Dopo la gravidanza mi fanno male i piedi e calzo un numero in più: è normale?

Il verdetto: Sì, può succedere. In molte donne la gravidanza abbassa l'arco plantare e allunga il piede in modo duraturo; il dolore, invece, non va accettato come normale e di solito si può migliorare.

In breve. Dopo la gravidanza è frequente avere piedi più lunghi e più larghi: in uno studio dell'Università dell'Iowa su 49 donne, circa il 60-70% aveva piedi più grandi cinque mesi dopo il parto, con un allungamento tra 2 e 10 millimetri e un arco plantare più basso. Questo cambiamento sembra stabile e riguarda soprattutto la prima gravidanza. Il dolore può venire dall'arco che cede, dalla fascite plantare o da scarpe ormai strette. Scarpe giuste, esercizi per piede e polpaccio e un carico graduale aiutano quasi sempre.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

L' arco plantare è la volta che il piede forma sul lato interno, tra tallone e avampiede. Lo sostengono ossa, legamenti, la fascia plantare (una banda robusta sotto la pianta) e muscoli come il tibiale posteriore. Funziona come una molla: assorbe il peso a ogni passo e lo restituisce.

In gravidanza questa molla riceve più peso del solito per mesi, mentre i tessuti diventano un po' più elastici. Non stupisce quindi che molte neomamme si accorgano di non entrare più nelle scarpe di prima, o di avere male sotto la pianta a fine giornata.

È normale che dopo la gravidanza il piede sia più grande?

Sì, è un cambiamento comune e documentato. Lo studio guidato da Neil Segal, pubblicato nel 2013 sull'American Journal of Physical Medicine and Rehabilitation, ha misurato i piedi di 49 donne all'inizio della gravidanza e circa cinque mesi dopo il parto.

  • Altezza e rigidità dell'arco erano diminuite in modo significativo.
  • Il piede si era allungato da 2 a 10 millimetri.
  • Circa il 60-70% delle donne aveva piedi più lunghi e più larghi.
  • La prima gravidanza sembrava responsabile della maggior parte dei cambiamenti; le successive incidevano meno.

Poiché un numero di scarpa corrisponde a pochi millimetri, nelle donne con i cambiamenti maggiori il passaggio a mezzo numero o un numero in più è del tutto plausibile.

Perché il piede cambia in gravidanza?

Le cause sono più di una e si sommano.

  • Più peso da sostenere per molti mesi, sempre sulla stessa struttura.
  • Ormoni della gravidanza che rendono i legamenti più cedevoli, per preparare il bacino al parto, ma agiscono anche altrove.
  • Gonfiore: l'NHS spiega che in gravidanza il corpo trattiene più acqua, che si raccoglie nelle parti basse come caviglie e piedi. Questo gonfiore di solito si riduce dopo il parto.

Quindi una parte del piede «più grande» delle prime settimane è solo gonfiore e passa; la parte legata all'arco più basso, invece, può restare.

Mi fanno male i piedi dopo il parto: da cosa dipende?

Il dolore di solito ha una di queste origini.

Arco plantare affaticato

Un arco più basso lavora di più. Il dolore è diffuso sulla pianta e sul lato interno del piede, peggiora a fine giornata e dopo molte ore in piedi con il bambino in braccio. Se il piede si è appiattito molto, leggi Piede piatto nell'adulto: servono i plantari?

Fascite plantare

La fascite plantare è l'irritazione della fascia sotto la pianta. Secondo l'NHS il segno tipico è il dolore al tallone e all'arco ai primi passi del mattino o dopo essere stati seduti, che si attenua camminando e ritorna dopo tanto tempo in piedi. Il rischio aumenta con le ore in piedi, i polpacci rigidi e le scarpe poco ammortizzate. Approfondisci in Fascite plantare.

Tendine del tibiale posteriore

Dolore e gonfiore dietro l'osso interno della caviglia, con arco che cede sempre di più, possono indicare un sovraccarico del tendine tibiale posteriore. È meno frequente ma va riconosciuto: vedi Tibiale posteriore e piede piatto.

Scarpe diventate strette

Se il piede è cresciuto, le scarpe di prima premono su dita e lati: compaiono dolore all'avampiede, calli e unghie che fanno male.

Il piede piatto dopo la gravidanza è per sempre?

