Morbo di Dupuytren: perché il dito si piega e non si stende più?
In breve. Il morbo di Dupuytren è un ispessimento del tessuto che sta sotto la pelle del palmo. Prima compaiono noduli o piccole fossette, poi a volte una corda dura che va dal palmo verso il dito. La corda si accorcia lentamente e tira il dito verso il palmo, di solito l'anulare o il mignolo: per questo il dito non si stende più del tutto. Spesso non fa male. Si tratta quando la mano non riesce più ad appoggiarsi piatta sul tavolo o il dito piegato ostacola la vita di tutti i giorni.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.
Il morbo di Dupuytren, o contrattura di Dupuytren, è una malattia della fascia palmare, cioè lo strato di tessuto fibroso che si trova sotto la pelle del palmo e protegge tendini, nervi e vasi. In questa malattia la fascia si ispessisce, forma noduli e poi cordoni che si accorciano. È un po' come una cucitura che si stringe sotto un tessuto: la stoffa sopra, il dito, viene tirata e si arriccia.
Il punto chiave è che non sono i tendini a essere malati. Il dito si piega perché viene trattenuto da una corda che sta davanti, non perché il tendine si è accorciato o è infiammato. Per questo esercizi e stretching da soli non riescono a raddrizzarlo.
Quali sono i sintomi del morbo di Dupuytren?
I primi segni sono quasi sempre nel palmo, non nel dito. Il quadro evolve lentamente, nell'arco di mesi o anni:
- noduli: piccoli rilievi duri nel palmo, spesso all'altezza della piega dell'anulare;
- fossette o pieghe della pelle, che sembra «tirata» verso l'interno;
- una corda che parte dal palmo e sale verso la base del dito;
- il dito che resta piegato, di solito anulare e mignolo, a volte su entrambe le mani.
Nella maggior parte dei casi non fa male. Alcune persone sentono fastidio sui noduli quando impugnano un attrezzo o il volante. Il problema vero è pratico: infilare la mano in tasca o in un guanto, stringere la mano a qualcuno, lavarsi il viso, appoggiare il palmo sul tavolo.
Che cos'è la corda nel palmo della mano?
La corda è la fascia palmare ispessita e accorciata. Si sente sotto le dita come un cordoncino teso, che diventa più evidente quando si prova ad aprire la mano.
Non va confusa con un tendine. Il tendine scorre quando muovi il dito; la corda del Dupuytren resta ferma e si tende quando cerchi di stendere il dito. Un altro problema che si confonde spesso è il dito a scatto: lì il dito si blocca e poi scatta, mentre nel Dupuytren il dito resta piegato senza scatti e senza bloccarsi a intermittenza. Se oltre alla mano hai dolore e rigidità alle articolazioni delle dita, leggi anche noduli e artrosi delle dita.
Chi è più a rischio?
La causa precisa non è nota. L'NHS dell'Irlanda del Nord ricorda alcuni fattori che sono stati associati alla malattia:
- familiarità: avere parenti con lo stesso problema;
- fumo e consumo elevato di alcol;
- diabete;
- epilessia.
È più frequente negli uomini e dopo la mezza età. Non è una conseguenza diretta di un trauma o di un singolo lavoro manuale, e non è colpa di come hai usato la mano.
Quando serve trattarlo?
Il trattamento serve quando il dito piegato limita la mano, non solo perché ci sono noduli. Nelle fasi iniziali, con noduli senza dito piegato, di solito si osserva nel tempo.
Un controllo semplice è il test del tavolo descritto da Mayo Clinic: appoggia la mano aperta sul tavolo, palmo in giù. Se le dita non riescono ad appoggiarsi piatte, è il momento di parlarne con il medico, che valuterà l'invio al chirurgo della mano. Altri segnali sono la difficoltà nelle attività quotidiane e un peggioramento rapido della piegatura.
Quali sono le opzioni di intervento per il Dupuytren?
Esistono diverse strade, e la scelta si fa con il chirurgo in base al dito colpito, alla gravità e alle esigenze della persona. Nessuna è una cura definitiva: la malattia può tornare negli anni.
