In gravidanza mi fanno male le piante dei piedi: è colpa del peso?

Il verdetto: Solo in parte. Il peso conta, ma in gravidanza cambiano anche legamenti, arco del piede, liquidi e modo di camminare: spesso è la somma di questi fattori a far male.

In breve. Il dolore alla pianta dei piedi in gravidanza è frequente e di solito non è pericoloso. Il peso in più c'entra, ma non è l'unica causa: gli ormoni rendono più elastici i legamenti, l'arco del piede si abbassa, il piede si allunga e si allarga, e i liquidi in eccesso gonfiano caviglie e piedi. Se fa male soprattutto sotto il tallone ai primi passi del mattino, può essere una fascite plantare. Aiutano scarpe ammortizzate con un buon sostegno dell'arco, pause con i piedi in alto, esercizi semplici per piedi e polpacci. Un gonfiore improvviso o un polpaccio gonfio e dolente da un solo lato vanno fatti vedere subito.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

La pianta del piede è sostenuta da un arco fatto di ossa, legamenti e muscoli, tenuto in tensione dalla fascia plantare, una robusta banda di tessuto che va dal tallone alla base delle dita. Funziona come la corda di un arco: a ogni passo si tende e restituisce energia. In gravidanza questo sistema riceve più carico proprio mentre diventa più morbido.

Per questo molte donne notano che le piante dei piedi fanno male a fine giornata, dopo la spesa o dopo molte ore in piedi. Vediamo da cosa dipende, come capire se è una fascite plantare e cosa si può fare in sicurezza.

Perché in gravidanza mi fanno male le piante dei piedi?

Perché cambiano insieme peso, legamenti, liquidi e modo di camminare. Michigan Medicine, il sistema sanitario dell'Università del Michigan, descrive così i cambiamenti più comuni:

  • Ormoni: relaxina e progesterone rendono più lassi i legamenti, anche quelli che sostengono l'arco del piede.
  • Peso in aumento: lo stesso carico grava su strutture più morbide, con più rischio di sovraccarichi di muscoli, tendini e fascia plantare.
  • Piede più largo e più lungo, soprattutto sull'avampiede e sulle dita: le scarpe di sempre diventano strette.
  • Postura e passo: per bilanciare la pancia il peso si sposta indietro, verso i talloni, e il passo diventa più «ondeggiante». È normale, ma cambia il modo in cui il piede lavora.
  • Gonfiore: secondo la stessa fonte fino all'80% delle donne in gravidanza ha un po' di edema, cioè liquido nei tessuti, che si accumula soprattutto in piedi e caviglie.

Il peso, quindi, è un pezzo del puzzle. Una donna che aumenta poco di peso può comunque avere male ai piedi, perché arco e legamenti cambiano lo stesso.

È fascite plantare? Come la riconosco?

La fascite plantare dà un dolore tipico sotto il tallone e lungo l'arco. L'NHS la descrive così:

  • fa più male ai primi passi dopo il sonno o dopo essere stata seduta a lungo;
  • migliora un po' camminando, poi torna dopo molto tempo in piedi;
  • dà fastidio quando la pianta si allunga, per esempio sollevando le dita o salendo le scale.

Altri dolori della pianta hanno caratteristiche diverse. Un bruciore sotto le dita fa pensare a un sovraccarico dell'avampiede, magari per scarpe strette. Un piede gonfio e pesante a fine giornata, che migliora con le gambe in alto, è più legato ai liquidi. Formicolii o perdita di sensibilità vanno segnalati al medico. Sulla fascite trovi una guida completa in fascite plantare e in fascite plantare: camminare e scarpe.

Che scarpe devo mettere in gravidanza?

Scarpe comode, ammortizzate e della misura giusta per il piede di adesso. L'NHS, per la fascite plantare, consiglia tacchi ammortizzati e un buon sostegno dell'arco, ed evitare tacchi alti, scarpe strette e a punta, infradito e ciabatte senza tallone.

  • Riprova la misura: Michigan Medicine suggerisce di non fidarsi del numero abituale. Prova le scarpe in piedi, a fine giornata, e controlla che resti circa un pollice di spazio tra il dito più lungo e la punta.
  • Tomaia morbida e regolabile, con lacci o strappi, per seguire il gonfiore della giornata.
  • Tacco basso ma non piatto del tutto: una suola totalmente piatta e sottile carica di più il tallone.
  • Niente piedi nudi su superfici dure per lunghi tratti, come sconsiglia l'NHS in caso di fascite.

Le pantofole morbide senza sostegno vanno bene per poco, non per passare la giornata in casa.

I plantari in gravidanza servono?

Possono aiutare, ma non sono obbligatori. L'NHS indica plantari o talloniere tra le misure utili per la fascite plantare, e alcuni specialisti li usano in gravidanza per sostenere un arco che si sta abbassando. Spesso un plantare semplice, di quelli già pronti, è sufficiente per provare.

