il fisioterapista per la tendinite alla spalla? e per il tallone Tendinopatia dell'Achille.

Il laser ad alta potenza è meglio?

Non ci sono prove solide che il laser ad alta potenza sia superiore a quello a bassa potenza o ad altre terapie. Gli studi sono pochi, piccoli e spesso di qualità limitata.

La potenza più alta permette di raggiungere tessuti più profondi e accorciare la seduta, ma più energia non vuol dire automaticamente più risultato. Dato che scalda, richiede anche più attenzione al rischio di scottature, soprattutto se la sensibilità della pelle è ridotta.

Quante sedute di laser servono?

Non esiste un numero standard. La revisione Cochrane sul mal di schiena non è riuscita a stabilire la dose, la tecnica e la durata ideali, e gli studi usano protocolli molto diversi.

Un criterio pratico: dopo qualche seduta dovresti notare un cambiamento del dolore. Se non succede nulla, insistere a lungo raramente cambia le cose ed è meglio rivedere il piano. Approfondisci in Quante sedute di fisioterapia servono di solito?

Quali sono le controindicazioni del laser?

La laserterapia è in genere ben tollerata, ma le linee guida canadesi sulle terapie fisiche (Houghton e colleghi, 2010) indicano alcune situazioni in cui non va usata:

  • occhi: mai puntare il laser verso gli occhi, e si usano occhiali protettivi;
  • tumori nella zona da trattare;
  • gravidanza, sopra l'addome e la zona lombare;
  • trombosi venosa attiva nella zona;
  • disturbi emorragici.

Serve prudenza con infezioni, pelle sensibile alla luce o farmaci che aumentano la fotosensibilità, zone trattate di recente con radioterapia e parte anteriore del collo. Va sempre segnalato al professionista se si assumono farmaci o si hanno malattie in corso.

Il parere del team Fisiosalaria

Il laser è una terapia sicura che può dare sollievo, ma vediamo spesso aspettative troppo alte: si pensa che «ripari» il tendine da solo. L'errore più comune è fare molte sedute passive e rimandare gli esercizi. Il beneficio più utile è usare la fase in cui il dolore cala per ricominciare a caricare il tessuto.

Conta più la diagnosi giusta della macchina scelta. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

La laserterapia fa male?

No, di solito non fa male. Il laser ad alta potenza può dare una sensazione di calore, che va segnalata se diventa fastidiosa.

Si può fare sopra una protesi o una placca?

Per il laser i metalli impiantati non sono considerati una controindicazione, a differenza di altre terapie che scaldano. La valutazione resta comunque caso per caso.

Il laser si può fare subito dopo un trauma?

Nella fase acuta, nei primi giorni, si preferiscono riposo relativo, ghiaccio e movimento dolce: vedi Ghiaccio o caldo dopo un infortunio.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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