Spesso l'arco più basso resta, ma questo non significa dolore per sempre. Un arco più basso è frequente anche in persone che non hanno alcun disturbo. Conta come il piede lavora: forza dei muscoli del piede e del polpaccio, scarpe adatte e carico graduale.

Gli autori dello studio dell'Iowa hanno ipotizzato che questi cambiamenti possano contribuire, nel lungo periodo, al rischio di artrosi agli arti inferiori nelle donne. È un'ipotesi, non una certezza: è un motivo in più per curare il piede, non per allarmarsi.

Che scarpe mettere dopo la gravidanza?

Scarpe comode, della misura giusta e con un buon sostegno sono il primo intervento. L'NHS, per il dolore sotto il piede, consiglia tallone ammortizzato e buon sostegno dell'arco, ed evitare tacchi alti, scarpe strette e a punta, infradito e ciabatte senza tallone.

  • Misura il piede di nuovo, in piedi e a fine giornata, invece di fidarti del vecchio numero.
  • Scegli una pianta abbastanza larga e una punta che lasci muovere le dita.
  • Non camminare a lungo scalza su pavimenti duri, soprattutto la mattina.
  • In casa preferisci una pantofola chiusa con un minimo di sostegno.
  • I plantari possono aiutare se il dolore persiste; meglio farli valutare da un professionista.

Per scegliere la scarpa giusta quando cammini molto, leggi anche Fascite plantare: camminare e scegliere le scarpe.

Quali esercizi aiutano il piede dopo il parto?

Esercizi semplici, fatti con regolarità, migliorano forza e tolleranza al carico.

  • Allungamento del polpaccio contro il muro, con la gamba dietro tesa e poi leggermente piegata.
  • Allungamento della pianta: seduta, tira indietro le dita del piede con la mano.
  • Sollevamenti sulle punte, prima su due piedi e poi su uno, scendendo lentamente.
  • Esercizi per i muscoli del piede, come accorciare il piede sollevando l'arco senza piegare le dita.
  • Camminate graduali, aumentando la durata di poco alla volta.

L'NHS indica che il dolore da fascite plantare spesso migliora con le cure fatte a casa; se dopo due settimane non va meglio, conviene farsi vedere.

Quando farsi vedere subito

  • Un solo polpaccio o una sola gamba gonfia, calda e dolente: dopo il parto il rischio di trombosi è più alto. Contatta subito il medico.
  • Gonfiore improvviso a viso, mani e piedi, mal di testa forte o disturbi della vista nelle prime settimane dopo il parto: chiama subito il medico, l'ostetrica o il pronto soccorso.
  • Formicolio o perdita di sensibilità al piede.
  • Dolore forte, che non ti permette di appoggiare il piede, o dopo una distorsione.
  • Arco che cede in poche settimane, con gonfiore all'interno della caviglia.
  • Diabete, anche gestazionale non ancora rivalutato: i problemi al piede vanno controllati prima.

Il parere del team Fisiosalaria

Vediamo spesso neomamme che sopportano il dolore ai piedi per mesi, convinte che sia il prezzo della gravidanza. Il cambiamento di forma del piede può restare, il dolore molto spesso no. L'errore più comune è continuare a usare le scarpe di prima, ormai strette, o stare sempre scalze in casa con il bambino in braccio.

L'ortopedico valuta la forma del piede e i casi in cui servono esami o plantari, il fisioterapista imposta esercizi di forza e un ritorno graduale alle camminate, l'osteopata lavora sulla mobilità di piede e caviglia. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Il piede torna alla misura di prima?

Il gonfiore passa nelle settimane dopo il parto. L'allungamento legato all'arco più basso, secondo lo studio dell'Iowa, tende invece a restare.

Con la seconda gravidanza crescerà ancora?

Lo studio ha osservato che la prima gravidanza causa la maggior parte dei cambiamenti; le successive sembrano incidere meno.

Devo per forza mettere i plantari?

No. Molte donne stanno bene con scarpe adatte ed esercizi. I plantari si valutano se il dolore persiste o se il piede è molto appiattito.

Posso camminare a lungo con il passeggino?

Sì, camminare fa bene. Se fa male, accorcia le uscite e allunga poco alla volta, con scarpe che sostengono bene il piede.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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