Dopo la frattura ho la mano gonfia, rigida e dolente: è algodistrofia?

Il verdetto: Non sempre. Gonfiore, rigidità e dolore dopo una frattura sono comuni e di solito passano; si pensa all'algodistrofia quando il dolore è sproporzionato e compaiono cambi di colore, temperatura e sensibilità della pelle.

In breve. Dopo una frattura e il gesso, una mano o un piede un po' gonfi, rigidi e doloranti sono normali e migliorano nelle settimane successive. L'algodistrofia, oggi chiamata sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS), è più rara ed è diversa: dolore bruciante e sproporzionato, pelle ipersensibile anche al tocco leggero, cambi di colore e di temperatura, sudorazione alterata, unghie e peli che crescono in modo diverso. Le fratture del polso sono la causa più frequente, ma può colpire anche il piede. Se sospetti l'algodistrofia, fatti valutare presto: il trattamento funziona meglio se inizia subito, e la fisioterapia con movimento graduale è uno dei pilastri.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

L' algodistrofia, chiamata anche distrofia simpatico-riflessa e oggi sindrome dolorosa regionale complessa(in inglese CRPS), è una condizione in cui un arto, di solito dopo un trauma, sviluppa un dolore persistente e molto più intenso di quanto ci si aspetterebbe dalla lesione. Secondo l'NHS la causa non è del tutto chiara: si pensa a una reazione anomala dell'organismo all'infortunio, che coinvolge i nervi e il modo in cui il cervello elabora il dolore.

Mayo Clinic distingue due forme: il tipo 1, circa il 90% dei casi, che segue un trauma senza una lesione diretta di un nervo, come una frattura; e il tipo 2, che segue una lesione nervosa precisa. Se il tuo caso riguarda il polso e la mano gonfia e lucida dopo il gesso, trovi un approfondimento specifico in Dopo la frattura del polso la mano è gonfia e lucida: è algodistrofia? Qui guardiamo il quadro generale, mano e piede.

Quali sono i sintomi dell'algodistrofia?

Il sintomo centrale è un dolore continuo, bruciante o pulsante, sproporzionato rispetto alla lesione, che può estendersi a gran parte dell'arto. Intorno compaiono altri segni, descritti da NHS, Mayo Clinic e dall'istituto americano di neurologia (NINDS):

  • ipersensibilità: anche il lenzuolo, l'acqua o un tocco leggero fanno male;
  • gonfiore e rigidità delle articolazioni;
  • cambi di colore della pelle: rossa, violacea, pallida o a chiazze;
  • cambi di temperatura: arto più caldo o più freddo dell'altro, a volte alternati, e sudorazione alterata;
  • pelle lucida, sottile, a volte squamosa;
  • unghie e peli che crescono più in fretta o più lentamente;
  • debolezza, tremori o spasmi, e difficoltà a muovere la parte.

All'inizio di solito prevalgono dolore, gonfiore, arrossamento e calore; con il tempo i sintomi possono cambiare.

Come distinguo il normale gonfiore dopo il gesso dall'algodistrofia?

Il gonfiore e la rigidità dopo il gesso sono attesi, mentre l'algodistrofia si riconosce dall'insieme di sintomi e dalla loro intensità. Nessun segno da solo basta, ma alcuni indizi aiutano.

Di solito è un normale recupero quando

  • gonfiore e rigidità migliorano settimana dopo settimana;
  • il dolore compare soprattutto muovendo o caricando e cala a riposo;
  • la pelle ha colore e temperatura quasi uguali all'altro lato;
  • il tocco leggero non dà fastidio.

Si sospetta l'algodistrofia quando

  • il dolore è bruciante e sproporzionato, presente anche a riposo e di notte;
  • il tocco leggero o un cambio di temperatura provocano dolore intenso;
  • ci sono differenze evidenti di colore, temperatura o sudore rispetto all'altro arto;
  • i sintomi non migliorano o peggiorano invece di calare.

La diagnosi è clinica: il medico si basa su criteri precisi raccolti con la visita, e usa gli esami soprattutto per escludere altre cause, come un'infezione, una trombosi, una frattura non guarita o un nervo compresso. L'NHS sottolinea che la diagnosi può essere difficile e che conviene farsi vedere presto.

Perché viene dopo una frattura, e succede anche al piede?

Secondo il NINDS le fratture, soprattutto quelle del polso, sono la causa più frequente di algodistrofia. Un gesso troppo stretto e un' immobilizzazione prolungata possono contribuire. Può comparire anche dopo interventi chirurgici, distorsioni di caviglia o polso, ustioni o ferite.

Il piede e la caviglia sono la seconda sede tipica: dopo una frattura di caviglia o di un osso del piede, il quadro è simile, con piede gonfio, violaceo o arrossato, ipersensibile e difficile da appoggiare. In questo caso la paura di caricare e il camminare zoppicando possono alimentare il problema: vedi anche Mi hanno tolto il gesso e ho paura di appoggiare: come ricomincio?