- Ago(aponeurotomia con ago): in anestesia locale si usa un ago sottile per indebolire e rompere la corda. Niente tagli grandi e recupero rapido; le recidive sono più frequenti e non è adatto a tutte le posizioni della corda.
- Infiltrazione di un enzima che indebolisce la corda; qualche giorno dopo il medico manipola il dito per romperla. Dove è disponibile, è un'alternativa poco invasiva.
- Chirurgia(fasciectomia): il chirurgo rimuove il tessuto malato attraverso un'incisione. Di solito dà una correzione più completa e duratura, ma il recupero è più lungo. Nei casi avanzati si toglie anche un tratto di pelle e si copre con un innesto.
Domande utili da fare allo specialista: quale opzione è adatta al mio dito, quanto mi aspetto di raddrizzarlo, quanto dura il recupero, che rischio di recidiva c'è, quando potrò tornare a lavorare e a guidare.
Serve la fisioterapia dopo l'intervento?
Sì, nella maggior parte dei casi la riabilitazione della mano è parte del trattamento. Dopo la procedura il dito tende a tornare a piegarsi mentre la cicatrice matura, e gli esercizi aiutano a mantenere il guadagno ottenuto.
Secondo le informazioni dell'NHS dell'Irlanda del Nord:
- si porta un gesso o un tutore per qualche giorno;
- dolore, rigidità, lividi e gonfiore possono durare alcune settimane;
- può servire un tutore notturno per 3-6 mesi, che tiene il dito disteso;
- gli esercizi per la mano possono continuare fino a 6 mesi, spesso con l'aiuto di un fisioterapista;
- la mano si usa per le attività leggere dopo pochi giorni, ma tornare a tutto richiede qualche settimana.
Il lavoro riabilitativo di solito comprende esercizi per stendere e piegare le dita, cura della cicatrice (massaggio e mobilizzazione quando è chiusa), controllo del gonfiore e recupero della presa. Il dito potrebbe non tornare perfettamente dritto, soprattutto se era piegato da molto tempo.
Quando farsi vedere subito
- Dopo la procedura: rossore, calore, secrezione dalla ferita o febbre, che possono indicare un'infezione.
- Un dito pallido, freddo o insensibile dopo l'intervento.
- Dolore che aumenta invece di diminuire nei giorni successivi.
- Un nodulo nel palmo che cresce in fretta, fa molto male o è diverso dagli altri: va visto per escludere altre cause.
Il parere del team Fisiosalaria
Quello che vediamo più spesso è la persona che prova per mesi a «tirare» il dito con stretching energici, convinta che sia un tendine accorciato. Non funziona e a volte irrita la mano. La parte in cui il nostro lavoro conta davvero è il dopo: la qualità della riabilitazione nelle prime settimane e mesi influisce molto su quanto della correzione resta nel tempo.
L'ortopedico inquadra lo stadio e indirizza verso il chirurgo della mano quando serve, il fisioterapista guida esercizi, tutore e cicatrice, l'osteopata può aiutare sulla mobilità di polso e arto superiore. Se hai noduli nel palmo e non sai a che punto sei, una valutazione aiuta a capire se basta osservare o se è il momento di parlarne con lo specialista.
Domande frequenti
Il Dupuytren si può prevenire con esercizi?
Non è noto un modo per prevenirlo o per evitare che ritorni. Gli esercizi sono utili soprattutto dopo un trattamento, per mantenere il dito disteso.
È una malattia grave?
No, è una malattia benigna. Il problema è funzionale: quanto il dito piegato limita l'uso della mano.
Dopo l'intervento il dito torna perfettamente dritto?
Spesso migliora molto, ma non sempre torna del tutto dritto, soprattutto nelle articolazioni centrali del dito o se la piegatura era vecchia. La forza può restare un po' ridotta.
Può colpire entrambe le mani?
Sì, può interessare tutte e due le mani, anche in tempi diversi.
Fonti
- NI Direct (NHS Irlanda del Nord), Dupuytren's contracture, consultato 2026
- Mayo Clinic, Dupuytren contracture: diagnosi e trattamento, consultato 2026
- University Hospitals Coventry and Warwickshire NHS, Dupuytren's Disease, opuscolo per pazienti
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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