Dopo il crociato con i tendini mi fa male dietro la coscia: è il prelievo?
In breve. Sì, molto spesso è la zona del prelievo. Nella ricostruzione del crociato con i tendini il chirurgo usa di solito il semitendinoso e il gracile, due tendini della parte interna e posteriore della coscia. Nei primi mesi è comune sentire dolore, tensione, un livido o crampi in quella zona, soprattutto quando si piega con forza il ginocchio: di solito migliorano con il recupero. Gli studi mostrano che il tendine spesso si rigenera, ma può restare un calo di forza nella flessione profonda del ginocchio, che va allenato in modo specifico. Gonfiore caldo di coscia o polpaccio, febbre o rossore della ferita vanno segnalati subito al chirurgo.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.
Il legamento crociato anteriore è il legamento al centro del ginocchio che impedisce alla tibia di scivolare in avanti. Quando si rompe e si decide di ricostruirlo, il chirurgo lo sostituisce con un tessuto chiamato innesto. Una delle scelte più comuni è usare due tendini del paziente stesso, prelevati dalla stessa gamba.
Per questo, dopo l'intervento, molti si accorgono che fa male non solo il ginocchio, ma anche la parte dietro e interna della coscia. È normale chiedersi se sia il prelievo, se i tendini ricrescano e se la forza tornerà come prima.
Quali tendini si prelevano per il crociato, e da dove?
Di solito il semitendinoso e il gracile. Il semitendinoso fa parte degli ischiocrurali, i muscoli dietro la coscia che piegano il ginocchio. Il gracile è un muscolo sottile dell'interno coscia. I loro tendini scendono fino alla parte interna della tibia, appena sotto il ginocchio, ed è lì che il chirurgo fa la piccola incisione per prelevarli.
Il muscolo resta al suo posto: si preleva solo la parte tendinea. Ogni tipo di innesto ha i suoi pro e contro, e la scelta spetta al chirurgo con il paziente. Una meta-analisi del 2023 ha confrontato i fastidi della zona del prelievo con i diversi innesti; il tendine rotuleo, per esempio, è più spesso associato a dolore davanti al ginocchio quando ci si inginocchia.
Mi fa male dietro la coscia dopo il crociato: è normale?
Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto nei primi mesi. Il dolore può avere diverse origini:
- il livido dei primi giorni, che può scendere verso il polpaccio;
- la guarigione della zona da cui sono stati tolti i tendini;
- la tensione del muscolo quando distendi completamente il ginocchio o ti pieghi in avanti;
- l' indolenzimento dopo gli esercizi, quando il fisioterapista inizia a caricare gli ischiocrurali.
Un dolore che migliora settimana dopo settimana, legato agli esercizi e che passa in uno o due giorni, è di solito parte del percorso. Un dolore che peggiora, che compare a riposo o che si accompagna a gonfiore va invece segnalato. Per una panoramica dei disturbi dopo l'intervento, leggi i problemi dopo l'intervento al crociato.
Perché ho i crampi alla coscia dopo il crociato?
Molte persone riferiscono crampi dietro la coscia nei mesi dopo il prelievo, soprattutto quando piegano molto il ginocchio con forza, per esempio sdraiate a pancia in giù o tirandosi su da terra. Il muscolo a cui è stato tolto il tendine lavora in condizioni diverse e, finché non si adatta e si rinforza, tende ad affaticarsi e a contrarsi in modo improvviso.
Secondo la Mayo Clinic i crampi durano da pochi secondi a qualche minuto e sono spesso legati a fatica e sforzo. Di solito migliorano allungando dolcemente il muscolo e, nel tempo, con il rinforzo graduale. Vanno invece segnalati se sono molto frequenti, se si accompagnano a gonfiore, arrossamento o cambiamenti della pelle, o a debolezza. Per i crampi in acqua o in bici, vedi il crampo alla coscia nuotando o pedalando.
I tendini prelevati ricrescono?
Spesso sì, almeno in parte. In uno studio svedese con risonanza magnetica, a almeno 6 anni dall'intervento il semitendinoso si era rigenerato in 17 pazienti su 19 e il gracile in 18 su 19. Il nuovo tessuto, però, non è identico al tendine originale.
Lo stesso studio, e altri prima, hanno osservato che può restare un calo di forza nella flessione profonda del ginocchio, cioè quando il ginocchio è già molto piegato. Uno studio giapponese del 2004 aveva già notato che la ricrescita del tendine non va sempre di pari passo con il recupero della funzione. In pratica: il tendine si ricostruisce, ma la forza va riconquistata con l'allenamento.
Ho poca forza dietro la coscia: come la recupero?
