Gli esercizi trovati nei video online vanno bene come quelli del fisioterapista?
Il verdetto: Non sempre. Un buon video può aiutare, ma non sa chi sei, non vede come ti muovi e non sa da dove viene il tuo dolore.
In breve. Gli esercizi trovati online non sono sbagliati di per sé: molti sono gli stessi che usa un fisioterapista. La differenza è tutto il resto: la scelta dell’esercizio giusto per il tuo problema, la dose, la progressione e il controllo di come lo esegui. Uno studio su decine di video YouTube per l’ernia lombare ha trovato che la qualità era in media scarsa e che i video più visti non erano i migliori. Per un fastidio lieve e recente un video da fonte seria può bastare; per un dolore che dura, che scende nella gamba o che torna, serve prima una valutazione.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 30.10.2026.
L’ esercizio terapeutico è un programma di movimenti scelto per un obiettivo preciso: ridurre il dolore, ridare forza, recuperare un movimento. Non è una lista di esercizi «buoni per la schiena», ma una prescrizione costruita su una persona. Lo spieghiamo meglio in Cos’è l’esercizio terapeutico.
Oggi basta scrivere «esercizi mal di schiena» per trovare centinaia di video, app e profili social. Alcuni sono fatti bene, altri no. Il punto non è demonizzarli, ma capire quando possono essere utili e quando rischiano di farti perdere tempo.
Gli esercizi su YouTube per il mal di schiena funzionano?
Possono funzionare, ma non c’è modo di saperlo in anticipo, perché la qualità è molto variabile. Il movimento in sé è utile: una revisione Cochrane del 2021 conclude che l’esercizio probabilmente riduce il dolore nel mal di schiena cronico, con benefici moderati.
Il problema è la scelta. Un gruppo di ricerca dell’Università di Medicina di Vienna ha analizzato 76 video YouTube di esercizi per l’ernia del disco lombare. Risultati principali:
- qualità media scarsa: solo il 6,6% dei video è stato giudicato di buona qualità, nessuno eccellente;
- la popolarità non conta: visualizzazioni e «mi piace» non erano legati alla qualità;
- chi parla fa differenza: i video di fisioterapisti e chiropratici erano in media migliori di quelli dei trainer.
Gli autori concludono che i video YouTube non si possono raccomandare in modo generale come fonte di indicazioni terapeutiche. Tradotto: qualche video è valido, ma devi saperlo scegliere.
Che differenza c’è tra un esercizio del video e uno del fisioterapista?
Spesso l’esercizio è identico; cambiano il motivo, la dose e il controllo. Un ponte per i glutei è lo stesso movimento su YouTube e in palestra. Ma il fisioterapista prima decide se ti serve, poi quante ripetizioni fare e come farlo progredire.
- Scelta: lo stesso «mal di schiena» può avere bisogno di esercizi diversi. Chi ha dolore stando seduto e chi ha dolore stando in piedi a lungo spesso parte da movimenti diversi.
- Dose: troppo poco non cambia nulla, troppo riaccende il dolore. Il video dà numeri uguali per tutti.
- Esecuzione: un video non vede se compensi, per esempio inarcando la schiena invece di usare le anche.
- Progressione: dopo due o tre settimane l’esercizio va reso più difficile, altrimenti il corpo smette di adattarsi.
- Diagnosi: soprattutto, il video non esclude le cause che con l’esercizio non c’entrano.
La linea guida NICE sul mal di schiena chiede infatti di scegliere l’esercizio tenendo conto dei bisogni, delle preferenze e delle capacità della persona. È proprio la parte che un video non può fare.
Come riconosco un video di esercizi sicuro?
Un video affidabile ha un autore riconoscibile e qualificato, spiega a chi è rivolto e dice quando fermarsi. Alcuni criteri pratici:
- chi lo fa: un fisioterapista o un medico che dice nome e qualifica, oppure un ente sanitario pubblico. L’NHS, ad esempio, pubblica video di esercizi di forza, flessibilità e pilates;
- a chi si rivolge: «per chi ha mal di schiena da qualche giorno, senza dolore alla gamba» è un buon segno; «sblocca la schiena in 30 secondi» no;
- niente promesse: nessun esercizio «elimina l’ernia» o «riallinea le vertebre»;
- istruzioni chiare su ripetizioni, pause e cosa fare se fa male;
- gradualità: parte da versioni facili e propone come renderle più difficili.
