Artrosi della spalla: quando si arriva alla protesi?
In breve. L'artrosi della spalla è l'usura della cartilagine tra la testa dell'omero e la glena, la piccola cavità della scapola. Dà dolore profondo, spesso anche di notte, rigidità e scrosci durante i movimenti. Si parte sempre dalle cure conservative: esercizi, adattamento delle attività, farmaci e infiltrazioni su indicazione del medico. Alla protesi si arriva quando dolore e limitazione restano importanti nonostante queste cure e le radiografie mostrano un'artrosi avanzata. La protesi inversa si sceglie soprattutto quando anche la cuffia dei rotatori è rotta.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 22.10.2026.
L' artrosi gleno-omerale è la consumazione della cartilagine dell'articolazione principale della spalla, quella tra la testa dell'omero (la «palla») e la glena della scapola (la «coppa»). Quando la cartilagine si assottiglia, le ossa scorrono peggio, si formano piccoli speroni ossei chiamati osteofiti e il movimento si riduce.
È meno frequente dell'artrosi di anca e ginocchio, perché la spalla non porta il peso del corpo. Secondo l'AAOS, la società americana dei chirurghi ortopedici, colpisce di solito persone sopra i 50 anni. Può anche comparire dopo vecchie fratture o lussazioni, o in chi ha una rottura della cuffia dei rotatori da molto tempo.
Quali sono i sintomi dell'artrosi gleno-omerale?
Il sintomo principale è il dolore profondo, nella parte laterale o posteriore della spalla, che peggiora con l'attività e aumenta negli anni. Gli altri segni tipici sono:
- dolore notturno, che rende difficile dormire sul lato colpito;
- rigidità: diventa difficile pettinarsi, prendere un oggetto da uno scaffale alto o allacciare il reggiseno;
- scrosci o scatti durante il movimento, a volte dolorosi (sui rumori della spalla vedi spalla che scrocchia);
- una perdita di movimento che riguarda tutte le direzioni, anche quando qualcun altro prova a muovere il braccio.
Rigidità e dolore notturno sono comuni anche alla capsulite adesiva, la «spalla congelata». La differenza principale si vede sulla radiografia: nella capsulite la cartilagine è normale, nell'artrosi lo spazio articolare è ridotto. Ne parliamo in spalla congelata: sintomi e causa.
Come si fa la diagnosi?
La diagnosi si basa sulla visita e su una radiografia. L'esame clinico controlla movimento, forza, punti dolenti e scrosci. La radiografia mostra il restringimento dello spazio tra le ossa, i cambiamenti dell'osso e gli osteofiti.
Se si pensa a un intervento, il chirurgo può chiedere una TC per studiare la forma della glena, o una risonanza per valutare i tendini della cuffia. In alcuni casi l'iniezione di un anestetico nell'articolazione aiuta a capire se il dolore viene proprio da lì.
Quali esercizi si possono fare con l'artrosi della spalla?
Gli esercizi sono una parte centrale delle cure: servono a mantenere il movimento e la forza dei muscoli che sostengono la spalla. La sintesi per i pazienti delle linee guida AAOS li indica tra le prime opzioni per ridurre il dolore e migliorare la funzione.
- Mobilità dolce: movimenti a pendolo, sollevamenti assistiti con l'altra mano o con un bastone.
- Rinforzo dei muscoli della cuffia e della scapola, con elastici leggeri.
- Esercizi nell'ampiezza tollerata: un fastidio lieve è accettabile, un dolore che aumenta il giorno dopo no.
- Calore umido prima degli esercizi, se aiuta a sciogliere la rigidità.
Accanto agli esercizi, su indicazione del medico, si usano antinfiammatori per brevi periodi e infiltrazioni di cortisone, che spesso danno sollievo temporaneo. Le stesse linee guida segnalano invece prove solide che le infiltrazioni di acido ialuronico non portano benefici nella spalla.
Quando si arriva alla protesi di spalla?
Si arriva alla protesi quando il dolore e la limitazione restano importanti nonostante le cure conservative, e le immagini confermano un'artrosi avanzata. Non esiste un numero fisso di anni o di infiltrazioni: la decisione si prende con il chirurgo, valutando insieme alcuni fattori.
- Quanto il dolore limita la vita: sonno, lavoro, vestirsi, guidare.
- Gravità dell'artrosi sulla radiografia e sulla TC.
- Stato della cuffia dei rotatori: decide che tipo di protesi usare.
- Salute generale: fumo, diabete non controllato e pressione alta aumentano il rischio di complicanze e peggiorano i risultati.
Per l'artrosi lieve a volte si propone un'artroscopia di pulizia, ma secondo l'AAOS il sollievo è spesso temporaneo e non è indicata nelle forme avanzate.
