Clavicola e acromioclavicolare: fratture e lussazioni

In breve. La clavicola è l'osso lungo che collega lo sterno alla spalla; l'articolazione acromioclavicolare è il punto in cui la clavicola incontra la scapola, in cima alla spalla. Sia le fratture di clavicola sia le lussazioni acromioclavicolari si trattano spesso senza intervento, con un semplice reggibraccio per alcune settimane e poi esercizi graduali. La placca si valuta soprattutto quando i monconi dell'osso sono molto spostati. Una vecchia lussazione acromioclavicolare non va operata per forza: molte persone recuperano bene anche con il “gradino” che resta visibile.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.


La clavicola è l'osso a forma di S allungata che si sente sotto la pelle tra la base del collo e la spalla. Fa da “puntone” tra lo sterno e la scapola e tiene la spalla nella giusta posizione. L' articolazione acromioclavicolare è il punto di contatto tra l'estremità esterna della clavicola e l'acromion, la sporgenza più alta della scapola. È tenuta insieme da due gruppi di legamenti: gli acromioclavicolari e, più in profondità, i coracoclavicolari.


Entrambe le strutture si danneggiano soprattutto con una caduta diretta sulla spalla, come capita in bici, sugli sci, giocando a calcetto o a rugby. Le due lesioni sono diverse, ma hanno in comune una cosa: in molti casi guariscono bene senza intervento.



Come si riconoscono una frattura di clavicola e una lussazione acromioclavicolare?



  • Frattura di clavicola: dolore forte lungo l'osso, a volte uno scalino o un rigonfiamento visibile a metà clavicola, livido, difficoltà ad alzare il braccio. Spesso la spalla “cade” in avanti e in basso.

  • Lussazione acromioclavicolare: dolore in cima alla spalla, nel punto in cui la clavicola incontra l'acromion, con un “gradino” più o meno evidente. È chiamata anche separazione di spalla.


La lussazione acromioclavicolare non va confusa con la lussazione della spalla vera e propria, in cui è la testa dell'omero a uscire dalla sua sede. La conferma arriva dalla visita e dalla radiografia. Sono lesioni da far valutare sempre: rare volte si associano a danni di nervi, vasi o polmoni.



Come si classificano le lussazioni acromioclavicolari?


Le lussazioni acromioclavicolari si dividono in gradi, da I a VI, in base a quali legamenti sono rotti e a quanto si sposta la clavicola.



  • Grado I: distorsione lieve dei legamenti acromioclavicolari. La clavicola non si sposta e la radiografia è normale.

  • Grado II: i legamenti acromioclavicolari sono rotti, i coracoclavicolari solo stirati. Il gradino è piccolo.

  • Grado III: entrambi i gruppi di legamenti sono rotti. Il gradino è evidente.

  • Gradi IV, V e VI: forme più rare e più gravi, con spostamenti importanti della clavicola all'indietro, molto in alto o in basso.


In generale, i gradi I e II si trattano senza intervento. Per il grado III la scelta si discute caso per caso, e il trattamento non chirurgico è spesso una buona opzione. Nei gradi più gravi l'intervento si considera più spesso.



Quale tutore si usa dopo una lussazione acromioclavicolare?


Di solito basta un semplice reggibraccio, cioè un tutore che sostiene il braccio piegato davanti al corpo. Serve a dare sollievo al dolore nei primi giorni o settimane, non a “rimettere a posto” la clavicola: il gradino, nei gradi più alti, di solito resta comunque.


Insieme al tutore si usano impacchi freddi e, su indicazione del medico, farmaci per il dolore. Appena il dolore lo permette, si inizia a muovere la spalla con esercizi dolci, e poi si passa al recupero di forza e flessibilità. Secondo l'AAOS, quasi tutte le persone, compresi molti atleti professionisti, tornano alla piena funzione senza intervento, anche se il gradino rimane visibile.



Come si cura una frattura della clavicola senza intervento?


La maggior parte delle fratture di clavicola guarisce senza operazione. Il trattamento tipico prevede:



  • un reggibraccio per comodità, in genere per 2-3 settimane;

  • movimenti di mano, polso e gomito fin da subito, per non irrigidirli;

  • esercizi graduali per la spalla quando il dolore cala;

  • controlli con radiografia per verificare che l'osso stia saldando.


Negli adulti la guarigione richiede di solito 6-8 settimane, nei bambini 3-4. La maggior parte delle persone torna alle attività normali entro circa 3 mesi dal trauma. Il fumo e il diabete possono rallentare la guarigione. È normale che resti un piccolo rigonfiamento nel punto della frattura: è il callo osseo, cioè l'osso nuovo che salda la frattura.