Un plantare su misura ha senso quando il dolore persiste, quando c'è un piede piatto marcato o quando una valutazione mostra un appoggio molto sbilanciato. Tieni presente che il piede cambia ancora durante la gravidanza: un plantare fatto troppo presto potrebbe non andare più bene dopo qualche mese. Ne parliamo anche in piede piatto e plantari nell'adulto.

Cosa posso fare a casa per stare meglio?

Alcuni gesti semplici riducono il carico e il gonfiore:

  • Alterna stare in piedi e stare seduta: l'NHS consiglia di evitare lunghi periodi in piedi.
  • Piedi in alto quando riposi, appoggiati su un cuscino o uno sgabello.
  • Esercizi per caviglie e piedi: l'NHS suggerisce di piegare e stendere il piede su e giù 30 volte e ruotarlo 8 volte per lato, più volte al giorno.
  • Allungamenti dolci di polpaccio e pianta del piede, per esempio tirando le dita verso di te con un asciugamano.
  • Rotolare il piede su una pallina o una bottiglietta d'acqua fresca, con pressione leggera.
  • Movimento a basso impatto, come camminate brevi e nuoto, che l'NHS indica come utile anche per articolazioni e muscoli in gravidanza.
  • Ghiaccio avvolto in un panno, fino a 20 minuti, se il tallone è molto dolente.

Una nota sui farmaci: in gravidanza non sono tutti uguali. L'UKTIS, il servizio britannico di informazione sui farmaci in gravidanza, ricorda che gli antinfiammatori non sono consigliati se non prescritti dal medico, soprattutto dalla 20ª settimana. Qualsiasi antidolorifico va quindi preso solo su indicazione del medico o dell'ostetrica.

Dopo il parto i piedi tornano come prima?

In parte sì, in parte no. Il gonfiore se ne va nelle settimane dopo il parto. L'arco e la lunghezza del piede, invece, possono restare cambiati. Uno studio dell'Università dell'Iowa su 49 donne, misurate a inizio gravidanza e circa cinque mesi dopo il parto, ha trovato un arco più basso e piedi più lunghi di 2-10 millimetri; nel 60-70% dei casi il piede era più lungo e più largo. La prima gravidanza sembra quella che pesa di più.

Per questo alcune donne cambiano numero di scarpe dopo il parto. Se il dolore resta anche dopo, leggi Dopo la gravidanza mi fanno male i piedi e ho cambiato misura: perché?

Quando farsi vedere subito

  • Gonfiore improvviso di viso, mani o piedi, con forte mal di testa, disturbi della vista, dolore sotto le costole o malessere: l'NHS indica di contattare subito medico, ostetrica o reparto di maternità, perché può essere un segno di preeclampsia.
  • Una sola gamba gonfia, con dolore pulsante al polpaccio o alla coscia e pelle arrossata o scura: va esclusa una trombosi delle vene profonde. Con fiato corto o dolore al petto chiama il 112.
  • Piede rosso, caldo, con pus o febbre, anche intorno a un'unghia incarnita.
  • Formicolio o perdita di sensibilità nel piede, o dolore che ti impedisce di camminare.
  • Dolore che peggiora o non migliora dopo un paio di settimane di cure semplici, come indica l'NHS per la fascite plantare.

Il parere del team Fisiosalaria

Molte donne vivono il male alle piante dei piedi come un prezzo inevitabile della gravidanza. Spesso invece basta cambiare scarpe, alternare meglio le ore in piedi e fare pochi esercizi al giorno per stare molto meglio. L'errore più comune è continuare con le scarpe di prima, ormai strette, o passare tutta la giornata in ciabatte.

L'ortopedico distingue una fascite da altri problemi del piede, il fisioterapista imposta esercizi e carichi adatti al trimestre, l'osteopata lavora sulla mobilità di piede e caviglia con tecniche dolci. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

La fascite plantare in gravidanza passa dopo il parto?

Spesso migliora quando calano peso e gonfiore, ma non sempre da sola. Se continua, gli esercizi di allungamento e rinforzo restano la base anche dopo il parto.

Posso camminare se mi fanno male le piante dei piedi?

Sì, camminare resta utile. Conviene fare tratti più brevi, con scarpe ammortizzate, e alternare con pause seduta e attività come il nuoto.

Le calze a compressione aiutano?

Possono ridurre il gonfiore di piedi e caviglie. Chiedi al medico o all'ostetrica quale compressione è adatta a te.

Il dolore ai piedi può fare male al bambino?

No, il dolore alla pianta del piede non è un rischio per il bambino. Vanno però riconosciuti i segnali d'allarme come il gonfiore improvviso o una sola gamba gonfia.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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