Epicondilite cronica: cosa fare se il dolore torna da anni?
In breve. Un'epicondilite che va e viene da anni torna quasi sempre perché il tendine non ha recuperato la sua capacità di carico, mentre le richieste quotidiane sono rimaste le stesse. Il primo passo è rivalutare la diagnosi da capo, escludendo collo, nervi e articolazione, e poi scegliere esami mirati, non tutti per sicurezza. La storia naturale è favorevole: secondo StatPearls l'80-90% delle persone guarisce entro uno-due anni. Quello che cambia le cose è un rinforzo progressivo seguito per mesi, insieme a una modifica dei gesti che riaccendono il dolore.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.
L' epicondilite, o gomito del tennista, è un sovraccarico dei tendini che si attaccano all'epicondilo laterale, la sporgenza ossea sul lato esterno del gomito. Sono i tendini che estendono il polso e le dita: lavorano ogni volta che stringi una presa, sollevi una borsa o usi il mouse.
Nella maggior parte delle persone passa. In una parte, però, il dolore dura oltre sei mesi o sparisce e ritorna a ondate per anni. Questo articolo è per loro: perché succede, come si rivaluta e come si approfondisce. Le opzioni di cura per i casi resistenti, dalle infiltrazioni all'intervento, sono nell'articolo epicondilite resistente: infiltrazioni, onde d'urto o intervento?
Perché l'epicondilite si ripresenta da molti anni?
Perché il dolore è stato spento, ma il tendine non è stato rinforzato. Il tendine si adatta lentamente al carico: a riposo il dolore cala, però la struttura resta debole. Appena si torna al lavoro, al giardinaggio o alla palestra, il dolore riparte.
Gli schemi che vediamo più spesso nelle forme “a ondate” sono questi:
- Carico ripetitivo che non cambia: ore di mouse, attrezzi, sollevamenti con il palmo verso il basso.
- Solo cure passive: riposo, fasce e terapie fisiche, senza un programma di rinforzo.
- Infiltrazioni ripetute: tolgono il dolore per qualche settimana ma non rinforzano il tendine.
- Diagnosi incompleta: una parte del dolore viene dal collo, da un nervo o dall'articolazione.
- Fattori generali: sonno scarso, stress, fumo e poca attività fisica rendono il dolore più persistente. StatPearls segnala anche che chi non segue il programma di cura ha un rischio maggiore di ricadute.
La buona notizia: avere dolore da molto tempo non vuol dire avere un tendine “rovinato” per sempre.
Come si rivaluta un'epicondilite con dolore persistente?
Ripartendo dalla domanda più semplice: il dolore viene davvero dal tendine? Prima di cambiare terapia conviene rifare la valutazione come se fosse la prima volta. StatPearls elenca diverse condizioni che possono imitare o accompagnare l'epicondilite:
- Sindrome del tunnel radiale: il nervo radiale è irritato nell'avambraccio; il punto dolente sta circa 3-4 cm più in basso dell'epicondilo. Una compressione di un ramo di questo nervo può coesistere con l'epicondilite fino al 15% dei casi.
- Radicolopatia cervicale: una radice nervosa del collo irritata dà dolore al lato esterno del braccio, di solito con formicolio. Vedi formicolio a braccia e mani: può dipendere dal collo?
- Artrosi tra radio e omero, con rigidità o scrosci.
- Instabilità postero-laterale: un cedimento dei legamenti esterni, a volte dopo traumi o infiltrazioni ripetute.
- Plica, cioè una piega della capsula articolare che si pizzica nei movimenti, e borsite.
Per distinguere bene questi quadri trovi un confronto in epicondilite, nervo ulnare o tunnel radiale.
Come approfondire un dolore al gomito che va e viene da anni?
Con esami scelti in base a ciò che emerge dalla visita. Ognuno risponde a una domanda diversa:
- Ecografia: mostra lo stato del tendine e la sua vascolarizzazione.