Quali aspetti discutere prima di una placca per frattura della clavicola?


L'intervento si valuta soprattutto quando i monconi dell'osso sono molto spostati. La tecnica più comune fissa la frattura con una placca e delle viti. Prima di decidere, con il chirurgo conviene parlare di alcuni punti.



  • Perché l'intervento nel mio caso: quanto è spostata la frattura, quanto pesa il mio lavoro o il mio sport, quali sono i vantaggi attesi rispetto al trattamento senza intervento.

  • Sensibilità della pelle: dopo l'intervento può restare una piccola zona di pelle insensibile sotto la cicatrice, che di solito diventa meno evidente col tempo.

  • Placca sotto la pelle: la clavicola è molto superficiale, quindi la placca può essere avvertita al tatto o dare fastidio con zaini e cinture di sicurezza.

  • Rimozione dei mezzi: in genere placca e viti restano, a meno che diano fastidio; in quel caso si può discutere di toglierle dopo la guarigione.

  • Rischi generali: infezione, mancata guarigione dell'osso, rischi dell'anestesia.

  • Tempi di recupero: quando si toglie il tutore, quando si torna al lavoro, alla guida e allo sport.


Anche senza intervento la frattura può non saldare, una situazione chiamata pseudoartrosi. Alcune persone hanno poco dolore e non hanno bisogno di altro; altre possono aver bisogno di un intervento in un secondo momento.



Una vecchia lussazione della clavicola va operata per forza?


No. Una lussazione acromioclavicolare vecchia, cioè avvenuta mesi o anni prima, non richiede necessariamente un intervento. Molte persone convivono senza problemi con il gradino. La decisione dipende dai sintomi, non dall'aspetto.


A volte però resta un dolore persistente anche con una deformità lieve. Può dipendere da un contatto anomalo tra le ossa durante il movimento, da artrosi dell'articolazione o da un danno della cartilagine. In questi casi il primo passo è una riabilitazione mirata per scapola e spalla. Se il dolore resta o la funzione è limitata, l'ortopedico può discutere opzioni come la rimozione di un piccolo tratto della parte finale della clavicola o la ricostruzione dei legamenti coracoclavicolari. Secondo l'AAOS, la ricostruzione funziona bene anche quando viene fatta molto tempo dopo il trauma: aspettare per vedere come va non toglie questa possibilità.


Per un dolore in cima alla spalla senza traumi recenti, leggi anche dolore alla spalla: come capire se è la cuffia dei rotatori.



Quando farsi vedere subito



  • Spalla deformata o gonfia molto in fretta, o osso che sporge dalla pelle.

  • Pelle tesa e bianca sopra la frattura, ferite o sanguinamento.

  • Difficoltà a respirare, dolore al petto o tosse con sangue dopo il trauma: chiama il 112.

  • Formicolio, perdita di forza o mano fredda e pallida.

  • Dopo un intervento: rossore, calore, secrezione dalla ferita o febbre.


Il parere del team Fisiosalaria

Nella nostra esperienza, la paura più grande delle persone con una lussazione acromioclavicolare è il gradino: sembra un segno che “qualcosa non è tornato a posto”. In realtà, per la funzione della spalla, conta molto di più come lavorano scapola e muscoli che l'aspetto della clavicola. L'errore più comune, nelle fratture come nelle lussazioni, è tenere il braccio fermo troppo a lungo per paura, finendo con una spalla rigida e debole.


Ortopedico e fisioterapista valutano insieme quando proteggere e quando caricare. Se a distanza di mesi la spalla fa ancora male o non ha recuperato forza, una valutazione aiuta a capire da dove viene il problema e da dove ripartire.

Domande frequenti

Il tutore a otto serve per la frattura di clavicola?

Le fonti che abbiamo consultato indicano il semplice reggibraccio come trattamento abituale, scelto per comodità. Il tipo di tutore lo decide il medico.

Il gradino della clavicola sparirà?

Nelle lussazioni di grado più alto di solito resta visibile. Nella maggior parte dei casi non impedisce di recuperare una buona funzione.

Quando posso tornare in palestra?

Dipende dal tipo di lesione e dalla guarigione. In genere si riprende in modo graduale dopo il via libera del medico, iniziando con carichi leggeri e senza esercizi sopra la testa.

La placca va tolta per forza?

No. Di solito resta, a meno che non dia fastidio; in quel caso si può valutare la rimozione dopo la guarigione dell'osso.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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