Costocondrite: perché fa male lo sterno quando lo tocchi?
In breve. La costocondrite è un'infiammazione della cartilagine che unisce le costole allo sterno. Fa male proprio lì, davanti al petto, e il segno tipico è che il dolore aumenta quando premi con un dito sul punto. Peggiora anche con respiri profondi, tosse, abbracci o la cintura di sicurezza. È fastidiosa ma benigna: spesso migliora in qualche settimana, a volte dura qualche mese. Un dolore al petto nuovo, forte o con fiato corto, sudore o nausea va però sempre valutato subito, perché può essere il cuore.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.
La costocondrite è un'infiammazione delle articolazioni tra costole e sterno, cioè l'osso piatto al centro del petto. Le costole non si attaccano direttamente allo sterno: in mezzo c'è un tratto di cartilagine, un tessuto elastico che permette al torace di allargarsi quando respiri. Quando quella giunzione si irrita, ogni respiro, colpo di tosse o pressione la risveglia.
Il problema è che fa male al petto, e il dolore al petto spaventa, giustamente. Questo articolo spiega come si riconosce la costocondrite, cos'è la sindrome di Tietze, quanto dura e quando invece serve correre in pronto soccorso.
Quali sono i sintomi della costocondrite?
Il sintomo principale è un dolore acuto davanti al petto, a lato dello sterno, che fa male anche al tocco. Le schede del servizio sanitario britannico descrivono un dolore che può comparire all'improvviso o in modo graduale.
- Dolore alla pressione: premendo sulla giunzione tra costola e sterno ritrovi esattamente il tuo dolore.
- Peggiora con respiri profondi, tosse, starnuti, sforzi e movimenti del tronco.
- Peggiora con la pressione sul petto: la cintura di sicurezza, un abbraccio, dormire a pancia in giù.
- Spesso coinvolge più di una costola, di solito nella parte alta del torace.
- A volte il dolore si irradia verso la spalla o il fianco.
Per una panoramica su tutti i dolori della parete del torace vedi anche Dolore dorsale che si irradia alle costole e davanti al petto.
Perché lo sterno fa male quando lo tocchi?
Fa male al tocco perché la fonte del dolore è lì, in superficie: la cartilagine infiammata si trova appena sotto la pelle. Il dito preme direttamente sul tessuto irritato e lo riaccende.
Questo è l'indizio più utile per il medico. Un dolore che si riproduce con precisione premendo un punto della parete del torace fa pensare a una causa muscolo-scheletrica. Attenzione però: non è una prova assoluta. Il medico lo valuta insieme alla storia e, quando serve, a esami come l'elettrocardiogramma per escludere il cuore.
Da cosa nasce?
Spesso una causa precisa non si trova. Tra i fattori collegati ci sono:
- tosse forte e prolungata, per esempio dopo un'influenza o una bronchite;
- sforzi insoliti: un trasloco, spostare mobili, un allenamento nuovo di petto o braccia;
- piccoli traumi al torace;
- alcune infezioni, comprese quelle respiratorie.
Il torace si muove molte volte al minuto, giorno e notte: per questo la zona fatica a stare a riposo e il fastidio può trascinarsi.
Sindrome di Tietze: cos'è e in cosa è diversa?
La sindrome di Tietze è una condizione simile alla costocondrite, ma più rara, in cui oltre al dolore c'è un gonfiore visibile o palpabile sulla giunzione tra costola e sterno.
- Costocondrite: dolore e dolorabilità senza gonfiore; più frequente, colpisce spesso persone dai 40 anni in su.
- Sindrome di Tietze: dolore con gonfiore, di solito in un solo punto; più rara, colpisce spesso adulti sotto i 40 anni. Il gonfiore può restare anche dopo che il dolore è passato.
Gestione e consigli sono in gran parte gli stessi. Un gonfiore nuovo sul torace, però, va sempre fatto vedere al medico, che decide se servono esami per escludere altre cause.
Quanto dura la costocondrite?
