Suono la chitarra e mi fa male l’avambraccio: cosa fare?

In breve. Se suoni la chitarra e ti fa male l’avambraccio, la causa più frequente è un sovraccarico di muscoli e tendini, legato a quante ore suoni, a come tieni lo strumento e a quanta forza usi per premere le corde. Di solito migliora riducendo per un periodo il tempo di studio, facendo pause frequenti e alleggerendo la pressione delle dita. Formicolii alle dita, perdita di forza o dita che non obbediscono più nei passaggi vanno valutati da un professionista.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 23.10.2026.

L’ avambraccio contiene i muscoli che muovono polso e dita. Quelli sul lato del palmo, i flessori, chiudono le dita: sono i muscoli che premono le corde sulla tastiera. Quelli sul dorso, gli estensori, aprono le dita e tengono fermo il polso. Tutti finiscono in tendini che si attaccano al gomito da un lato e alla mano dall’altro.

Suonare la chitarra chiede a questi muscoli lavoro fine, ripetuto per ore, spesso con il polso piegato. Non stupisce che i disturbi siano comuni tra i musicisti: in una revisione sistematica sui musicisti professionisti, uno studio spagnolo citato riportava sintomi da sovraccarico nel 75% dei chitarristi esaminati.

Perché mi fa male l’avambraccio quando suono?

Nella maggior parte dei casi è un sovraccarico: i muscoli e i tendini lavorano più di quanto riescono a recuperare. L’NHS descrive questi disturbi come lesioni da movimenti ripetuti: dolore che brucia o pulsa, rigidità, crampi, a volte formicolio, comparsi gradualmente.

I fattori che li favoriscono nei chitarristi sono spesso questi:

  • aumento rapido delle ore di studio, per esempio prima di un concerto o di un esame;
  • sessioni lunghe senza pause;
  • troppa forza sulle corde o sul pollice dietro il manico;
  • polso molto piegato nella mano che fa gli accordi;
  • uno strumento poco adatto: corde dure, action alta, manico troppo grande per la mano;
  • tensione e ansia da prestazione, che la letteratura collega a sintomi più intensi.

Quale mano fa più male, quella degli accordi o quella che pizzica?

Spesso fa più male l’avambraccio della mano che fa gli accordi, quella sul manico. Le dita premono di continuo e il polso resta piegato. Il dolore tipico è sul lato del palmo dell’avambraccio, nei flessori, a volte fino al gomito interno.

La mano che pizzica o usa il plettro soffre più spesso sul dorso dell’avambraccio o al gomito esterno. Lì lavorano gli estensori, che tengono il polso sospeso e stabile. L’NHS elenca proprio il suonare uno strumento tra le attività che possono causare il gomito del tennista. Se il dolore è sul lato esterno del gomito, leggi Epicondilite: come riconoscere il gomito del tennista?

Mi fanno male polso e avambraccio insieme: cosa può essere?

Il dolore che parte dal polso e sale all’avambraccio ha diverse possibilità. Le più comuni nei chitarristi:

  • Tendini del pollice: dolore sul lato del pollice del polso, peggiore quando il pollice spinge dietro il manico. Può essere una tenosinovite di De Quervain.
  • Tunnel carpale: formicolio a pollice, indice e medio, spesso di notte. Vedi Tunnel carpale: come riconoscerlo.
  • Sovraccarico dei flessori: dolore diffuso, senza formicolio, che segue le ore di studio.

Per distinguere servono una visita e alcuni test semplici di movimento, forza e sensibilità.

Le dita non mi obbediscono più nei passaggi: è una tendinite?

Non sempre. Se il problema principale non è il dolore, ma le dita che si piegano da sole, si arricciano o perdono controllo solo mentre suoni, va considerata la distonia focale del musicista. È un disturbo neurologico del controllo dei movimenti: l’NHS lo inserisce tra le distonie legate a un compito specifico, come il crampo dello scrivano.

  • Indizi: poco dolore, perdita di precisione in un passaggio preciso, dita che «scappano», e mano normale lontano dallo strumento.
  • Chi la valuta: il neurologo, a cui di solito si arriva tramite il medico.
  • Errore da evitare: studiare ancora di più per «correggere» il passaggio, che spesso peggiora le cose.

Cosa posso fare da subito?

Il primo passo è ridurre il carico senza fermarsi del tutto. L’NHS consiglia di restare attivi e di riprendere gradualmente, perché un riposo assoluto di molti giorni rende i muscoli più deboli e rigidi.

  • Accorcia le sessioni: blocchi di 20-30 minuti con 5 minuti di pausa.
  • Riscaldati: qualche minuto di movimenti lenti di dita e polso e brani facili prima di quelli difficili.
  • Premi il minimo: prova a trovare la pressione minima con cui la nota suona pulita.
  • Rilassa il pollice dietro il manico: non deve fare da morsa.
  • Controlla lo strumento: un liutaio può abbassare l’action o consigliare corde più morbide.
  • Postura: chitarra all’altezza giusta, polso il più possibile dritto, spalle rilassate.

Quali esercizi aiutano l’avambraccio dei musicisti?

Gli esercizi utili sono quelli che rendono muscoli e tendini più resistenti al carico. Vanno fatti lontano dalle sessioni più impegnative e senza dolore forte.

  • Apertura delle dita contro un elastico intorno alla mano: rinforza gli estensori, spesso trascurati.
  • Stringere una pallina morbida per pochi secondi, poi rilassare: lavoro dosato sui flessori.
  • Flessione ed estensione del polso con una bottiglietta d’acqua, lente.
  • Rotazioni dell’avambraccio palmo in su e palmo in giù, con un oggetto leggero.
  • Allungamenti dolci dei flessori e degli estensori, senza forzare.

Per i musicisti di altri strumenti, come il pianoforte, trovi un approfondimento in questo articolo dedicato. Anche la parte alta del corpo conta: collo, spalle e schiena sono le zone più colpite nei musicisti.

Quando farsi vedere subito

  • Formicolio o perdita di sensibilità alle dita, soprattutto di notte.
  • Perdita di forza o oggetti che cadono di mano.
  • Gonfiore visibile, rossore o calore.
  • Dita che perdono controllo solo mentre suoni.
  • Dolore che non migliora dopo due settimane di carico ridotto.

Il parere del team Fisiosalaria

Il chitarrista che arriva con l’avambraccio dolorante, spesso, ha appena aumentato molto le ore di studio o ha cambiato strumento. L’errore più comune è suonare «sopra il dolore» fino al concerto e poi fermarsi del tutto per settimane: entrambe le cose rallentano il recupero. Meglio una riduzione dosata e un ritorno graduale.

L’ortopedico esclude problemi di tendini e nervi, il fisioterapista costruisce un programma di esercizi e di ripresa dello studio, l’osteopata può lavorare su collo, spalle e avambraccio. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Devo smettere di suonare?

Raramente serve smettere del tutto. Di solito basta ridurre le ore, aumentare le pause e riprendere per gradi.

La chitarra classica fa più male di quella elettrica?

Corde, manico e postura cambiano il carico, ma non c’è uno strumento «sicuro». Contano soprattutto ore, pause, pressione sulle corde e assetto dello strumento.

Un tutore aiuta?

Per il dolore al gomito esterno l’NHS cita le fasce per l’avambraccio. Per suonare, però, è più utile correggere carico e tecnica.

Quanto tempo ci vuole per tornare a suonare come prima?

Dipende dalla causa: un sovraccarico preso presto migliora spesso in qualche settimana, mentre i disturbi trascurati possono durare mesi.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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