Diffida di video che mostrano movimenti estremi, scrocchi forzati o esercizi dolorosi da «sopportare». Un leggero fastidio può essere accettabile, un dolore forte o che dura il giorno dopo no: ne parliamo in Gli esercizi di fisioterapia mi fanno male: devo fermarmi?.
Le app di esercizi di fisioterapia servono?
Possono essere utili come promemoria e diario, meno come sostituto della valutazione. Le app migliori ti ricordano gli esercizi, mostrano un video chiaro e ti fanno segnare dolore e progressi.
Il loro limite è lo stesso dei video: propongono programmi standard. Funzionano meglio quando a caricare gli esercizi è il tuo fisioterapista, che ha già scelto cosa ti serve. In quel caso l’app aiuta la costanza, che è uno dei punti deboli di ogni percorso: vedi come essere costanti con gli esercizi.
Quando posso fidarmi di un video e quando no?
Un video può bastare per un fastidio lieve e recente, che migliora muovendosi e non ha segnali strani. Per esempio una schiena rigida dopo un trasloco, che già migliora camminando.
Meglio una valutazione prima di affidarti al web quando:
- il dolore dura da più di qualche settimana o torna spesso;
- scende nella gamba o nel braccio, con formicolii;
- sei reduce da un intervento o da una frattura;
- hai osteoporosi, problemi di equilibrio o altre malattie importanti;
- gli esercizi del video ti hanno peggiorato.
Molte persone usano bene i video come ripasso: imparano gli esercizi in seduta e poi li rivedono a casa. È l’uso più sicuro. Per organizzare il lavoro a casa leggi perché gli esercizi a casa sono così importanti.
Quando farsi vedere subito
- Debolezza che aumenta in una gamba o in un braccio.
- Disturbi di vescica o intestino, o perdita di sensibilità nella zona genitale e tra le cosce: vai in pronto soccorso.
- Febbre, calo di peso senza motivo, dolore notturno costante che non cambia con la posizione.
- Dolore dopo un trauma importante o una caduta, soprattutto con osteoporosi.
- Polpaccio caldo, gonfio e dolente, specie dopo un intervento o un periodo di immobilità.
Il parere del team Fisiosalaria
Vediamo spesso persone che hanno provato dieci video diversi in un mese, saltando da uno all’altro appena qualcosa non funzionava. L’errore più comune non è l’esercizio sbagliato, ma l’assenza di un filo: nessuna progressione, nessuna misura dei risultati. Il fisioterapista sceglie gli esercizi, l’ortopedico esclude le cause che richiedono altro, l’osteopata può aiutare sulla mobilità: poi però serve continuità.
I video restano un ottimo alleato per ripassare a casa ciò che si è imparato in seduta. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da quali esercizi ripartire.
Domande frequenti
Posso usare i video del pilates o dello yoga se ho mal di schiena?
Spesso sì, se il dolore è lieve e scegli lezioni per principianti. La linea guida NICE cita anche gli approcci corpo-mente tra gli esercizi utili; evita le posizioni che riaccendono il dolore.
Il fisioterapista può darmi i suoi video?
Sì, è una pratica comune: registrare o indicare video degli esercizi personalizzati aiuta a eseguirli bene a casa.
Se un esercizio del video mi fa male cosa faccio?
Riduci ampiezza o ripetizioni. Se il dolore resta forte o dura fino al giorno dopo, fermati e chiedi una valutazione.
Meglio un video lungo o uno breve?
Conta di più la regolarità: pochi esercizi giusti fatti spesso valgono più di una lunga sessione occasionale.
Fonti
- Heisinger S. et al., Online Videos as a Source of Physiotherapy Exercise Tutorials for Patients with Lumbar Disc Herniation, IJERPH, 2021
- Cochrane, Hayden J.A. et al., Exercise therapy for chronic low back pain, 2021
- NICE, NG59 Low back pain and sciatica in over 16s: raccomandazioni, consultato 2026
- NHS, Exercise: linee guida e video di esercizi, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.
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