Spesso migliora nel giro di qualche settimana, ma in alcune persone dura alcuni mesi o anche di più. Non si tratta di un danno che peggiora: è un'irritazione che fatica a spegnersi perché la zona viene sollecitata a ogni respiro.
Il decorso tende a essere a onde: giorni quasi senza dolore e giorni in cui basta un colpo di tosse per risvegliarlo. Non significa che stia peggiorando.
Cosa aiuta davvero?
La base è ridurre per un po' quello che irrita la zona, senza smettere di muoversi.
- Riduci i carichi che scatenano il dolore: piegamenti, panca piana, sollevare pesi davanti al petto, sport con contrasti, per qualche settimana.
- Calore tiepido sulla zona: un panno caldo, non bollente, può dare sollievo.
- Resta attivo: camminare e muovere le spalle con dolcezza aiuta il torace a non irrigidirsi.
- Respira normalmente: trattenere il respiro per paura del dolore irrigidisce ancora di più la gabbia toracica.
- Antidolorifici o antinfiammatori solo su indicazione del medico o del farmacista.
Il fisioterapista può aiutare con esercizi graduali di mobilità del torace e della colonna dorsale e con la ripresa progressiva dei carichi, per esempio in palestra. Le prove scientifiche su terapie specifiche per la costocondrite sono limitate: per questo l'obiettivo è soprattutto gestire i carichi e tornare a fare tutto senza paura. Se il dolore è più sul fianco, lungo una costola, leggi Dolore intercostale: viene dal muscolo o da un nervo?
Quando farsi vedere subito
Un dolore al petto non va mai liquidato da soli come costocondrite. Chiama il 112 se il dolore:
- è un peso o un'oppressione al centro del petto, costante, che non cambia premendo;
- si accompagna a fiato corto, sudore freddo, nausea, senso di svenimento;
- si irradia a braccio, mandibola o schiena, o compare durante uno sforzo;
- è improvviso e lacerante.
Rivolgiti al medico in tempi brevi anche se hai febbre, un gonfiore nuovo e arrossato sul torace, dolore dopo un intervento al torace, o se il dolore peggiora nonostante il riposo. Più dettagli su cuore e dolore toracico in Dolore dorsale e braccio sinistro: può essere un infarto?
Il parere del team Fisiosalaria
Spesso vediamo persone con costocondrite che hanno già fatto un passaggio in pronto soccorso: è stato giusto, perché il cuore va escluso per primo. Dopo, però, molti restano col timore e smettono di muoversi, oppure al contrario tornano subito a panca e piegamenti e riaccendono il dolore. Il punto di equilibrio è a metà: meno carico sul petto per qualche settimana, ma movimento quotidiano.
L'ortopedico inquadra il dolore ed esclude altre cause della parete toracica, il fisioterapista guida il ritorno graduale ai carichi, l'osteopata può lavorare sulla mobilità di torace e colonna. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
La costocondrite può far male anche alla schiena?
Il dolore è soprattutto davanti, ma a volte si irradia di lato. Un dolore che parte dalla schiena e gira a fascia fa pensare piuttosto a un'origine dorsale o intercostale.
Posso andare in palestra con la costocondrite?
Sì, scegliendo attività che non riaccendono il dolore, come camminare, cyclette o lavoro sulle gambe. Esercizi di spinta per petto e braccia vanno ridotti e ripresi gradualmente.
Serve una radiografia?
Di solito la diagnosi è clinica e la radiografia non mostra la costocondrite. Il medico chiede esami se il quadro non è tipico, se c'è gonfiore o se vuole escludere altre cause.
La costocondrite può tornare?
Sì, può ripresentarsi, per esempio dopo un'altra tosse forte o uno sforzo insolito. Riconoscerla e ridurre per tempo i carichi aiuta a farla durare meno.
Fonti
- nidirect (NHS Irlanda del Nord), Costochondritis, consultato 2026
- Proulx AM, Zryd TW, Costochondritis: diagnosis and treatment, American Family Physician, 2009
- Mayo Clinic, Heart attack: sintomi e cause, consultato 2026
- Cleveland Clinic, Slipping rib syndrome, consultato 2026
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.
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