Cosa chiedere al chirurgo
- Che tipo di protesi mi consiglia e perché?
- Com'è la mia cuffia dei rotatori?
- Quali limiti avrò nelle prime settimane e nel lungo periodo?
- Che risultati posso aspettarmi su dolore e movimento?
Che differenza c'è tra protesi anatomica e protesi inversa?
La protesi anatomica riproduce la spalla com'è: una palla metallica sull'omero e una coppa di plastica sulla glena. Funziona bene quando la cuffia dei rotatori è sana, perché sono i suoi muscoli a muovere e stabilizzare la nuova articolazione.
La protesi inversa scambia le parti: la palla va sulla scapola e la coppa sull'omero. In questo modo il braccio viene sollevato soprattutto dal deltoide, il grande muscolo che copre la spalla, e non dalla cuffia. Per questo è la scelta tipica quando:
- c'è un' artropatia da rottura della cuffia, cioè artrosi con cuffia rotta;
- la cuffia ha una rottura non riparabile;
- c'è una frattura complessa della spalla, soprattutto nell'anziano;
- una protesi precedente non ha funzionato.
Esiste anche la sostituzione solo della testa dell'omero, chiamata emiartroplastica, oggi usata in casi selezionati.
Come va il recupero dopo la protesi e quanto dura?
La maggior parte delle persone torna a mangiare, vestirsi e lavarsi da sola entro pochi giorni, con il braccio nel tutore. Secondo l'AAOS, nelle prime sei settimane dopo una protesi inversa di solito bisogna evitare di sollevare più di circa 2 chili, di spingersi con il braccio per alzarsi dalla sedia o dal letto e le posizioni estreme, come il braccio dietro la schiena.
La fisioterapia inizia con movimenti dolci e passa gradualmente al rinforzo. Dopo la riabilitazione, con la protesi inversa la maggior parte delle persone riesce ad alzare il braccio sopra l'altezza della spalla.
Una revisione pubblicata su The Lancet Rheumatology nel 2020 ha trovato che circa 9 protesi di spalla su 10 durano almeno dieci anni. Mancano invece dati solidi oltre i 15-20 anni.
Quando farsi vedere subito
- Dopo un intervento: spalla rossa, calda, gonfia, ferita che secerne, febbre (possibile infezione).
- Dolore improvviso e braccio bloccato dopo una caduta, con o senza protesi.
- Polpaccio o braccio gonfio, caldo e dolente dopo l'intervento (possibile trombosi).
- Dolore alla spalla con febbre, calo di peso inspiegato o dolore notturno costante (vedi quando preoccuparsi).
Il parere del team Fisiosalaria
Vediamo spesso persone che hanno smesso di usare il braccio per paura di consumarlo di più. È l'errore più comune: la spalla ferma si irrigidisce e i muscoli si indeboliscono, e il dolore peggiora. Un programma di esercizi dosati spesso permette di guadagnare anni di buona funzione, e se si arriva all'intervento, si arriva con una spalla più forte.
L'ortopedico valuta il grado di artrosi e lo stato della cuffia, il fisioterapista guida il percorso prima e dopo l'eventuale protesi, l'osteopata aiuta su rigidità e compensi di collo e schiena. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.
Domande frequenti
L'artrosi della spalla si può fermare?
La cartilagine consumata non ricresce, ma l'artrosi non peggiora per forza in modo rapido. Esercizi e gestione del carico aiutano a controllare dolore e funzione per anni.
A che età si mette una protesi di spalla?
Non c'è un'età fissa: conta quanto il problema limita la vita e la salute generale. Nelle persone giovani e molto attive il chirurgo valuta con più cautela, perché la protesi potrebbe dover essere sostituita.
Le infiltrazioni di acido ialuronico servono?
Per la spalla, la sintesi delle linee guida AAOS riporta prove solide che non portano benefici. Le infiltrazioni di cortisone possono dare sollievo per un periodo, su indicazione del medico.
Con la protesi si può tornare a nuotare o giocare a golf?
Molte attività leggere sono possibili dopo la riabilitazione, ma limiti e tempi vanno decisi con il chirurgo, in base al tipo di protesi.
Fonti
- AAOS OrthoInfo, Arthritis of the shoulder, consultato 2026
- AAOS, Linea guida sull'artrosi gleno-omerale, sintesi per i pazienti, consultato 2026
- AAOS OrthoInfo, Reverse total shoulder replacement, consultato 2026
- NIHR Evidence, Most shoulder replacements last longer than a decade (Evans J.P. et al., Lancet Rheumatology 2020), 2021
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
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