- Radiografia: utile se si sospettano artrosi o calcificazioni.
- Risonanza magnetica: nei casi dubbi o in vista di un intervento, per vedere tendini, legamenti e articolazione.
- Elettromiografia, cioè l'esame dei nervi: se ci sono formicolii, debolezza o il sospetto di un nervo compresso.
- Valutazione del collo, ed eventualmente risonanza cervicale, se i sintomi lo suggeriscono.
Attenzione a un dettaglio: anche un'ecografia che mostra un tendine alterato non predice da sola come andrà. Le immagini vanno lette insieme ai sintomi e alla forza della presa.
Utile anche un diario dei sintomi per due o tre settimane: quando compare il dolore, con quali gesti, quanto dura, se ci sono formicolii. Porta in visita anche i referti e le terapie già fatte, con la durata e l'effetto di ciascuna.
Cosa cambia davvero in un'epicondilite che dura da anni?
Un programma di rinforzo seguito per mesi, non per qualche settimana. È la parte del percorso che più spesso manca.
- Esercizi isometrici, cioè contrazioni senza movimento, per iniziare a caricare il tendine senza scatenare il dolore.
- Rinforzo lento e progressivo, anche eccentrico, cioè con il muscolo che lavora mentre si allunga.
- Lavoro su presa, spalla e scapola, che distribuiscono meglio la fatica.
- Gestione del carico: sollevare con il palmo verso l'alto, sistemare mouse e postazione, rivedere prese e attrezzi.
Una regola pratica: un dolore lieve durante gli esercizi è accettabile se il giorno dopo non è peggiorato. Se lo è, si riduce il carico, non si abbandona il programma.
Quando farsi vedere subito
- Gomito gonfio, caldo e arrossato, soprattutto con febbre o dopo un'infiltrazione.
- Debolezza progressiva della mano o del polso.
- Formicolii o perdita di sensibilità che peggiorano.
- Dolore dopo un trauma, con deformità o incapacità di muovere il gomito.
- Dolore notturno costante o calo di peso inspiegato.
Il parere del team Fisiosalaria
Nelle epicondiliti che durano da anni vediamo spesso lo stesso copione: lunghi periodi di riposo, qualche infiltrazione, poi la ricaduta appena si torna alla vita normale. L'errore più comune è aspettare che il dolore sparisca prima di ricominciare a usare il braccio. Il tendine invece ha bisogno di carico, dosato bene, per tornare forte.
L'ortopedico conferma la diagnosi e sceglie gli esami giusti; il fisioterapista costruisce un rinforzo graduale e sostenibile; l'osteopata considera collo, spalla e postura. Se il dolore al gomito ti accompagna da mesi, una valutazione completa aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire. Per le basi rileggi come riconoscere il gomito del tennista.
Domande frequenti
Un'epicondilite che dura da due anni può ancora guarire?
Sì. La maggior parte migliora nel tempo, anche dopo molti mesi, a patto di rivalutare la diagnosi e impostare un rinforzo progressivo.
Devo rifare tutti gli esami?
No. Si scelgono in base alla visita: ecografia per il tendine, elettromiografia se ci sono formicolii, risonanza nei casi dubbi.
Devo smettere del tutto di usare il braccio?
No. Conviene ridurre per un periodo i gesti che scatenano il dolore, ma tenere il braccio attivo con esercizi graduali.
La fascia per il gomito serve?
Può alleviare il dolore durante alcune attività, ma da sola non cura. Va affiancata all'esercizio.
Fonti
- Buchanan BK, Varacallo MA, Lateral Epicondylitis (Tennis Elbow), StatPearls, 2023
- AAOS OrthoInfo, Tennis Elbow (Lateral Epicondylitis), consultato 2026
- NHS, Tennis elbow, consultato 2026
- AAOS OrthoInfo, Cervical Radiculopathy (Pinched Nerve), consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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