Il NINDS segnala che è più frequente nelle donne e dalla mezza età in su, e che fumo, menopausa, osteoporosi, emicrania e asma sono tra i fattori associati. Non tutti quelli che hanno una frattura la sviluppano, e non si sa ancora perché.

Come si cura l'algodistrofia e che ruolo ha la fisioterapia?

Non esiste una cura unica, ma il trattamento migliora dolore e funzione, e funziona meglio se inizia presto. L'NHS indica quattro pilastri:

  • educazione e autogestione: capire cosa sta succedendo riduce la paura e aiuta a muoversi;
  • riabilitazione fisica: fisioterapia e terapia occupazionale;
  • farmaci contro il dolore, scelti dal medico, spesso diversi dai comuni antinfiammatori;
  • supporto psicologico, per esempio la terapia cognitivo-comportamentale, perché il dolore cronico pesa anche sull'umore.

Cosa si fa in fisioterapia

L'obiettivo è riportare l'arto a essere usato, in modo graduale e senza forzare. Di solito si lavora su:

  • movimento dolce e frequente delle articolazioni, nei limiti del dolore;
  • desensibilizzazione: abituare piano piano la pelle a tessuti, temperature e pressioni diverse;
  • imagery motoria graduata e terapia allo specchio: esercizi mentali e visivi, come immaginare il movimento o guardare l'arto sano allo specchio, che il NINDS descrive come un modo per «riallenare il cervello»;
  • uso nelle attività quotidiane, aumentando poco alla volta;
  • gestione del gonfiore con arto sollevato ed eventuale compressione.

Mayo Clinic segnala che alcuni studi hanno trovato un rischio più basso di algodistrofia nelle persone che assumono vitamina C dopo una frattura di polso: se ti interessa, chiedi al medico se è indicata nel tuo caso.

Quanto dura l'algodistrofia?

È variabile. Secondo l'NHS spesso migliora gradualmente nel tempo, ma in alcune persone il dolore dura a lungo. Mayo Clinic ricorda che in alcuni casi i sintomi scompaiono da soli, in altri durano mesi o anni, e che senza cure possono comparire rigidità permanenti. Per questo il riconoscimento precoce è così importante.

Quando farsi vedere subito

  • Dolore intenso e bruciante che rende intollerabile toccare o muovere l'arto.
  • Gesso troppo stretto con dita o piede gonfi, pallidi, bluastri, intorpiditi.
  • Febbre, arrossamento caldo con secrezioni, soprattutto dopo un intervento: possibile infezione.
  • Polpaccio gonfio, caldo e dolente o fiato corto improvviso: possibile trombosi.
  • Perdita di forza o di sensibilità che aumenta.

Il parere del team Fisiosalaria

Il dubbio «sarà algodistrofia?» è frequente dopo una frattura, e nella maggior parte dei casi si tratta di un normale recupero lento. Quando invece l'algodistrofia c'è, l'errore più comune è uno di due estremi: forzare il movimento nonostante il dolore intenso, oppure proteggere l'arto così tanto da non usarlo più. Entrambi peggiorano le cose. Funziona meglio un lavoro graduale, costante, spiegato bene.

L'ortopedico esclude altre cause e coordina le cure con gli altri specialisti, il fisioterapista guida il ritorno al movimento e la desensibilizzazione, l'osteopata può affiancare con approcci delicati e rispettosi della sensibilità della zona. Se dopo il gesso il dolore è sproporzionato o non migliora, una valutazione precoce aiuta a capire da dove viene.

Domande frequenti

L'algodistrofia si vede con la radiografia?

Non sempre. La diagnosi è soprattutto clinica; radiografie o altri esami possono mostrare alterazioni dell'osso, ma servono soprattutto a escludere altre cause.

Devo stare fermo se ho l'algodistrofia?

No. Il movimento graduale e l'uso dell'arto nelle attività quotidiane sono parte della cura; si evita solo di forzare oltre ciò che si tollera.

L'algodistrofia passa da sola?

A volte sì, ma spesso servono mesi e in alcune persone dura a lungo. Iniziare presto la cura migliora le probabilità di recupero.

Può colpire anche l'altro arto?

Raramente il dolore può comparire anche sul lato opposto. Se succede, segnalalo al medico.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

Il corpo, spiegato bene

Altre domande su questa zona del corpo

Apri la mappa del corpo: tutte le risposte →

19,90 €

Vuoi capire da dove viene il tuo dolore?

Prima seduta di 50 minuti: valutazione e trattamento nello stesso appuntamento, con un team di ortopedici, fisioterapisti e osteopati.

4,9 su 5 su MioDottore, oltre 4.000 recensioni · Convenzionati con diversi fondi sanitari

Dove siamo

Tre centri a Roma, stesso listino

Salaria

Via San Gaggio 5, dentro il Salaria Sport Village

Indicazioni

Viale Libia

Via Collalto Sabino 88, quartiere Africano

Indicazioni

Monteverde

Via Giuseppe Ghislieri 25, vicino a Piazza San Giovanni di Dio

Indicazioni

Dal lunedì al sabato, 8:00–20:00. Aperti anche il sabato pomeriggio.