Con un rinforzo progressivo e specifico degli ischiocrurali, guidato dal fisioterapista e con i tempi indicati dal chirurgo. In genere si parte con contrazioni leggere senza movimento, poi si passa a esercizi come il ponte per i glutei, i piegamenti del ginocchio con elastico o macchina e, più avanti, esercizi più impegnativi in allungamento.
Un punto spesso trascurato è la forza a ginocchio molto piegato, proprio dove il deficit tende a restare: va allenata in modo mirato, non solo con esercizi a ginocchio quasi dritto. Il recupero della forza degli ischiocrurali è importante anche per proteggere il nuovo legamento e per prevenire lesioni muscolari al ritorno allo sport. Ne parliamo in forza, corsa e salti dopo il crociato e in come prevenire le lesioni degli ischiocrurali.
Ho la pelle addormentata sotto il ginocchio: è il nervo?
È probabile. Vicino ai tendini prelevati passano piccoli rami del nervo safeno, che porta la sensibilità alla pelle della parte interna del ginocchio e della gamba. Durante il prelievo possono essere irritati o lesionati. Questi rami danno solo sensibilità, non comandano muscoli.
È un disturbo frequente: in uno studio del 2007 il 74% dei pazienti riferiva qualche alterazione della sensibilità dopo l'intervento. Uno studio del 2024 su 159 pazienti ha trovato il disturbo nel 55% subito dopo l'intervento; in una parte delle persone è migliorato, in media in circa 11 mesi, mentre nel 32% era ancora presente dopo due anni o più. Per la maggior parte delle persone è un fastidio limitato, ma vale la pena parlarne con il chirurgo, soprattutto se il formicolio è doloroso.
Quando farsi vedere subito
- Polpaccio o coscia gonfi, caldi e dolorosi, soprattutto nelle prime settimane: può essere una trombosi. Con fiato corto o dolore al petto, chiama il 112.
- Febbre, rossore, calore o secrezioni dalla ferita: possibile infezione, da segnalare subito al chirurgo.
- Una fitta improvvisa dietro la coscia durante gli esercizi, con livido nei giorni seguenti.
- Il ginocchio torna a cedere o si gonfia molto dopo una torsione.
- Dolore che aumenta invece di diminuire con il passare delle settimane.
Il parere del team Fisiosalaria
Nella nostra esperienza il dolore dietro la coscia dopo il crociato con i tendini è uno dei fastidi più comuni e, nella maggior parte dei casi, uno dei più gestibili. L'errore più frequente è concentrarsi solo sul quadricipite e sul ginocchio dritto, lasciando indietro gli ischiocrurali e la flessione profonda. Il risultato è una gamba che sembra pronta, ma che al primo scatto si fa sentire.
Il chirurgo e l'ortopedico seguono il nuovo legamento e i tempi biologici; il fisioterapista costruisce il rinforzo progressivo dei muscoli posteriori; l'osteopata lavora su mobilità e cicatrici. Se il fastidio dietro la coscia non migliora o limita gli esercizi, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
Quanto dura il dolore nella zona del prelievo?
Di solito migliora nelle prime settimane e si riduce molto nei primi mesi. Un indolenzimento legato agli esercizi può accompagnare tutta la fase di rinforzo.
Posso fare stretching dietro la coscia?
Sì, ma con gradualità e nei tempi indicati dal chirurgo e dal fisioterapista. Nelle prime settimane meglio evitare allungamenti forzati.
Il muscolo da cui hanno preso il tendine si può strappare?
Può succedere, come a ogni muscolo poco allenato. Un rinforzo completo prima di tornare a correre forte riduce il rischio.
Mi hanno detto che la forza non tornerà mai come prima: è vero?
Alcuni studi mostrano un piccolo deficit residuo nella flessione profonda, ma con un allenamento mirato la maggior parte delle persone torna alle proprie attività.
Fonti
- Åhlén M et al., Bilateral MRI and functional assessment of the semitendinosus and gracilis tendons a minimum of 6 years after harvest for ACL reconstruction, American Journal of Sports Medicine 2012
- Tadokoro K et al., Evaluation of hamstring strength and tendon regrowth after harvesting for ACL reconstruction, American Journal of Sports Medicine 2004
- Prevalence of saphenous nerve injury after autogenous hamstring harvest, Arthroscopy 2007
- Egerci OF et al., The prognosis of iatrogenic saphenous nerve injuries during hamstring tendon harvesting in ACL reconstruction, Journal of Orthopaedic Surgery and Research 2024
- Kunze KN et al., Donor-site morbidity after bone-patellar tendon-bone, hamstring and quadriceps graft harvest: network meta-analysis, Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy 2023
- Mayo Clinic, Muscle cramp: sintomi e cause, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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